Se Renzi fallisce, cosa c’è dietro l’angolo?

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Matteo Renzi

Matteo Renzi

Ieri si è consumato il rito delle consultazioni presidenziali in vista del conferimento dell’incarico a un premier che dovrà essere in grado di costruire un progetto e, soprattutto, una maggioranza che sostenga il Governo in Parlamento. Matteo Renzi, segretario PD, ha “asfaltato” il governo-Letta liquidando in malo modo il Premier, espressione del suo stesso partito, e candidandosi con ambizione a succedergli per cambiare l’Italia. Peccato che i numeri, quelli usciti dalle urne, sono gli stessi delle ultime elezioni politiche (febbraio 2013) e che la situazione socio-econiomica del Paese resta immutata nella sua crisi per cui non si comprende come il  PD e il Governo di Matteo Renzi possano assicurare governabilità, efficienza ed efficacia all’azione di governo. La spregiudicatezza di Renzi e la disinvoltura politico-giudiziaria di Silvio Berlusconi ieri hanno consentito al pregiudicato di Arcore in attesa di scontare 9 mesi di pena, di assurgere alla ribalta della cronaca politica nelle vesti del leader che dà la garanzia a Renzi di avere ( per il momento) i numeri in Parlamento.

Come l’Araba Fenicia Berlusconi continua a risorgere dalle ceneri e ad infierire sugli avversari, mortificando le istituzioni e il popolo italiano. A questo punto consegnarlo fra qualche mese alla rieducazione in un centro di servizi sociali è inconcepibile, anzi ridicolo per la credibilità delle istituzioni italiane agli occhi dei cittadini e dei Governi e dell’opinione pubblica internazionale. La colpa è tutta del PD che ha consumato l’ennesima faida interna bruciando Letta e spendendo in campo un personaggio come Renzi che rischia di essere il liquidatore sul campo del PD e dell’Italia. Senza numeri diversi da quelli usciti dalle urne un anno fa, ma forte solo del consenso delle primarie, Renzi ha operato una vera e propria manipolazione del consenso per imporsi leader e premier. Il tutto sotto gli sguardi attoniti di un Paese che sembra rassegnato a lasciar campo libera all’azione devastatrice di un ceto politico che opera per clan, su un fronte e sull’altro! Tutti a chiedersi in queste ore: ma dove li trova il Renzi premier le risorse finanziarie per rimettere in corsa l’Italia, per restituirle competitività e credibilità internazionale? Qui c’è davvero poco da stare allegri e da scherzare! Il rischio, infatti, è quello di ritrovarsi tutti con un pugno di mosche tra le mani e di dover fare i conti con un vero e proprio collasso sociale, economico, politico e istituzionale che può spalancare le porte a un governo autoritario!