Piano di Sorrento: se il Sindaco Ruggiero è davvero pronto a dimettersi…

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Brindisi pre-elettorale tra Ruggiero e Iaccarino

Brindisi pre-elettorale tra Ruggiero e Iaccarino

PIANO DI SORRENTO – Se, come scrive Metropolis oggi in edicola, il Sindaco Giovanni Ruggiero è pronto anche a rassegnare le dimissioni nel caso la prossima Giunta (forse venerdì 17) non approverà la delibera sul personale comunale, allora vuol dire che in ballo davvero ci sono cose serie, almeno dal punto di vista del primo cittadino e dei suoi collaboratori. Altrimenti non si comprendono le ragioni per cui un sindaco di fronte a un provvedimento che non trova l’unanime consenso da parte dei suoi assessori (non è il primo caso nè sarà l’ultimo) dovrebbe minacciare le dimissioni per ottenere l’approvazione di quel determinato atto. Mentre si scontrano, si minacciano e si ricattano, nessuno ha ancora ben capito di che cosa stanno discutendo e quali sono le diverse posizioni e le annesse motivazioni! Visto che sul caso si rischia addirittura lo scioglimento del consiglio comunale, è d’obbligo approfondire il tema per cercare di capirci qualcosa di più e provare a comprendere, se ci sono, da che parte stanno le ragioni e i torti! Diversamente si sta inscenando la solita sceneggiata del “ricatto politico” per cui un Sindaco che non convince i suoi Assessori (o Consiglieri) li minaccia di dimettersi e quindi di rispederli tutti a casa anzitempo!

DIMISSIONI: SONO UN BLUFF NEL 99% DEI CASI

Premesso che nel 99% dei casi si tratta di un bluff e che solo gli sprovveduti ci credono e i complici fingono di cascarci, non è con questa minaccia-ricatto che si riescono ad approvare atti di pubblico interesse, visto che per un Comune di questo dovrebbe trattarsi e che bluffgiocare alla guerra della politica” non è la mission che i cittadini col loro voto hanno affidato agli eletti preposti ad amministrare il Paese! E’ come se un padre di famiglia non ottenendo ascolto e rispetto dai figli minacciasse di suicidarsi! Meglio farebbe a chiedersi, questo padre, quali sono i problemi veri della sua famiglia e se le responsabilità primarie non risiedono piuttosto nei comportamenti dei genitori prima che in quelli dei figli…Fuor di metafora: il Sindaco che è a capo di una grossa famiglia di cui fanno parte amministratori (di maggioranza e di minoranza) e dipendenti comunali, deve perseguire in primis il programma per cui è stato votato e lo deve fare sicuramente ponendosi degli obiettivi che, in corso d’opera, si presentano inattesi o che giudica salutari per il Comune.

IL SINDACO NON E’ IL PADRONE DEL PAESE

padroneIl tutto pur sempre in un regime di confronto democratico, di rispetto delle parti e delle implicazioni connesse a certi atti, ivi inclusa la disponibilità a rinunciare a certe decisioni se non convincono la maggioranza! Senza mai perdere di vista che la legittimazione elettorale non trasforma un Sindaco in un podestà o, come già abbiamo scritto tempo fa, il voto non fa di un sindaco il “padrone del paese“. In queste parole è racchiusa la filosofia della cultura di governo che è ben altra cosa da quella della gestione e, quindi, dell’esercizio del potere con tutti i problemi, spesso seri, che derivano proprio da quest’ultimo! Minacciare le dimissioni è un segno di debolezza, politica e personale, per ragioni evidenti! Se passasse questa logica un Sindaco, facendo leva sulla psicologia dei suoi consiglieri, potrebbe far approvare anche atti che non rispondono a criteri di corretta amministrazione o di conseguimento di pubblico interesse trasformando la Giunta da organo collegiale di governo della municipalità in un’esecutrice di volontà individuali. Questo la legge non lo contempla e quindi anche il Sindaco, ancorchè eletto direttamente dal popolo, è tenuto a rispettare la volontà della maggioranza (sia essa la giunta sia il consiglio) e le posizioni degli Assessori se adeguatamente motivate.

I DUBBI DI ACAMPORA, IACCARINO E RUSSO…

dubbiPeggio ancora è il caso del Sindaco che minaccia di “dimissionare” d’autorità un Assessore che non vuole votare un atto! Certi comportamenti non sono soltanto politicamente scorretti, ma sconfinano nell’illecito! Nel caso di Ruggiero ci sono tre Assessori che, in più occasioni, hanno ritenuto di non dover votare la delibera di riassetto del personale comunale proposta dal loro collega. In ultimo sarebbero disponibili a farlo solo se c’è la firma di tutti, nessuno escluso, e col dubbio: chi firma per prima e chi firma per ultimo? Si tratta di Vincenzo Iaccarino (medico), Rossella Russo (avvocato e comandante dei Vigili Urbani in un altro Comune), Daniele Acampora (commercialista). Se questi tre professionisti hanno nutrito fino a oggi perplessità sull’atto proposto dal collega Salvatore Cappiello e, per il momento, sostenuto solo dall’altro Assessore Francesco Gargiulo, una qualche ragione concreta pure ce l’avranno! A meno che questi tre professionisti siano usciti fuor di senno o stiano giocando ognuno al rialzo per ottenere qualcosa in cambio da questo voto su cui, sembra, si stiano giocando le sorti della legislatura! In effetti questa delibera interessa solo 8 dipendenti comunali che verrebbero destinati ad altro incarico. Col dovuto rispetto per il loro lavoro e per le mansioni svolte, non sarà certo questo atto a cambiare le sorti di un’Amministrazione che fa acqua da tutte le parti. Dev’esserci sicuramente dell’altro!

QUANDO RUGGIERO E CAPPIELLO “ESAURIRONO” IL SINDACO GEPPINO RUSSO

Geppino Russo

Geppino Russo

Proprio Ruggiero, nella sua ventennale carriera politica, si è occupato di personale comunale per almeno 10 anni senza mai riuscire a varare un qualche provvedimento. Non a caso all’epoca dell’amministrazione di Geppino Russo  furono proprio Ruggiero e Cappiello a mettere all’angolo il Sindaco che fini alla ribalta delle cronache nazionali come “sindaco autosospesosi per esaurimento nervoso provocato dai suoi assessori“. Anche allora minaccia di dimissioni, schermaglie fino a quando i giovani assessori ridimensionarono le pretese e Russo tornò alla guida del Palazzo da cui non si era peraltro mai allontanato! Insomma siamo alle solite sceneggiate utili però a far comprendere il livello della discussione e quello dei suoi protagonisti! Ora se questa storia finisce come vuole il Sindaco e gli Assessori votano lo stesso atto dovremo chiederci che cosa hanno ottenuto in cambio di questo voto o quali sono state le valide argomentazioni addotte per indurli al dietro-front.  Non certo la minaccia di dimissioni! Con questo si auspica, in fin dei conti, che almeno le ragioni più o meno valide insite in un determinato atto siano chiare all’opinione pubblica…Altrimenti di trasparenza ci si continua soltanto a lavare la bocca!

Metropolis: dimissioni di Ruggiero