Giudice di Pace, comunicato congiunto sindaci Ruggiero e Sagristani

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Giovanni Ruggiero

Giovanni Ruggiero

Pietro Sagristani

Pietro Sagristani

Dall’Ufficio Stampa del Comune di Piano di Sorrento è stato diffuso un comunicato congiunto dei Sindaci Giovanni Ruggiero e Piergiorgio Sagristani sull’assemblea degli Avvocati Sorrentini relativa alla chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace. Ecco il testo con le dichiarazioni:

“In merito all’assemblea intercomunale di oggi 30 dicembre in cui si è discusso dell’eventuale spostamento degli uffici del Giudice di pace a Torre Annunziata e anche a seguito del comunicato stampa diffuso dall’Associazione Avvocati Penisola Sorrentina nel tardo pomeriggio, il Sindaco di Piano di Sorrento Giovanni Ruggiero dichiara quanto segue:

«È fondamentale sottolineare che i Comuni hanno mantenuto l’impegno preso il 25 giugno volto al mantenimento degli uffici del Giudice di Pace in penisola. Nella riunione del 22 dicembre si è, però, preso atto che le condizioni erano cambiate. Incontreremo gli avvocati per approfondire l’argomento e chiarire le posizioni già espresse. Ma le motivazioni per cui non c’è immediata adesione sono chiare: le condizioni non sono state rispettate e non possiamo permetterci di sobbarcarci ulteriori spese che non spettano alle Amministrazioni e non sono di competenza comunale, oltretutto per sopperire alle mancanze degli enti preposti. Il Comune di Piano di Sorrento ha già dimostrato sensibilità e disponibilità, con la consueta attenzione alle problematiche locali, contribuendo per il 2014 alle spese. Oggi si avanzano ulteriori pretese, come accollarsi anche la quota dei salari accessori, e le condizioni al momento non sono accettabili».

Anche il Sindaco del Comune di Sant’Agnello Piergiorgio Sagristani esprime la propria perplessità in merito: «Si parta dalla premessa che al momento viene richiesto ai Comuni di sostituirsi di fatto al Ministero della Giustizia in quanto a risorse economiche. E già questa è un’anomalia. I Comuni non si sono tirati indietro e non è dovuta la compartecipazione, ma, nonostante tutto, per il bene dei cittadini, anche il Comune di Sant’Agnello l’anno scorso ha accettato di contribuire economicamente affinché il Giudice di Pace rimanesse in Penisola a patto che partecipassero dall’anno successivo tutti i Comuni. Ad oggi una posizione comprensoriale non c’è, non è pensabile incidere sulle spese del personale comunale con i salari accessori relativi al Giudice di Pace e il Comune di Vico Equense, che auspichiamo riveda la posizione assunta, continua a non volersi accollare la propria quota. È evidente che bisognerà quanto meno trovare una soluzione alternativa».