Massa Lubrense, Gioacchino Gargiulo: il porto a Marina della Lobra si farà

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In replica all’intervento congiunto del WWF e Comitato Civico sul Porto di Marina della Lobra

di Gioacchino Gargiulo

Gioacchino Gargiulo Marina Lobnra srlLa società  Marina Lobra srl, vincitrice di una gara pubblica (e quindi “concessionaria” e non “promotore”),  non si identifica in Gioacchino Gargiulo che ricopre la carica di Presidente del CDA, ma è formata, oltre che dalla società di Ingegneria SIMA srl di cui sono Amministratore unico, da due imprese di costruzioni (CIPA SpA e COMARIT SpA), dal Consorzio Punta Campanella e dalla Cooperativa Marina Lobra arl che, come molti sanno, rappresenta con la SIMA gran parte delle attività economiche ad oggi esercitate nell’area portuale. Nel rispondere  a quanto pubblicato, innanzitutto si  evidenzia che  sono scomparse tutte le argomentazioni del WWF e del Comitato in difesa di Marina Lobra circa la non conformità al PUT del progetto (parcheggio, piscina etc.), il parere negativo delle soprintendenze etc.: viene da chiedersi perché non dire la verità a tal proposito ossia che la sentenza del CDS ha sancito che è tutto regolare, che i pareri ci sono e che le procedure sono state rispettate. Mi preme inoltre sottolineare, che la Società ha un accordo con la Soprintendenza archeologica per elaborare un progetto di valorizzazione del sito archeologico etc  evidentemente il WWF e il Comitato  hanno dichiarato cose inesatte e non ho letto una sola riga in merito, per cui ci si  appiglia all’unica questione ancora, momentaneamente, attiva circa l’Autorità di Bacino del Sarno.

Marina della Lobra

Marina della Lobra

A proposito poi di quanto pubblicato, seppure ritengo sterile e vuoto un siffatto confronto “a distanza”, che consente a troppi di formulare ottuse tesi senza dimostrazione, e ribattere poi con ancora peggiori risposte, rifuggendo i momenti e le sedi di costruttivo confronto, preferendo sempre la denigrazione, la denuncia al contributo propositivo e costruttivo, (faccio ad esempio notare che alcune giuste osservazioni del Sig. Fienga che in conferenza dei servizi rappresentava il WWF, sono state recepite totalmente nel progetto), si osserva che:

La sentenza non decreta la nullità del progetto ma conclude testualmente: “Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sugli appelli, come in epigrafe proposti:

a)    – accoglie l’appello n. 757/2013 e per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, annulla il provvedimento dirigenziale del 29 dicembre 2011 di approvazione del progetto definitivo etc.”;

Pertanto, ben lungi da decretare che il parere non favorevole sia vincolante (ma solo obbligatorio), in altra parte traccia la strada del superamento del dispositivo stesso nel punto in cui sottolinea cosa avrebbe dovuto fare il Comune, e cioè: “Qui, dunque, come detto l’amministrazione procedente avrebbe dovuto non prescindere dall’approfondire in tempi adeguati quanto rappresentatole, e rinnovare l’invito alla partecipazione effettiva a una successiva seduta della conferenza, per modo che il dissenso potesse essere espresso, dal legale rappresentante dell’Autorità di bacino o da un suo qualificato delegato, inter praesentes”; tutto questo nonostante “l’insormontabile” (ma non per il Consiglio di Stato, evidentemente), parere non favorevole.

L’unico possibile risultato sarà di applicare le norme che impongono che i dissensi espressi in Conferenza dei Servizi, oltre che adeguatamente motivati devono a pena di inammissibilità dare le indicazioni progettuali per superare il dissenso stesso (Legge 241/90).

b)    E’ facile incorrere nell’errore di parlare a sproposito di pericolo idrogeologico, infatti, invito tutti a visitare Marina Lobra e a continuare poi a sostenere ad esempio che la zona del rivo al centro della spiaggia è a pericolo frana molto elevato, che la Chiaia è a rischio di colata rapida di fango, mentre il 15 agosto, con 30 gradi almeno si sta prendendo il sole o facendo il bagno, che l’area dell’Hotel Nereidi mette a rischio l’incolumità pubblica, che la scogliera sotto la Medusa è a rischio idrogeologico molto elevato e NON esiste il pericolo mareggiata, che la banchina di Fontanelle è comunque a pericolo elevato etc. Comunque se si condividono le affermazioni di pericolosità, la inevitabile conclusione è quella di TRANSENNARE tali aree (cosa che la Società Marina Lobra  denuncerà e chiederà se si protraesse tale interpretazione per la prossima estate), perché se sono aree rischio per il progetto del porto, che a rischio siano per tutti. Comunque i pericoli, ove esistenti, si eliminano, le strade si riaprono e non si chiudono certo  definitivamente se cade una pietra.

c)    Ritengo opportuno evidenziare che  nel progetto  presentato dalla Società sono previste barriere paramassi lungo la Chiaia ad ulteriore protezione, dopo aver ripulito tutto il costone e ripristinati i “valli” a tergo delle gabbionate esistenti che servono proprio per ricevere eventuali pietre dall’alto.

d)     Non è vero che le spese legali sono a carico dei cittadini massesi perché è previsto il rimborso dei costi della procedura amministrativa da parte di Marina Lobra srl che infatti ha già versato 75.000 euro nelle casse comunali; ben più elevati sono i costi sulla collettività in  termini di mancata occupazione e sviluppo economico, ma questo al WWF e al Comitato non interessa.

Infine, in merito alla personale responsabilità sul progetto, “da me presentato”, è ovvia la consapevolezza di averne, ma nel senso di aver partecipato insieme ad altri ad una gara pubblica  aperta a tutti  investendo risorse, tempo ed energie e di non aver mai ceduto a compromessi “esterni” o di comodo.  Credo ancora fermamente che i tanti che sono la maggior parte dei cittadini, sono coscienti dell’importanza della necessità di una evoluzione di Marina Lobra. Il porto si farà e fino ad allora a perdere saranno soprattutto i massesi, non certo il sottoscritto.

Confidando di non dover intervenire nuovamente in siffatto contesto, saluto cordialmente.