Piano di Sorrento, qualche spiraglio sul Centro Commerciale Naturale

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ccnPIANO DI SORRENTO – Nell’incontro dei promotori del costituendo Centro Commerciale svoltosi ieri pomeriggio per approvare lo schema di statuto e la composizione del consiglio direttivo sono stati compiuti alcuni passi avanti con l’adozione di correttivi di norme e assetti come suggerito dalla consigliera Anna Iaccarino attraverso pubblici interventi che hanno evidentemente convinto gli operatori a rivedere uno schema preconfezionato che mal si conciliava con gli interessi dei Commercianti. Quindi se qualcosa è cambiato, e si presume in senso propositivo, vuol dire che non erano poi del tutto campati in aria i rilievi della Consigliera di minoranza. Alcuni “tromboni di soccorso” hanno cercato, senza riuscirci, di mistificare la realtà con l’intento di accreditare l’iniziativa politica alla stregua di una grande opportunità, mascherandone le contraddizioni e i secondi fini che, sia chiaro, sono sempre sottesi a un’operazione che nasce non avendo ancora chiaro l’obiettivo e il progetto che si intende realizzare. Per ora c’è il management che si candida a guidare l’operazione! Basta risalire al mese di dicembre 2013 per rendersi conto dell’ignoranza che esisteva sull’argomento, certificata con tanto di delibera consiliare pubblicata all’albo pretorio da qualche giorno.

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BOCCIATA LA MOZIONE DELL’OPPOSIZIONE

Anna Iaccarino

Anna Iaccarino

I Consiglieri di opposizione avevano infatti presentata una mozione finalizzaata a individuare “aree di sosta attrezzata” a servizio anche di Centri Commerciali Naturali di cui la maggioranza, evidentemente, non aveva conoscenza nè aveva sentito parlare. Tant’è che dopo ampio dibattito bocciava la proposta dell’opposizione. Praticamente votavano no a quella che, dopo solo qualche mese, sarebbe diventata e stata presentata come una grande opportunità per il rilancio del commercio di Piano, non prima di sfilarla da mano all’assessore al commercio Vincenzo Iaccarino che ci si era messo a lavorare con l’intento di dare un segnale agli operatori verso i quali si era prodigato per ridurre l’impatto della Tares che tanti malumori aveva suscitato (preoccupati che forse riuscisse nell’impresa come sta avvenendo con l’ospedale unico).

L’INIZIATIVA REGIONALE DI FULVIO MARTUSCIELLO

Fulvio Martusciello

Fulvio Martusciello

Nel frattempo Fulvio Martusciello, assessore regionale alle Attività Produttive, dava sostanza e prospettiva ai Centri Commerciali Naturali che d’improvviso acquisivano una fisionomia legislativa, cioè una disciplina regionale con l’aggiunta di risorse finanziarie destinate ad animare queste strutture. La legge regionale finanzia la costituzione di tali Centri nel limite di 200mila euro e per realtà urbane oltre i 50mila abitanti. Non è il caso di Piano di Sorrento o di altro singolo Comune dell’area. La stessa legge però consente a Consorzi di Operatori riuniti in Centro Commerciale di accedere all’agevolazione. A questo punto scatta l’interesse della politica di dar vita in fretta e furia all’aggregazione di operatori e viene ripescato un vecchio atto costitutivo con statuto, riveduti e corretti all’abbisogna, per costituire l’organismo col quale poter gestire diverse partite grazie anche alla disponibilità dell’Amministrazione comunale di concorrere con proprie risorse finanziare a impinguare il patrimonio di avviamento del Centro.

TUTTA PIANO DI SORRENTO DIVENTA CCN

Gianni Iaccarino

Gianni Iaccarino

Succede così che viene trasformato l’intero territorio comunale in un Centro Commerciale Naturale facendo venir meno proprio il criterio ispiratore della legge legge e pregiudicando ogni altra futura iniziativa in tal senso. Quello che si intende fare del CCN non è ciò per cui essi sono stati concepiti dal legislatore regionale: cioè la risposta dei territori al proliferare di Centri Commerciali che svuotano le città e si rimpinzano di consumatori i quali vi tarscorrono intere giornate per divertimento e shopping. Un CCN dovrebbe praticamente proporsi quale alternativi a un CC organizzandosi territorialmente con l’intento di suscitare analoghi interessi grazie a servizi e attrazioni per i consumatori, fungendo quindi da attrattore per un territorio. Di tutto ciò gli Amministratori pianesi hanno dimostrato di essere completamente a digiuno, per cui la preoccupazione espressa dalla consigliera Anna Iaccarino che si trattasse di un “carrozzone politico” era più che legittima! I correttivi, se recepiti e realmente apportati, potrebbero perciò risultare vitali per l’iniziativa purchè la stessa non serva soltanto a soddisfare l’interesse dei soliti pochi e già satolli operatori sempre in agguato per allungare le mani su tutto quanto può diventare business e sottrarlo a possibili concorrenti… Tanto più se ci sono risorse pubbliche disponibili! Da nessuna parte è venuta una riflessione nel merito del problema: solo reazioni scomposte e infastidite verso un approccio ai temi della pubblica amministrazione che dev’essere necessariamente critico per rivelarsi costruttivo. Dagli Amministratori e dai tromboni all’occorrenza ci si aspetta invece un confronto serrato sui contenuti e soprattutto risposte coerenti sul piano tecnico, lungimiranti per gli effetti che possono produrre e non la solita giaculatoria qualunquista! Quando alle critiche, ragionate e circostanziate, si riuscirà a rispondere con proposte e soluzioni all’altezza, allora si che si sarà compiuto un passo avanti nell’interesse generale.