Anna Iaccarino: il patto di Ruggiero, l’inciucio di Gianni Iaccarino e l’altra Piano…

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Anna Iaccarino

Anna Iaccarino

PIANO DI SORRENTO – E’ stato un fine settimana denso di avvenimenti in Penisola Sorrentina con iniziative che meritano tutte di essere approfondite per cercarne il senso e la prospettiva. Partiamo dalle ultime novità politiche e amministrative a Piano di Sorrento dove è stato siglato un accordo di fine legislatura tra i componenti della maggioranza del Sindaco Giovanni Ruggiero. Stando a quanto avvenuto e propagandato si può parlare, senza ombra di smentite, che Ruggiero può avvalersi anche di un “appoggio esterno” da parte di Gianni Iaccarino e del suo gruppo visto che il leader di “In primo Piano” è intenzionato a guadagnarsi i galloni per le amministrative del 2016 che, lo sanno anche le pietre della strade, “non è disposto a perdere“. A questo punto parlare di minoranza e quindi di opposizione significa restringere, per ora, il ragionamento ai quattro consiglieri (Anna Iaccarino, Antonio D’Aniello, Vincenzo Iaccarino e Pasquale D’Aniello) che, con diverse sfumature, svolgono la loro funzione istituzionale di controparte del governo cittadino.

Giovanni Ruggiero

Giovanni Ruggiero

Li ascolteremo tutti (fermo restando che faremo la stessa cosa con Sindaco e chi della maggioranza è disponibile a confrontarsi) perchè  occorre fare chiarezza e restituire un primato alla politica e in particolare a una sana politica che, nonostante tutto, a Piano di Sorrento ha sempre marcato la propria presenza in tutte le stagioni e crediamo non mancherà di manifestarsi da qui alle prossime scadenze elettorali. Incontriamo l’Avvocato Anna Iaccarino che, fuor di dubbio, ha rappresentato e rappresenta il principale e più qualificato punto di riferimento per l’altra Piano, quella che non si rassegna a una specie di “dittatura della maggioranza e agli inciuci“. L’incontro, e di riflesso l’intervista, con la Iaccarino, lasciatecelo dire, ha il pregio della chiarezza e dell’onestà intellettuale, qualità di cui purtroppo difettano troppi politici e amministratori, non solo a Piano di Sorrento, ma nel resto della Penisola. Seguiamola perciò nel suo excursus per capire che sta succedendo e, soprattutto, che cosa c’è dietro l’angolo.

“IL DOCUMENTO DI RUGGIERO”: TRA IL DIRE E IL FARE…

D.: In questi ultimi giorni ci sono state diverse novità. Partiamo dal documento sottoscritto da tutti i Consiglieri di maggioranza in cui si esprime la volontà di compattarsi attorno al Sindaco Giovanni Ruggiero. Quale è il suo giudizio?
R.: E’ un documento tanto scontato quanto inutile. La maggioranza sarebbe dovuta già essere unita in virtù del programma elettorale che ha proposto agli elettori circa due anni fa, evidentemente non è stato sufficiente. Adesso staremo a vedere, anche se il problema non è quello che si scrive o si racconta, ma quello che si riesce a porre in essere, come recita un vecchio detto “tra il dire e il fare….” Non posso, poi, non sottolineare un passaggio divertente del documento laddove si chiede ai consiglieri di Maggioranza di impegnarsi comunque a sostenere le decisioni della Maggioranza. Come se si dicesse che i giocatori del Napoli debbono impegnarsi a giocare per il Napoli. Un’evidente tautologia o, più probabilmente, la presa d’atto che fino ad ora non è andata così!
D.: Quel documento, però, arriva poche ore dopo l’incontro con gli artigiani promosso congiuntamente tra maggioranza ed opposizione, in cui si è discusso del futuro dell’area PIP. Insomma Ruggiero, dopo la burrasca, sembra essere realmente intenzionato a rilanciarsi?
R.: La burrasca deve aver lasciato un po’ di confusione istituzionale nel Sindaco. Parla a nome del Consiglio Comunale, pur non avendone titolo. Dimentica che la carica di Presidente dell’assise cittadina è ricoperta dal dottor Luigi Maresca. Non sta bene. Maresca ci tiene a quella carica è l’unica che gli resta dopo che gli hanno tolto le deleghe. La confusione, però, non è solo istituzionale, ma anche politica. Non mi risulta ci sia stata una seduta consiliare in cui si sia votato un documento relativo ai PIP o sia stato nominato un tavolo tecnico per l’esame o lo studio di progetti e di proposte progettuali attinenti ai PIP. Quello dell’altra sera è stato semplicemente un incontro organizzato dalla maggioranza con i rappresentanti delle attività produttive. Ovviamente poiché la maggioranza è la forza di governo ha il diritto e il dovere di organizzare tali tipi di incontri, ma non di farli passare come un qualcosa frutto della decisione del Consiglio Comunale.

Gianni Iaccarino

Gianni Iaccarino

D.: Però è andata anche la minoranza o, quanto mano, una parte di essa.
R.: Ho letto il comunicato ed ho appreso della attiva partecipazione del consigliere Giovanni Iaccarino. Io rappresento l’opposizione, ma non ho avuto alcuna comunicazione, formale o informale, della organizzazione dell’incontro, per cui continuo a dire che è stato concepito come momento di dialogo della maggioranza. Il consigliere Iaccarino non ha mai fatto mistero di voler avviare una fase di dialogo costruttivo, una sorta di governo delle larghe intese, evidentemente sta dando seguito a quanto in precedenza dichiarato.
D.: Sta dicendo che considera Giovanni Iaccarino ormai a tutti gli effetti organico alla maggioranza?

R.: Io lo sto dicendo…lui lo ha fatto. Non credo si possano nutrire più dubbi in proposito, è sufficiente analizzare le dichiarazioni ed osservare i fatti. Da un bel po’ di tempo a questa parte, tra frasi sibilline e timide smentite, dichiarazioni distensive e proposte condivise, sia durante i consigli comunali che attraverso gli organi di informazione, nell’attività del mio ex capogruppo, non c’è più nulla che ha a che fare con il ruolo di un consigliere di opposizione. Lo stimolo e il controllo sull’operato della maggioranza devono tradursi anche in atti e lui in questi mesi non ne ha prodotto uno. Oramai è tutto preso a lavorare insieme all’Amministrazione, per il “bene della città”, si intende. Sarà pure, per carità, ma solo ora si è accorto che la città aveva bisogno di tutto questo affetto? Non ci poteva pensare prima, così faceva come Maurizio Gargiulo, Daniele Acampora, Antonio Russo ed Alberto Maggio e si candidava direttamente con Ruggiero?
D.: Insomma le strade tra Lei e Giovanni Iaccarino si sono definitivamente divise?
R.: In politica mi hanno detto che non si dice mai la parola mai. I fatti però sono questi: io ho creduto in lui per creare una alternativa a questa Amministrazione, lui però non ha creduto in se stesso ed ha mollato quasi subito, preferendo “un’apertura di credito” all’altra parte. Ne ho preso atto, ho accettato, da parte sua, anche frecciate non proprio corrette e dialoganti nei miei confronti e sono andata avanti. Se un giorno dovesse ripensarci nessun rancore. Solo diversità di vedute.
D.: Però anche Lei. L’accusano di essere distruttiva, di dire sempre no, una sorta di “grillina” della politica locale, non è così?
R.: Prendete gli atti del Consiglio comunale e guardate quante sono le mie proposte, i miei emendamenti, i miei suggerimenti. Praticamente tutti rispediti al mittente, salvo poi in qualche caso, come per il Centro commerciale naturale, ravvedersi e tornare sui propri passi. Quali sono stati i miei grandi no. Il parcheggio di via Legittimo, la questione diritti di superficie, la semi-privatizzazione di Villa Fondi, la TARES. Mi sembra che la storia mi abbia dato ragione, o sbaglio? Insomma un conto è l’opposizione costruttiva, quella che propone che stimola, emenda nelle sedi opportune ed io l’ho sempre fatta e la continuerò a fare, altro è l’opposizione inciuciativa, quella che baratta, che si “appara” come suol dirsi. Quella non fa parte del mio modo di fare politica.
D.: Ma a questo punto Lei aspira a candidarsi Sindaco?
R.: Assolutamente no. Io sto lavorando a costruire un’alternativa a questa maggioranza, un lavoro difficile, ma al tempo stesso affascinante. Sono fiduciosa perché qualcosa si sta muovendo.

Vincenzo Iaccarino

Vincenzo Iaccarino

D.: Quel qual cosa ha il nome di Vincenzo Iaccarino?
R.: C’è un ragionamento in corso, con lui, ma non solo con lui. Certo io e Vincenzo abbiamo una caratteristica in comune. Entrambi siamo due persone che non hanno nulla da chiedere alla politica. Ad un certo punto della nostra vita abbiamo deciso di metterci in gioco. Con passione, professionalità e un po’ di sana ambizione ci siamo ritagliati il nostro spazio. Alla fine però siamo stati espulsi dal sistema, o forse ci siamo autoespulsi. Io troppo diversa dal resto della minoranza, lui troppo diverso dal resto della maggioranza. Insomma entrambi troppo diversi dal sistema politico attuale, sostanzialmente perché tutti e due non pensiamo di vivere metà della nostra vita a scambiarci le varie poltrone che stanno nel Palazzo.
D.: E sarà sufficiente questo per vincere le elezioni?
R.: Piano ha una storia molto effervescente da un punto di vista politico. E’ sempre stata laboratorio di novità. La sfida è tutta qui. Risvegliare quell’effervescenza, quell’entusiasmo, quella voglia di essere protagonisti di questa nuova stagione. D’altronde la primavera è alle porte.