Sorrento, sulla scuola Vittorio Veneto le “sorprese” non finiscono mai…

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di Salvatore Caccaviello

Scuola Vittorio Veneto

Scuola Vittorio Veneto

Sebbene una certa stampa si ostini a dichiarare il contrario, le difficoltà nella ristrutturazione dell’edificio scolastico sorrentino “Vittorio Veneto” sembra proprio che non accennino a tramontare. All’improvviso sembra che i costi siano lievitati e così anche i tempi per la consegna alla cittadinanza  della scuola sino slittati. L’ultima novità, di una vicenda iniziata oltre quattro anni fa e che in talune occasioni ha rasentato il grottesco, consiste nella lievitazione delle spese pari a un costo di 486 mila euro rispetto a quanto previsto in sede di gara e che vide la ditta Cfc Group di Pozzuoli aggiudicarsi i lavori. Un aumento dovuto all’adeguamento sismico della struttura e che è venuto fuori di recente dopo che l’ing. Alfonso Donadio, nuovo responsabile dell’ Ufficio Tecnico Comunale, ha preso in mano la situazione.

Lavori alla V. Veneto - Sorrento

Lavori alla V. Veneto – Sorrento

NON PREVISTO L’ADEGUAMENTO SISMICO DELLA SCUOLA

Appare alquanto singolare che ci si ricordi soltanto adesso dell’adeguamento sismico della struttura, mentre sisarebbe trattato della prima condizione da tener presente in un piano di ristrutturazione di un edificio pubblico destinato a scuola. Si tratta dell’ulteriore conferma che l’operazione, fino all’intervento di Donadio, non sia stata gestita a regola d’arte. E’ bene ricordare che sulla vicenda “Vittorio Veneto” è intervenuta anche l’Associazione “Caponnetto” che chiese agli enti preposti, come il Genio Civile, se per tale progetto fosse stata richiesta l’Autorizzazione Sismica come previsto dalla Legge Regionale 09/1983. Di recente è venuto fuori, proprio grazie all’iniziativa dell’Associazione, che tale autorizzazione non era mai stata richiesta essendo stati presentati dei semplici “depositi sismici” come previsto per la realizzazione di strutture private.

LA DENUNCIA DI ANTONIO ELEFANTE…PROFETICA

Antonio Elefante

Antonio Elefante

Accortosi dell’errore, probabilmente il responsabile dell’UTC di Sorrento fece  archiviare al Genio Civile di Napoli i procedimenti di Deposito Sismico. Subito dopo la Giunta Municipale approvò il progetto esecutivo con una Delibera immediatamente esecutiva. Ora, dato che, secondo il D.P.R. 207/2010 sui LL.PP, qualsiasi lavoro può iniziare soltanto a seguito dell’approvazione del Progetto Esecutivo (progetto cantierabile), sarebbe opportuno che sia i tecnici sia gli amministratori spiegassero con quali progetti autorizzati ed approvati sono stati realizzati i lavori strutturali all’edificio avvenuti tra la presentazione del primo deposito sismico nell’aprile del 2013 e l’approvazione del progetto esecutivo con successivo rilascio dell’autorizzazione sismica  l’11 dicembre 2013. Un interrogativo che attende risposta, soprattutto se si considera che la ristrutturazione di un edificio scolastico non può definirsi completata ad opera d’arte se restano insoluti tali dubbi. L’ultimo lievitare dei costi pare sia dovuto ai lavori di ristrutturazione del refettorio che, sorpresa delle sorprese, Raffaele Apreda, assessore ai lavori pubblici, ha fatto sapere non essere stati previsti. Una notizia che ha dello sbalorditivo poiché solo adesso, cioè a progetto esecutivo approvato e con i lavori inziati, ci si è ricordati della ristrutturazione del refettorio!

A questo punto non si può non ricordare che nel 2010, l’ing. Antonio Elefante (oggi assessore tecnico al Comune di Vico Equense, ndr) denuncio in modo meticoloso tutte le “disfunzioni” con le quali oggi sitrovano a fare i conti l’impresa e il Comune di Sorrento. Elefante,  profeta in patria, ha denunciato alle autorità ed al Sindaco Giuseppe Cuomo una moltitudine di anomalie riscontrate sia nel progetto sia nel metodo di aggiudicazione della gara di appalto. Una denuncia che, all’epoca, fece scalpore ma che ha anticipato in modo sorprendente quegli eventi che sistematicamente si sono poi verificati. Visto come hanno proceduto i lavori, considerate le clamorose “sviste” e il conseguente lievitare dei costi, si potrebbe addirittura mettere in discussione l’intero appalto.