Il caso-Langellotto scuote la politica in Costiera e finisce in Parlamento

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Raffaele Cantone

Raffaele Cantone

L’arresto dell’imprenditore edile Salvatore Langellotto probabilmente non rappresenta il punto di arrivo di un procedimento penale (definitivo ed esecutivo per pronuncia della Corte di Cassazione), piuttosto l’inizio di una verifica a 360 gradi sui rapporti intercorrenti tra questi e gli Amministratori in carica in tutti, o quasi, i Comuni della Penisola Sorrentina, tecnici e professionisti privati e in qualche caso anche pubblici dipendenti. Rapporti diretti e indiretti intrattenuti anche attraverso il padre, Giuseppe, che si scoprì addirittura essere socio della Nizza Srl società detenuta in compartecipazione col Sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo che ha generato l’inchiesta e il successivo processo ancora pendente presso il Tribunale di Torre Annunziata per l’operazione del parcheggio di Via Rota.

Presenza ingombrante quella dei Langellotto che con la politica peninsulare sembrano andare a braccetto, così come con altri imprenditori e politici che ruotano intorno al business del cemento. Tante denunce e segnalazioni dei pochi, irriducibili avversari di questo sistema spesso sono abortite… inspiegabilmente. Ma non solo i Langellotto rappresentano il punto di incontro di certi interessi su cui è coinvolta anche la politica peninsulare. Il deficit interdittivo verso queste realtà bordeline e personaggi a dir poco ambigui per certi versi appare inspiegabile. Ora però il problema è destinato a rimbalzare all’attenzione del Parlamento, dell’Antimafia e dell’Autorità Antocorruzione presieduta da Raffale Cantone visto che alcuni Parlamentari stanno predisponendo un voluminoso dossier che prenderebbe forma in un’interrogazione parlamentare che circostanzia vicende, persone, rapporti, affari in cui è coinvolta una cospicua rappresentanza di politici ed amministratori peninsulari ed anche ex amministratori.

La notizia filtra da ambienti vicini al M5S e a SEL che già da tempo hanno acceso i riflettori sulla situazione peninsulare. A proposito si ricordano ancora i moniti forti, quanti inascoltati, rivolti agli Amminsitratori sorrentini e peninsulari dell’ex Sen Raffaele Lauro, già commissario dell’Antimafia, che soltanto qualche anno fa rivolgeva accorati appelli alla classe politica peninsulare ad arginare la penetrazione malavitosa in Costiera. Su questo fronte si registrò anche una violenta polemica tra Lauro e l’assessore sorrentino Raffaele Apreda. Insomma i campanelli d’allarme sono stati suonati quando la situazione era già critica ed oggi basta scorrere gli atti delle Amministrazioni locali per rendersi conto dell’esistenza di operazioni quanto meno dubbie. Soltanto qualche settimana fa dall’Antimafia è rimbalzato, attraverso l’annuale rapporto, l’allarme sulla penetrazione della malavita organizzata nella pubblica amministrazione proprio attraverso amministratoti infedeli. Quanto basta per alzare il livello di guardia ovunque. Su questo fronte, per esempio, si sta muovendo da mesi l’Ing. Antonio Elefante, per di più assessore a Vico Equense, denunciando l’esistenza di un vero e proprio sistema a Piano di Sorrento e nella Penisola Sorrentina.