D’Aniello: “mi devo dimettere?” Iaccarino: “non sono la stampella di Ruggiero”

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Antonio D'Aniello

Antonio D’Aniello

Sul suo blog Antonio D’Aniello, consigliere del PD a Piano di Sorrento, rivolge una domanda che non può non trovare una risposta: “Voi che dite? Mi devo dimettere dalla Commissione su Villa Fondi?“. L’interrogativo scaturisce dall’incomprensibile decisione maturata da Gianni Iaccarino,

Gianni Iaccarino

Gianni Iaccarino

anch’egli componente della Commissione, di presentarsi dimissionario alla seconda riunione dell’organismo istituito dal Consiglio comunale con l’intento di studiare una proposta o valutarne diverse sul destino della Villa dopo che l’intero civico consesso, raccogliendo le istanze dei cittadini e delle associazioni, aveva deciso di accantonare l’ipotesi di una privatizzazione avanzata da una cordata di imprenditori locali con un project financing. Inondato dalle critiche oggi Iaccarino consegna alla stampa una dichiarazione roboante: “Non sarò la stampella di Ruggiero“! Come si fa a lasciar correre? Tanto per inquadrare il problema la decisione di escludere dalla Commissione una rappresentanza del Comitato Civico è più che legittima trattandosi di un organismo istituzionale che non prevede altre presenze diverse da quelle dei consiglieri comunali. E’ ovvio che i Commissari, nel libero esercizio del mandato, possono decidere di consultare, incontrare chiunque pur di addivenire a un’ipotesi fattibile e soprattutto utile agli interessi del Comune e dei Cittadini (interessi, per la verità, che non sempre coincidono). Inoltre la Commissione sta operando nel rispetto dei tempi fissati dal Consiglio e cioè: insediamento entro il 31 gennaio e conclusione dei lavori entro il 30 aprile 2014. Questa è stata, perciò, la seconda riunione dell’organismo consiliare che aveva prestabilito, all’atto di insediamento, di riunirsi ogni martedì.

L’INTERROGATIVO DI D’ANIELLO

Se il consigiere D’Aniello in un primo momento aveva condiviso con Iaccarino l’idea di rassegnare le dimissioni e poi ci ha ripensato è chiaro che dev’essere intervenuta una valutazione più articolata che ha sconsigliato una decisione inspiegabile, politicamente, sotto tutti i punti di vista. La mission affidata alla Commissione è quella di “pensare“, di “imamginare“, di “proporre” un’idea valida per una destinazione adeguata di questa struttura. Ora soprattutto un Consigliere comunale di opposizione, che non ha poteri e funzioni di governo, esplica la propria attività istituzionale attraverso due prerogative: proposta e programmazione da un lato, verifica e controllo dall’altro. Nella Commissione il Consigliere D’Aniello, come gli altri suoi colleghi, è chiamato a compiere un’esercizio di pensiero, di fantasia, di progettazione, di proposta che non è sottoposto ad alcun voto nè è vincolante per chicchessia. Il Consiglio, eleggendo la Commissione, ha riconosciuto ai suoi componenti, una qualche capacità specifica per ragionare sull’argomento e per prospettare una soluzione. Se neanche ci si prova a farlo, allora meglio è dimettersi non dalla Commissione, ma dal Consiglio comunale. Ha fatto bene perciò D’Aniello a rivedere una decisione affrettata e a restare in Commissione dove ci auguriamo sappia adempiere con competenza all’incarico affidatogli.

LA TATTICA DI GIANNI IACCARINO

Stesso discorso vale per Gianni Iaccarino, colui che è stato il leader degli “In primo Piano” e che oggi guida un gruppo che brilla per l’assoluta assenza di un minimo protagonismo politico-istituzionale da parte dei nuovi eletti, i consiglieri Parlato e Castellano, che pure dovrebbero dare un senso della loro presenza nel civico consesso. Tanto per rispetto anche verso chi gli attribuito il proprio voto e non riesce a comprendere che cosa ci stanno a fare in consiglio comunale. E’ risaputo che Iaccarino è alla ricerca di una prospettiva politica che lo svincoli dallo scomodo ruolo in cui è rimasto imbrigliato. Operazione legittima politicamente e che va assolutamente compresa e rispettata. I giudizi seguiranno alle scelte, non possono precederli! Proprio perchè Iaccarino non è uno sprovveduto della “politica pianese” di cui, insieme a Salvatore Cappiello, è il più anziano per presenza in consiglio comunale (dove ha ricoperto vari ruoli), la sua decisione va letta al di là delle motivazioni ufficiali che, con tutto il rispetto per il Consigliere, non rispondono a verità. Iaccarino ha ribadito ieri, con un’intervista a Metropolis, di non essere disponibile a fare “da stampella a Ruggiero“.

L’OCCASIONE PER TORNARE IN PISTA

Cioè riconosce che l’Amministrazione ha quasi fallito il proprio mandato, ma rinuncia ad affondare il coltello nel fianco del Sindaco, praticamente lasciando aperta una porta a una possibile intesa che possa ricondurlo in auge per giocare a pieno titolo la propria partita politica da qui alle prossime elezioni. Tornare in Giunta, alle sue condizione e come il salvatore dell’Amministrazione-Ruggiero per senso istituzionale, può rappresentare per Gianni Iaccarino la grande occasione per tornare a gicoare da protagonista. Il guaio è che non tutti (anzi parecchi) in maggioranza sono d’accordo anche perchè gli spazi di agibilità si fanno sempre più stretti e l’esigenza di potere e visibilità ce l’hanno un po’ tutti. Si tratta perciò di “messaggi” mandati a Ruggiero&Co e che proviamo a decifrare: se non mi date quello che chiedo per voi la situazione si complica davvero ora che pure Vincenzo Iaccarino l’avete sbattuto fuori. Per il Sindaco il problema sono i numeri: sempre più risicati. Tre consiglieri in aggiunta ai suoi farebbero comodo, come negarlo, ma l’intesa rischia di far implodere la maggioranza dove il vero scontro è tra Rossella Russo e Salvatore Cappiello. La prima ha portato a casa il massimo risultato e più di una promessa di diventare la candidata sindaco. Cappiello deve fare i conti con le decisioni di Ruggiero col quale almeno politicamente, non sembra esserci più sintonia. Il conflitto è aperto e può riservare sorprese anche per il maturare di altre vicende.