La bella Penisola Sorrentina, un paese dove non cambia mai nulla…

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Quest’articolo di Gaetano Mastellone è stato pubblicato sul periodico “Penisola Magazine” in edicola da sabato 5 aprile. Una riflessione sulle ragioni dell’immobilismo politico in Penisola Sorrentina utile ad aprire un confronto…per chi sa la sente, ovviamente!

gaetano mastelloneNella mia qualità di Cittadino peninsulare, di persona che ama molto questo territorio di persona che, con occhio neutrale e non partigiano, lo vede regredire sempre di più cerco, da almeno dieci anni, di scrivere (non sono né scrittore né giornalista) per cercare un dibattito, per cercare di far capire tante cose. Sull’apparato della penisola sorrentina, sulla classe politica locale è un po’ che non scrivo. La ragione più importante di quest’assenza di miei scritti è che scrivere di politica, economia e società, com’è mia abitudine, mi sembra quasi inutile.

L’apparato è distratto, o meglio fanno finta di essere distratti perché occupati in altre faccende. O forse sarebbe meglio dire: è sempre stato abbastanza inutile ma ora, dopo tanti scritti o commenti fatti, tale inutilità mi è ancor più chiara di prima. Perché faccio quest’affermazione?  Fondamentalmente mi viene da una constatazione. In questo nostro territorio, così bello visto dal cielo, dal mare e così bello nei suoi panorami da oltre vent’anni, «non si muove foglia positiva». Tutto è immobile e congelato, o quasi. Meglio dire: si fa finta di cambiare, ma nulla cambia! Cambiano i governi locali, cambiano gli uomini, o quasi, cambiano le mode ma tutto avviene in modo che nulla di essenziale cambi davvero. Siamo un territorio statico, uno dei più conservatori in assoluto. Perlomeno questa è la fotografia che appare ai miei occhi.

CRISI ECONOMICA: LA GENTE NON PROTESTA!

Marco Fiorentino

Marco Fiorentino

Anche la cruenta crisi economica, ormai entrata nel suo ottavo anno, pare non averci insegnato nulla. La gente aspetta. Aspetta cosa? La gente non protesta. C’è tanto immobilismo. Mi domando il perché. Perché la gente non ha coraggio, perché ritiene sempre quelli della politica come essere dominanti. Perché a loro basta chiedere il piccolo favore al polituncolo di turno e così sia! La classe politica poi, nel suo dilettantismo, si trastulla nella speranza di «agganciare la ripresa». Di concreto ho visto poco nell’ultimo ventennio. Di grandi opere pubbliche, che tanto servirebbero al nostro territorio, ricordo solo il Parcheggio Correale e dobbiamo darne grande merito all’ex Sindaco Marco Fiorentino. Dalla politica, che professa da qualche tempo il nuovo vangelo politico, mi sarei aspettato parole chiare e decisioni coraggiose. Mi pare che la politica peninsulare si muova come se fossero impegnati in una caccia al tesoro. Dicono: «cerchiamo le coperture», «individueremo le risorse», «troveremo i soldi», «faremo i progetti», «faremo le grandi opere», «non aumenteremo le tasse».

LINGUAGGI DELLA POLITICA: “FAREMO…”

nullaIl verbo usato è «faremo». Mai una vera scelta di largo respiro, una strategia di lungo periodo, mai una scelta coraggiosa. Eppure di scelte nel nostro territorio ne abbiamo tante da fare. La prima, che recentemente è ritornata di moda, dopo il fallimento dell’Unione dei Comuni è quella del Comune Unico. Balle! Non lo faranno mai! Personalmente lo invoco da almeno dieci anni, sta scritto nei miei scritti. Le mie non sono parole politiche, sono parole scritte! Parole, parole, parole, direbbe Mina.  Ecco, per questo e per tanti altri motivi, non mi viene di scrivere sul localismo peninsulare. La sensazione che da un po’ di tempo mi pervade l’anima è che scrivere non sia nient’altro che dar credito al nulla.  Sul nulla cosa si scrive? Leggo solo slogan, un impasto di slogan, di formule, di siparietti e di riti che hanno completamente congelato, non fatto crescere, immobilizzato e non fatto sviluppare organicamente il territorio.  Slogan, e basta. Ecco a questo sono bravi! La scorsa settimana ho letto un Comunicato del Comune di Sorrento, dove un Super Assessore, nel comunicare alcuni divieti di sosta, dichiarava che i lavori elettrici della Terna servivano anche a rendere più bello il paesaggio sorrentino! Pazzesco! Ma perché prenderci per i fondelli? Io non lo accetto, e non voglio neanche più commentarlo ulteriormente perché darei dello spazio al nulla. Si potrebbe pensare, e sperare, che qualcosa di nuovo possa venir fuori dalle convulsioni di alcuni gruppi cittadini, speriamo.

RINNOVARE LA CLASSE POLITICA SORRENTINA

politicaQuello che so per di certo è che anche la nostra classe politica peninsulare va profondamente ricambiata. Ci vuole il meglio del vecchio e tante new entry. I vari schieramenti politici, e i vari politici cercano e concentrano la loro attenzione, lo ripeto, solo sulla visibilità sui media o blog. Poi sono particolarmente attenti ai commenti che sui blog o social sono fatti. E se c’è qualche commento negativo aizzano contro le varie forze, o truppe, cammellate. Circa due mesi fa, ad esempio, mi è capitato di leggere (su indicazione di un caro amico) su una bacheca FB di un noto politico peninsulare (non sorrentino) la condivisione di uno scritto di un “signore” (profilo falso) che cercava di denigrarmi per un mio semplice commento fatto. Ovviamente mi son fatto un sacco di risate! Ora sto raccogliendo altra documentazione per fare querela. A questi signori bisogna far capire che i Cittadini veri, quelli non politici e non sudditi come il sottoscritto, hanno pari dignità di scrivere commenti perché con il loro scrivere, o parlare, non cercano consenso o visibilità, ma cercano solo di far migliorare, o almeno tentare di farlo, il territorio.  Questi politici locali rifuggono poi dai nodi di una sana e programmata politica economica e sociale, per loro invece e più interessante la politica dei mille rivoli perché quella porta voti!

TERRITORIO DI VASSALLI, VALVASSORI….

vassalliIl nostro è un territorio di vassalli, valvassori e valvassini. Questa è la vera verità. Eppure ci sono tante questioni importanti da affrontare, da pianificare, da risolvere come il traffico, i trasporti, gli edifici scolastici, la vivibilità del territorio, i vizi che colpiscono la classe giovanile etc. Ma ci accorgiamo che i problemi delle famiglie son diventati complicati?  Ci accorgiamo che siamo un territorio che, anno dopo anno, diventano sempre più povero? Senza tornare a crescere (il PIL della penisola sorrentina diminuisce ogni anno in maneria assai negativa) e a produrre ricchezza non avremo mai le risorse per affrontare i gravissimi problemi sociali: disoccupazione, sottoccupazione, povertà, illegalità diffusa, ignoranza. Ecco perché dico che questo è un territorio immobile, appare come un territorio congelato. Un grande freddo sembra avvolgere tutto e tutti. La classe politica non ha il coraggio di fare importanti azioni. Non hanno neanche il coraggio, o non hanno l’abilità per farlo, di parlare delle cose da cui dipende il nostro futuro. Comunque i politici hanno un’attenuante. Si candidano e vengono votati. Questa, in fondo, è l’unica vera attenuante dei nostri politici: se sono quello che sono è anche perché noi facciamo ben poco per cambiarli. E così, rieccomi a scrivere. Ad aggiungere, anch’io, parole. Forse perché la speranza è l’ultima a morire. O forse perché anch’io, come tutti, non sono capace di cambiare o tentare di far cambiare le cose. Per farlo dovrei solo candidarmi. Però sarei come un pesce fuor d’acqua e certamente quei Signori sarebbero poi capaci di togliermi l’acqua per farmi affogare. Termino con una domanda. Ma se costituissimo un gruppo forte di «pesci fuor d’acqua?».