Se la Chiesa parla così una ragione dev’esserci…

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di Vincenzo Califano

forum_dei_giovani-630x210Il fatto che la Chiesa diocesana in persona del Consiglio dell’Unità Pastorale delle Parrocchie di Sorrento abbia redatto e diffuso un intervento ufficiale sulle elezioni a Sorrento è senza precedenti e merita una riflessione in primis dai protagonisti della querelle elettorale, quindi dei cittadini e cattolici che vivono questo momento e che, al di là delle dichiarazioni di parte, dei programmi e delle proposte, cercano una linea guida per esprimere un voto responsabile e coerente nell’interesse vero della Città. La lettera aperta alle Comunità Parrocchiali e ai Candidati acquista il valore di una vera e propria testimonianza che spazza via equivoci e strumentalizzazioni utili soltantato a chi della Chiesa intende farne un uso improprio e per finalità che vanno sicuramente in direzione opposta a quella indicata con chiarezza, severità e fermezza dal Consiglio Pastorale. La rinuncia ai fondi e contributi economici per iniziative liturgico-pastorali e religiose non si presta ad equivoci, così come la richiesta di destinare le risorse disponibili per attività di carità e solidarietà.

Collaborazione con l’Istituzione, soprattutto per dare risposte concrete su 5 punti: emergenza lavoro, per dare risposte e tutelare la dignità dell’uomo; emergenza abitativa soprattutto per le giovani coppie rendendo disponibili le case che vengono utilizzate per altre attività; contrasto all’emergenza educativa e dibattio sui temi e sui valori della convivenza civile: il rispetto della cosa pubblica, il culto della legalità, l’educazione ambientale e il contrasto all’abusivismo edilizio, l’attenzione ai più deboli; rendere Sorrento sempre più accogliente nel ricordo delle parole di Santo Papa Giovanni Paolo II evidenziando che a Sorrento è insopportabile l’idea che il povero, il mendicante e lo straniero non trovino accoglienza e ristoro; infine contrasto deciso alla nuova piaga del gioco d’azzardo, alla ludopatia che sta distruggendo persone e famiglie con un appello diretto al futuro governo della Città di affrontare e risolvere questa grave problematica. E a chiudere: “Perdonateci se stavolta abbiamo detto la nostra, provando ad uscire fuori dal recinto delle nostre consuetudini e talvolta dei nostri insopportabili silenzi. Vorremmo piuttosto che tacessero i disfattisti e quanti credono ancora che questa sia una visione astratta e fiabesca della politica; vorremmo che facessero silenzio quelli che non ci credono e quelli che credono, al contrario, che l’impegno in politica richieda sicurezza ed una strutturata disonestà; vorremmo che tacessero le pretese di quanti hanno già messo all’asta il proprio voto al migliorm offerente. taccia questo modo vecchio e consumato di subire gli eventi e parli la libera espressione delle nostre scelte e del nostro amore per questa terra e per la nostra città“.