Riforma Elettorale, da oggi aumentano per legge i posti in giunta per le donne

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donneTrascorsa la mezzanotte è entrata in vigore la legge 7 aprile 2014, n. 56 inerente le “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni. (14G00069 GU Serie Generale n.81 del 7-4-2014)“. Di che cosa si tratta? Della prima riforma targata Matteo Renzi che ha modificato alcune regole che disciplinano la vita degli enti locali. Una legge che, al comma 137 dell’unico articolo di cui è composta, recita testualmente: “Nelle Giunte dei Comuni con popolazione  superiore  a  3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico“. Che cosa significa e che cosa comporta l’entrata in vigore di questa legge? Significa che, rispetto all’esistente, aumenta il numero delle donne assessori. Così in una giunta composta da 5 assessori le donne devono essere almeno 2; in quelle costituite da 4 assessori le donne devono essere 2.

ALCUNI ESEMPI: I CASI DI PIANO DI SORRENTO E SORRENTO

Ne consegue che al primo rinnovo utile dovuto o alle elezioni o a un rimpasto di giunta, il Sindaco è tenuto a rispettare la nuova proporzione di genere e quindi deve attenersi al rapporto di 40/60 per cento tra i due sessi. Esempio pratico: al Comune di Piano di Sorrento dove si è resa vacante una poltrona (quella di Vincenzo Iaccarino), qualora il Sindaco decidesse di nominare un nuovo assessore questi dovrà essere necessariamente di sesso femminile essendo attualmente la Giunta composta da un numero massimo di 5 componenti dei quali 1 sola donna, Rossella Russo. A Sorrento se il Sindaco Giuseppe Cuomo dovesse procedere ad un rimpasto dell’attuale esecutivo, anche qui dovrà attenersi alla nuova norma e nominare un secondo assessore di sesso femminile in aggiunta alla Maria Teresa De Angelis. A Meta, che andrà alle urne il 25 Maggio, i posti da riservare alle donne nel futuro esecutivo saranno due, gli stessi che spettano agli uomini. Quindi una vera e propria rivoluzione forse sottostimata da una politica distratta e che invece è destinata ad incidere profondamente su equilibri, aspettative, alleanze, candidature e capace di riscrivere la fisionomia stessa degli enti locali.