Piano di Sorrento, alla fine sul Consorzio “ha ragione” Anna Iaccarino

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statutoIeri sera si è svolta l’Assemblea dei promotori-fondatori del Centro Commerciale Pianese che avrebbe dovuto approvare lo statuto ed eleggere gli organismi direttivi sulla base della bozza fatta circolare. Statuto che non ha superato l’esame a seguito degli “emendamenti” proposti e scaturiti dalle considerazioni fatte da un’attenta osservatrice, la consigliera di minoranza Anna Iaccarino la quale aveva reso pubbliche le sue perplessità sulla bontà dell’atto costitutivo e statuto del nascente consorzio. Sulla base delle prime indiscrezioni l’Assemblea avrebbe recepito le critiche deliberando di adeguare la bozza di statuto al rispetto di norme in grado di garantire la democraticità del governo del sodalizio e della sua organizzazione. Insomma, per dirla senza troppi giri di parole, la Iaccarino ci aveva visto giusto e per fortuna un po’ tutti si sono ravveduti decidendo di non pregiudicare alla nascita un’iniziativa che, altrimenti, avrebbe generato un carrozzone politico con tanto di benedizione di quella che fu l’opposizione.

INTANTO RUGGIERO CONTINUA A PERDERE PEZZI…

Cons. Vincenzo Parlato

Cons. Vincenzo Parlato

Brava la Iaccarino che si conferma professionista e consigliera attenta e  preparata il cui contributo per il buon governo della città prescinde da interessi di potere e di poltrone. Oggi il settimanale Agorà pubblica la storia riveduta e corretta della nasciata di questo Consorzio oltre alla solita, ampia vetrina dedicata alla politica pianese che ha fatto registrare altre, pesanti vibrazioni a seguito della decisione dell’ex assessore Pasquale D’Aniello di uscire dalla maggioranza costituendosi gruppo indipendente. Con D’Aniello gli indipendenti in Consiglio comunale passano a 3 oltre al consigliere del PD (Antonio D’Aniello) e al gruppo dei tre reduci degli “In primo Piano” guidati da Gianni Iaccarino. Il capogruppo consiliare di quest’ultimi, Vincenzo Parlato, almeno fino a questo momento non ha rilasciato dichiarazioni suquanto sta accadendo e in parte coinvolgendo il suo stesso gruppo viste le prese di posizione del suo leader, Gianni Iaccarino.

Pasquale D'Aniello

Pasquale D’Aniello

Solo osservatori od opinionisti superficiali non riescono a leggere in modo appropriato quanto sta accadendo in amministrazione dove il sindaco Ruggiero si è permesso il lusso di perdere i due eletti in assoluto più votati della maggioranza (il primo posto ottenuto da Salvatore Cappiello non fa testo, nonostante i 666 voti di preferenza) mostrando di non comprendere le vere ragioni di questo malessere sempre più contagioso e che, soprattutto Pasquale D’Aniello, ha certificato sul piano politico mettendo nero su bianco, con la sua lettera trasmessa ai vertici dell’Amministrazione e della Maggioranza, le ragioni del fallimento dell’attuale compagine amministrativa di governo della Città.

QUANDO FALLISCE UN SINDACO?

Giovanni Ruggiero

Giovanni Ruggiero

Il timore di Ruggiero è quello di concludere in modo disastroso il suo secondo mandato. Un record (la rielezione) che rischia di essere pregiudicato dall’immobilismo di questa Amministrazione dove l’interesse prevalente è il riposizionamento in vista delle prossime elezioni. Allo stato il bilancio è pesantemente in rosso e regna una confusione assoluta sul presente e sul futuro dell’amministrazione. Una scissione interna a un partito o a un gruppo politico è sempre la conseguenza di errori, sottovalutazioni, superficialità, arroganza da parte di chi è investito del maggior potere e dell’altrettanta responsabilità ad operare scelte di ogni tipo. Sullo sfondo sono troppi gli interessi personali dei singoli amministratori a condizionare questa partita e la decisione del Sindaco di “interrogare uno a uno” ogni suo Consigliere per tentare di uscire dallo stallo e decidere il da farsi rappresenta l’estremo tentativo di “salvare capra e cavoli“, ma rischia di ridursi a un esercizio inutile. Basta rifletterci per comprenderne le ragioni! Forse il vice sindaco Salvatore Cappiello ha compreso la gravità della situazione e il rischio che incombe, oltre che sul presente, soprattutto sul futuro sindaco di Piano che avrà poco o nulla da realizzare se vengono meno, oggi, i presupposti per avviare progetti e programmi a breve e medio termine. Forse sarebbe il caso di pronunciare un “mea culpa“e soprattutto di individuare due/tre obiettivi che realisticamente possono essere istruiti o avviati a compimento da parte di questa amministrazione nata con troppi consensi, ma rivelatasi un’ammucchiata senza identità e spessore politico. Del resto la cacciata dalla Giunta di Vincenzo Iaccarino mette in luce l’intolleranza verso un certo modo di intendere e di praticare l’amministrazione e ha aperto una ferita profonda in grado di trasformarsi in cancrena se qualcuno deciderà di andare a fondo sulla denuncia dell’ex Assessore.

E LA MINORANZA CHE FA?

Anna Iaccarino

Anna Iaccarino

Obiettivamente la sola Anna Iaccarino, fino a oggi, si è resa interprete di un protagonismo politico impegnato e improntato al rispetto del voto degli elettori. I quali (e lo dimostrano i fatti di oggi e di ieri) hanno diritto anche alla vigilanza democratica che aiuta a non commettere errori o a ridurne l’impatto sugli interessi generali. Se l’opposizione rinuncia ad esercitare il proprio ruolo privilegiando logiche consociative, allora il problema si fa serio per le implicazioni che ne derivano al Paese anche nella prospettiva. re nudoSu tutto infatti aleggia l’ombra di un peccato originale in capo all’Amministrazione-Ruggiero che, tra attori che cambiano di ruolo pur restando sempre gli stessi, vede pregiudicata se non addirittura compromessa la mission in campo alla pubblica amministrazionero. Tutti costantemente arroccati a difendere il proprio potere e le proprie prerogative, incapaci anche solo di concepire l’esercizio del governo nei termini appropriati di conseguimento di obiettivi condivisi al servizio del Paese. Lo dimostrano i voltafaccia degli Assessori Daniele Acampora e Rossella Russo cui non ha corrisposto trasparenza! Se il Sindacosbaglia” l’approccio con la politica assumendo (forse anche incosciamente) a modello di riferimento contesti che nulla hanno anche vedere con una municipalità, gli altri Consiglieri fanno un uso troppo disinvolto della poltrona. Almeno chi la lascia ha il coraggio di dire: il re è nudo!