Prove di inciucio anche in Campania, il rischio è l’esproprio del voto popolare

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Stefano Caldoro

Stefano Caldoro

In questi giorni di fine agosto si è registrata un’impennata di discussioni politiche sulle ormai prossime elezioni regionali per le quali Stefano Caldoro, presidente uscente della coalizione di centro-destra, sembra avere già in tasca la ricandidatura mentre sono da consolidarsi e in parte da costruirsi le alleanze in un panorama politico regionale variegato e soprattutto equivoco sotto molteplici punti di vista.

Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca

Nel centro-sinistra sembrano pronti a suonarsele con le primarie i troppi aspiranti sfidanti di Caldoro. Tanto per ricordarli parliamo di Vincenzo De Luca, già sindaco di Salerno in perenne predicato di doversi dimettere causa incompatibilità parlamentare, artefice dell’instaurarsi di una vera e propria dittatura salernitana all’insegna di un efficientismo con cui contaminare la disastrata Regione Campania. Su di lui il PD può poco o nulla e neanche la Magistratura riesce a fare la propria parte facendo luce su diverse operazioni border line del Sindaco.

Andrea Cozzolino

Andrea Cozzolino

Gli altri due concorrenti forti sono l’europarlamentare Andrea Cozzolino, ex delfino di Antonio Bassolino, che sembra però aver rinunciato a correre per la Regione preferendo diventare sindaco Napoli. Infine l’europarlamentare Pina Picierno, da qualche giorno rimbalzata alla ribalta delle cronache per una presunta storia d’amore con lo scrittore Roberto Saviano, che gode del sostegno di Matteo Renzi e alla fine potrebbe essere proprio lei a spuntarla sui diretti concorrenti interni.

Pina Picierno

Pina Picierno

Sono anni ormai che centro-sinistra e centro-destra si dividono a tavolino il controllo della Regione Campania e quello del Comune di Napoli. Dopo l’esperienza non certo esaltante dell’arancione Luigi de Magistris, le due forze maggiori sono pronte a spartirsi quello che resta dell’uno, il Comune, e dell’altra, la Regione. Il Municipio capoluogo di regione andrebbe così a Fulvio Martusciello, anch’egli momentaneamente parcheggiato a Strasburgo, ma deciso e impegnato a far valere tutti i propri diritti dopo il crollo del sistema Cosentino-Cesaro. A questo gioco, forse, a non starci è proprio Caldoro che si vedrebbe escluso da tutto.

Per questa ragione ha lanciato sul campo la proposta che rischia di far saltare tutti i tavoli: seguiamo l’esempio nazionale di Renzi e Berlusconi, è stato il ragionamento di Caldoro, e in nome dell’unità d’intenti nell’interesse dei cittadini (?), diamo vita a un’intesa forte in grado di sbaragliare qualunque avversario e di farci conservare il potere assoluto. Nei cuori delle due parti, centro-destra e centro-sinistra, la prospettiva di una solidissima alleanza elettorale in grado di scongiurare la sconfitta dell’uno o dell’altro, sarebbe la soluzione ottimale. Tanto che male c’è: lo fanno a Roma…Non possiamo farlo anche a Napoli e in Campania? In questo modo si realizza l’esproprio del voto ai danni degli elettori che non avrebbero più la capacità di esprimere un voto contrapposto in grado di attribuire la vittoria a uno o all’altro schieramente. Verrebbero premiati entrambi gli schieramenti che, uniti, si sottrarrebbero alla “conta dei voti“, liberi così di continuara a fra i propri “porci comodi” sulla nostra pelle! Il guaio è che ancora troppa gente non se ne rende conto…e loro ci marciano1