Ecomostro, la sfida di Antonio Elefante per entrare nella storia dell’ambientalismo

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ing. Antonio Elefante

ing. Antonio Elefante

VICO EQUENSE – Il neo assessore tecnico della giunta-Cinque, l’ing. Antonio Elefante, all’esordio sulla scena politica equense ha deciso di conquistarsi le prime pagine dei giornali con l’annuncio shock dell’imminente demolizione dell’Ecomostro alla Conca, incantevole baia che si affaccia nella Marina di Alimuri a Meta, ma che grava su territorio di Vico Equense. Si tratta dell’Ecomostro forse più noto in Europa, sorto negli anni 60/70 e mai completato perchè realizzato in un’area sottoposta ad ogni tipo di vincolo ambientale-paesaggistico, insanabile sul piano urbanistico e pertanto rimasto un brutto anatroccolo con l’ambizione soffocata di diventare cigno.

Nel corso degli anni il rudere, oltre a conquistarsi la ribalta internazionale, è passato di mano per finire in quelle della potente e ricca famiglia Canale di cui la signora Anna è titolare nonchè consorte di un esponente di primo piano del Partito Democratico napoletano e campano, l’eurodeputato Andrea Cozzolino. Sorvolando sulla storia antica e recente dell’Ecomostro (l’ex Ministro dei BB.CC. Francesco Rutelli stava per “regalare” a spese della Regione Campania e del Ministero l’operazione abbattimento, trasloco e realizzazione dell’area balneabile)  all’improvviso l’assessore Elefante, dopo approfondite indagini, ha scoperto che la struttura è interamente abusiva e praticamente già acquisita al patrimonio comunale per cui si può procedere all’abbattimento senza troppi e ulteriori indugi. Champagne! Tutto fatto? E’ presto per dirlo (e i freddi entusiasmi con cui la notizia è stata accolta sui media ne sono la conferma). Nella conferenza stampa Elefante e il Sindaco Cinque hanno annunciato che, tempo sei mesi, l’Ecomostro scomparirà, nè dovrà essere realizzato lo stabilimento balneare quale contropartita promessa ai proprietari congiuntamente all’autorizzazione a riedificare l’immobile, a parità di volumi, nel centro di Vico Equense. Va chiarito, se così stanno le cose, chi e che cosa abbiano studiato in tutti questi anni per rimandare sine die la demolizione della struttura cercando anche di ottenere ancor di più e senza averne titolo come deduce Elefante! Pare inoltre che occorrano circa 400mila euro, o giù di lì, per dar seguito alla demolizione cui, a questo punto, sarebbero estranei i proprietari visto che avrebbero perduto titolo di possesso dell’immobile per cui il problema, sotto tutti i punti di vista, resta nelle mani di Cinque o, meglio, di Elefante. A prima vista appare tutto semplice, troppo semplice per crederci davvero, a partire dal fatto che il primo atto compiuto da Elefante dopo la sua nomina è stato quello di cimentarsi col problema più antico e gravoso per il Comune tralasciando le altre problematiche urbanistiche su cui, evidentemente, vigila in prima persona il Sindaco e, stando a quanto dichiarato giorni fa di un autorevole esponente del PD di Sorrento (Luigi Mauro, ndr) in modo eccellente e invidiabile da parte di altri Comuni. Quindi si presuppone che Cinque abbia scelto di nominare Elefante assessore proprio per risolvere questo problema con un ritorno d’immagine, per sè e per Elefante, assolutamente straordinario, tale da consacrarli nella storia dell’ambientalismo italiano. Si attende di sapere dai propriateri o ex proprietari se e, nel caso, come agiranno! Molti quesiti, anche in conferenza stampa, non sono stati posti ad Elefante e a Cinque. Speriamo soltanto non si sia trattato di un’operazione mediatica perchè, nel caso, dispiacerebbe a tutti, ma propri a tutti coloro che ci hanno creduto in un’epoca in cui dar credito alla politica è soltanto un azzardo!

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