Piano di Sorrento, Anna Iaccarino sul CCN: “non avevo tutti i torti”

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Anna Iaccarino

Anna Iaccarino

PIANO DI SORRENTO – All’indomani della costituzione del Centro Commerciale Naturale la consigliera Anna Iaccarino interviene sull’argomento che aveva suscitato alcune polemiche per esprimere la propria soddisfazione sul buon esito dell’iniziativa imprenditoriale. “In questi giorni ne ho sentite di tutti i colori, per cui ritengo opportuno chiarire che non sono e non potevo mai essere contraria al centro commerciale naturale, visto che, come già ho chiarito, l’ho proposto in tutti i modi. Avevo espresso delle perplessità per il modo in cui stava nascendo. Sfido chiunque a portare una mia dichiarazione in cui abbia detto il contrario! Quando le regole di un gioco sono poco chiare, o si prestano a dubbi, si corre il rischio di inficiare anche l’iniziativa più meritevole. A conti fatti si dovrà prendere atto che evidentemente non avevo tutti i torti – esordisce Anna Iaccarino che poi aggiunge – Avevo criticato la scelta di inserire tra gli scopi del Consorzio quello di realizzare, svolgere, acquisire e/o gestire – anche in collaborazione con altri soggetti privati e/o pubblici – servizi di supporto turistico, tra i quali, esercizi pubblici, punti di ristoro, agenzie di viaggi, tour operator, sale per giochi leciti.

ACCOLTI I MIEI RILIEVI TECNICI…

La previsione è stata cancellata. Avevo messo in guardia dal rischio che si sarebbe potuto correre nel prevedere un comitato direttivo composto da dieci componenti, di cui tre di nomina presidenziale. Il Presidente avrebbe potuto cooptare chiunque, anche esterni al consorzio, e di fatto avere la maggioranza del direttivo, con i commercianti completamente esclusi. Anche questa norma è stata eliminata. Avevo invitato ad esser cauti sul fatto che non essendo prevista la gratuità delle cariche, il Comitato direttivo poteva fare quel che voleva. Il potere è stato dato all’assemblea; stesso dicasi per la figura del direttore, figura che ora spetterà sempre all’assemblea eventualmente istituire. Avevo ancora paventato il rischio per i commercianti di restare imbrigliati nel consorzio, perché una norma imponeva che per ottenere il recesso sarebbe stato necessario il placet del comitato, anche questa norma è stata eliminata. C’è poco da aggiungere: parlano i fatti”.

RESTANO DELLE CRITICITA’ E UN’OCCASIONE PERSA…

Certo non è stata rimossa una delle più grandi criticità del CCN – evidenzia ancora la Iaccarinoquella della estensione territoriale. Comprendere tutte le attività presenti su tutto il territorio, oltre a non essere nello spirito della legge, creerà non poche difficoltà,per quanto riguarda le azioni da intraprendere, mi rendo anche conto, però, che forse non c’erano i numeri per fare diversamente. Piano ha le potenzialità per creare due o tre realtà simili, basta insistere. Mi auguro che in futuro, senza l’assillo di rincorrere i finanziamenti, si riesca a lavorare su questa strada. C’è poi un rammarico – conclude la Iaccarinose l’Amministrazione ci avesse prestato ascolto all’ultimo Consiglio comunale, approvando la mozione sottoscritta dalla minoranza che chiedeva di scorporare le aree di sosta di via Cavottole e Piazza della Repubblica dal bando di gara per le strisce blu, oggi il CCN avrebbe potuto cominciare proprio da lì. Chiedendo l’affidamento della gestione di quelle due aree di sosta. Sarebbe stato un grosso colpo, perché il primo requisito che dovrebbe avere un Centro commerciale, sia esso naturale o meno, è proprio la possibilità di garantire la sosta, gratuita o agevolata, ai clienti. La maggioranza si sa, viaggia in ritardo, magari un giorno lo faranno. Mai dire mai, ed allora tutti accorreranno a suonare la tromba”.