Il “corbezzolo decapitato”: ancora scempi di verde pubblico a Piano di Sorrento

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Il corbezzolo decapitato

Il corbezzolo decapitato

PIANO DI SORRENTO – E’ ormai una lotta contro il tempo, ma soprattutto contro le scellerate potature di alberi poste in essere dalla pubblica amministrazione in dispregio della tutela del patrimonio arboreo. E’ l’ennesima denuncia del WWF della Penisola Sorrentina che porta alla luce un altro esempio di come il Comune stia attuando una politica distruttiva degli alberi. Interpellato dall’Associazione, l’assessore al verde pubblico Francesco Gargiulo non ha saputo fornire risposte adeguato sull’accaduto.

Francesco Gargiulo

Francesco Gargiulo

L’ultima vittima è il corbezzolo dell’aiuola ubicata nella Piazza della Repubblica: “Sarebbe stato meglio se lo avessero rubato – dichiara Claudio d’Esposito del WWF Penisola Sorrentina – di sicuro avrebbe impreziosito qualche giardino privato e non avremmo speso soldi pubblici per farlo distruggere. Al di là della singola pianta è triste constatare come invece di sforzarsi per migliorare le cose si faccia di tutto in alcuni comuni per peggiorare il mondo in cui viviamo. E’ sufficiente consultare qualsiasi catalogo vivaistico per comprendere il valore dell’arbusto: alcune migliaia di euro… forse la stessa cifra dell’intero capitolato di appalto per le recenti potature!!!”

Il corbezzolo com'era

Il corbezzolo com’era

IL PRIMATO DELL’AMMINISTRAZIONE-NASTRO NEGLI ANNI ’90

La pianta aveva negli anni raggiunto dimensioni notevoli e faceva parte degli ultimi sopravvissuti di  un gruppo di essenze appartenenti alla macchia mediterranea che, circa 20 anni or sono, l’assessore all’Ambiente dell’epoca avv. Augusto Maresca, per conto dell’Amministrazione-Nastro (ex sindaco dal 1993 al 1997, ndr), pioneristicamente decise di impiantare per riqualificare la triste piazza. Il piccolo nucleo di piante oltre all’indubbio valore estetico e naturalistico, svolgeva un ruolo fondamentale nella purificazione dell’aria dall’inquinamento da gas di scarico e particelle dannose alla salute in prossimità di una delle piazze più caotiche e trafficate dell’intera penisola.
Assieme al corbezzolo (arbutus unedo), furono impiantati nell’area una quercia da sughero (quercus suber), un carrubo (ceratonia siliqua) ed alcune conifere (pinus pinea, halepensis e pinaster), seguiti poi da decine di lecci (quercus ilex) allocati nella stessa piazza. Il grande è storico carrubo, che fu acquistato per svariati milioni di lire, fu la prima pianta della macchia mediterranea a varcare i confini della penisola sorrentina per essere posizionata in un’aiuola pubblica. Un primato per Piano di Sorrento, e un merito per l’allora assessore all’ambiente che comprese l’importanza di valorizzare ed utilizzare  piante “autoctone” negli allestimenti a verde. Successivamente l’esempio venne seguito (facendo scuola) dal vicino Comune di S.Agnello, che diede il là alla (discutibile) moda dei grandi ulivi da impiantare nelle aiuole spartitraffico. Purtroppo l’esemplare arboreo di carrubo ha subito nel tempo reiterate manomissioni da parte dell’uomo. I danni di una serie di interventi di sagomatura e potatura, non agronomicamente corretti, hanno portato la pianta a sviluppare rami alti e slanciati, a discapito di quelli basali, che appesantiti dalla vigorosa massa fogliare non hanno poi resistito ai forti venti che sono stati causa, in più occasioni, di rovinosi crolli di grosse branche, complici le carie presenti nel vecchio tronco. Quello che rimane oggi del grande carrubo è solo il fantasma di se stesso e né sembra che si sia ancora compreso, imparando dagli errori, come “impalcare” e far crescere al meglio la pianta!!!
Purtroppo anche le altre essenze dell’aiuola non hanno avuto migliore sorte: un pino fu eliminato a seguito di un disseccamento, e anche quello marittimo seguì analoga sorte. Alla proposta del WWF di donarne “uno uguale da piantare allo stesso posto” si riscontrò la ferrea opposizione degli uffici comunali con la giustificazione che “la pianta, nello stesso posto della precedente, avrebbe di sicuro dato fastidio” (???). A questo punto dubbi e sospetti rischiano di apparire legittimi.