Piano di Sorrento, Anna Iaccarino a Rossella Russo: assessore distratto, occhio alla spesa!

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Anna Iaccarino

Anna Iaccarino

Rossella Russo

Rossella Russo

PIANO DI SORRENTO – Fine anno incandescente quello della politica all’indomani del Consiglio Comunale che si è svolto il 29 dicembre 2015 e che ha visto consumarsi uno scontro frontale tra l’Assessore Rossella Russo e la consigliera di opposizione Anna Iaccarino sui numeri della mensa scolastica. Una polemica continuata sulla stampa dove la Russo ha voluto amplificare la sua versione sulla spesa per questo servizio che la Iaccarino contestata dati alla mano come si vede dalla sua replica che pubblichiamo integralmente in attesa…di ulteriori sviluppi!

I NUMERI DI BIMBI E PASTI NON TORNANO…

“L’assessore Russo – ha fatto sapere la Iaccarino – evidentemente è talmente presa dalla campagna elettorale da non riuscire a seguire con attenzione nemmeno i settori di sua competenza. Innanzitutto mi preme farle notare che i bambini che quotidianamente fruiscono del servizio mensa, non arrivano a 600, altro che i 1375 fantasticati. Probabilmente anche per la fretta non hanno considerato, o forse non sanno, che gli alunni della scuola primaria, diversi da quelli che sono iscritti al tempo prolungato, fruiscono della mensa solo un giorno a settimana, per cui non si devono sommare tutti, ma una classe al giorno”. “Riguardo al nuovo aumento di 32 centesimi, scattato dal 1° dicembre – continua la Iaccarino – siamo poi addirittura alla beffa. Esso sarebbe giustificato dal fatto che occorrerebbero alla ditta ben due unità in più, per sbucciare la frutta nelle sole scuole materne. Premesso che per frutta si devono intendere le clementine o le ancora più complesse banane, non di certo ananas o fichi d’India; ancora una volta, però, l’Assessore dimostra di non conoscere a fondo la vicenda. La ditta presentò la propria offerta di 3 euro e 10 centesimi a pasto, su un bando di gara che prevedeva l’utilizzo di complessivi 13 addetti, distribuiti nei vari plessi. Tra la pubblicazione del bando e la stipula del contratto è poi subentrata la soppressione del plesso di San Liborio, tanto è che all’articolo 3 del contratto veniva precisato che sarebbero state impiegate due unità in meno, un cuoco ed un addetto alla somministrazione, senza che tuttavia si riducesse il prezzo.

QUANTO COSTA UNA SBUCCIABANANE?

Ora che quelle due unità servono nuovamente, il prezzo incredibilmente aumenta di 30 centesimi a pasto. Considerato che uno “sbucciabanane” non costa certo più di un cuoco, possibile che a rimetterci debba essere sempre il Comune?”
Ancora più ironica la rappresentante del gruppo di minoranza PIANO OGGI E DOMANI quando affronta la vicenda dei prodotti equivalenti: “L’assessore Russo ci fa sapere che andando a fare la spesa conosce la differenza tra prodotto di marca e prodotto equivalente. Ebbene non ne sarei tanto convinta, perché in questo caso dovrebbe capire che l’errore sta a monte, nel considerare in sede di aggiudicazione del servizio equivalente ad un prodotto di marca, peraltro inserito nel capitolato, quello di una grande catena di distribuzione, proposto dalla ditta. Insomma se vai al supermercato e prendi un Asti Cinzano al posto di un MUM o un Perlier è chiaro che poi quando torni a casa nel brindare resti un po’ deluso”.
“La vicenda – conclude la Iaccarino – non è affatto chiara. In un anno è stato praticamente annullato il ribasso del 30% offerto dalla ditta in sede di gara, con una procedura che non riteniamo rientri negli schemi legali, per questo riteniamo doveroso, anche per la delicatezza dell’argomento sottoporla agli organi deputati al controllo”.