A proposito di Carnevale 2014: la truffa in maschera…

Stampa
di Salvatore Dare*

Dare SalvatoreHo provato a trattenermi. Ma non ci riesco. E quindi lo dico. Ho visto tante, troppe manipolazioni intellettuali sul Carnevale in penisola sorrentina. Becere e squallide. Qualcuno è riuscito anche a “sfruttare” l’innocenza dei bambini, loro malgrado inconsapevoli attori non protagonisti di un teatrino sconcertante, che qualcuno ha utilizzato per smerciare al mondo intero, tramite i propri canali ufficiali-ufficiosi che esalterebbero anche il progetto per una lavata di culo in pubblica piazza di un dromedario e che censurano chi si permette di dire qualcosa di diverso, la propria potenza megagalattica, capace di far venire la diarrea per la paura anche a Mike Tyson.

E ciò va al di là dei “selfie” demenziali postati per essere inondati da “mi piace”, come se fossero dei voti da prendere in giro. Voti non d’opinione, ma di sudditanza, anche psicologica. Ma che cazzo significa “trionfo” di Carnevale? Un po’ come quei dibattiti o incontri culturali che si fanno in penisola a tappeto e a cui si va solo per presunto “rispetto” di faccia nei confronti di questo o quell’altro personaggio? A Carnevale i bambini si divertono a prescindere da ciò che si organizza e soprattutto a prescindere da chi l’organizza. Almeno loro sono capaci di sorridere sinceramente e senza troppi impegni, senza “bagnarsi” per la matrice dell’iniziativa. Non si divertono perché si è organizzato un maxi evento da sballo (?), storpiato nei contenuti, trasmesso a reti unificate solo per omaggiare chi l’ha pensato (?), inquinato dalla presenza di troppi mascherati senza maschera e che, in talune circostanze, è divenuto un immancabile pompino virtuale. Siete arrivati anche a questo punto. Chapeau. L’ultima convinzione: sarebbe andata alla grande anche se l’evento l’avessi organizzato io, un umile coglionazzo. Perché mettere su una festa di Carnevale non è un’impresa titanica. Quale mente superiore alla media deve preparare una festa…della festa? In ogni caso, chapeau.

* giornalista di Metropolis

L’intervento è stato postato sulla bacheca FB del collega e, condividendolo, meritava la più ampia diffusione.