Guerra aperta sui social a Piano di Sorrento, interviene Anna Iaccarino

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Anna Iaccarino

Anna Iaccarino

PIANO DI SORRENTO – Senza sosta su FB infuria il confronto o lo scontro tra operatori dell’informazione, associazioni artistiche, consiglieri comunali, dipendenti comunali e chi più ne ha più ne metta…Un tutto contro tutti sugli eventio di Natale che attribuisce al Comune di Piano di Sorrento la “palma res” sull’uso dei social dove si consumano vere e proprie guerre all’ultimo…”mi piace“. Intanto il video sul brindisi di capodanno realizzato da Positanonews è stato inspiegabilmente rimosso lasciando delusi quanti avrebbero voluto vederlo per comprendere il significato del nostro post dedicato ai consiglieri Gianni Iaccarino e Antonio D’Aniello. Torneremo sull’argomento visto che, per la verità, i due esponenti politici si sono premurati di chiedere qualche spiegazione più dettagliata. Insomma una situazione comunicativa perennemente febbrile al punto da spingere Anna Iaccarino, consigliere di opposizione, a un intervento postato su FB pochi minuti fa. Fino a ieri fioccavano i buoni propositi x un anno migliore, si è scomodato ogni vocabolo del dizionario x augurare cambiamenti e migliorie di ogni sorta, oggi a leggere i post rilasciati a commento di articoli sulle manifestazioni natalizie, si ripiomba nella più deprimente delle normalità: tutti intenti a curare e proteggere solo il loro piccolo orticello…ora, posso anche capire che lo facciano i privati o le associazioni coinvolti ed i fedelissimi che, a vario titolo, orbitano intorno a loro, visto che spesso gli interessi personali, specie se economici, alterano il senso delle cose, ma che il contrasto ad ogni tipo di dissenso o di critica espressi da testate giornalistiche o da semplici cittadini provenga dal funzionario comunale responsabile del settore è,  per me, inconcepibile! Guai a criticare un evento, le luminarie o l’uso di denaro pubblico; guai a porsi interrogativi circa l’opportunità di alcune scelte o lo stanziamento di contributi, si rischia, come minimo, di vedersi definire invidiosi (ma poi di che?), lamentosi o scorretti. Ci si dimentica che esiste (o almeno dovrebbe) la libertà di opinione e quella di stampa; ci si dimentica che se qualcosa viene pagato con soldi pubblici allora è giusto che i contribuenti possano valutarla e, sapendo quanto è costata, plaudire o criticare. Ci si dimentica che la Pubblica Amministrazione e, x essa i suoi funzionari, risponde ai principi di imparzialità, correttezza e buona fede…sempre!“.