Sorrento, Giuseppe Stinga sulla lettera della Chiesa per le elezioni

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Giuseppe Stinga

Giuseppe Stinga

di Giuseppe Stinga
“In queste ore ho riflettuto, a lungo, sui contenuti, coraggiosi, espliciti e totalmente condivisibili della Lettera aperta rivolta dal Consiglio dell’Unità Pastorale delle Parrocchie di Sorrento, alla nostra comunità e ai candidati Sindaci e Consiglieri Comunali di Sorrento. Da questo documento, prezioso per tutti, cristiani e non cristiani, traspare in maniera evidente la profonda preoccupazione dei nostri pastori che la campagna elettorale amministrativa in corso, invece di svolgersi, democraticamente, su un corretto terreno di confronto delle idee, sui programmi dei candidati Sindaci e sui progetti, anche alternativi, tra le parti, per garantire alla nostra città e a tutti i sorrentini uno stabile futuro di progresso civile, sociale ed economico, possa avvitarsi in una lotta fratricida, che laceri le famiglie rischiando, con il sopruso, le minacce e i ricatti, di seminare soltanto odio e divisioni, molto difficili da recuperare, poi, chiunque ne esca vincitore.

Essendo stata, questa, la mia stessa preoccupazione, anche se non la sola, alla base della rinunzia a candidarmi, avverto il dovere, uscendo dal cono d’ombra di un pavido silenzio, da cittadino e da imprenditore, con la responsabilità del lavoro e del reddito di molte famiglie sorrentine, di associare il mio modestissimo appello a quello, ben più autorevole, dei nostri parroci, condividendo in pieno non solo gli obiettivi indicati nel documento (1 – Il lavoro; 2 – L’emergenza abitativa; 3 – L’emergenza educativa e culturale; 4 – L’accoglienza dei più deboli; 5- Il contrasto al gioco d’azzardo e alla ludopatia), ma principalmente la concezione della politica come servizio alla collettività e al bene comune, non asservita agli interessi personali, di famiglia, di lobby affaristiche o di gruppi di potere. Continuerò a sostenere questa visione trasparente della vita pubblica, anche al di fuori del consiglio comunale, nella speranza che in queste ultime due settimane possa essere ripristinato un clima di civiltà democratica, di tolleranza, di rispetto e di leale confronto. Da cristiano, infine, desidero ringraziare i nostri pastori per questo alto contributo, ancorché inusuale, dettato dalla gravità della situazione, che interroga la coscienza e le responsabilità di noi tutti”.