Massa Lubrense, il Movimento 5 Stelle presenta interrogazione sul Porto della Lobra

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Marina della Lobra prima dell'intervento - foto WWf

Marina della Lobra prima dell’intervento – foto WWF

MASSA LUBRENSE – Si è svolto il 12 gennaio 2014 a Castellammare di Stabia un incontro tecnico del Movimento Cinque Stelle per la presentazione di istanze e proposte di legge. In quell’occasione cittadini, associazioni e gruppi di attivisti hanno relazionato la propria proposta, passando la documentazione con la richiesta direttamente ai parlamentari del Movimento Cinque Stelle presenti, per consegnarla alle commissioni di pertinenza. In tale circostanza il Presidente del  WWF Penisola Sorrentina ha presentato una corposa documentazione inerente la vicenda del Porto di Marina Lobra ai portavoce, i Deputati Silvia Giordano, Vega Colonnese, Luigi Di Maio, Roberto Fico e al Senatore Sergio Puglia.
L’interrogazione parlamentare presentata dal Movimento Cinque Stelle fa seguito all’esposto presentato da WWF, Italia Nostra e Comitato Civico in difesa di Marina Lobra alla Procura della Repubblica e all’ordinanza di sospensione emessa successivamente dal Consiglio di Stato “al fine di evitare l’irreversibile trasformazione dei luoghi” respingendo le richieste del Comune di Massa Lubrense ed accogliendo le richieste dell’Autorità di Bacino del Sarno, che aveva espresso parere non favorevole al progetto ritenuto non compatibile dal punto di vista idrogeologico.

Claudio D'Esposito

Claudio D’Esposito

CLAUDIO D’ESPOSITO: L’OSTINAZIONE DEL COMUNE

“Quello che appare evidente e sintomatico è la tenacia e la forzatura con la quale amministrazione e tecnici del comune di Massa Lubrense continuano a tutti i costi di cercare di imporre un progetto spacciato come di “riqualificazione” di uno storico borgo ma che, di fatto, concorrerà alla cementificazione e allo stravolgimento di un angolo di storia e di paesaggio e, con esso, anche delle sue peculiarità ambientali ed economiche. E’ bene ricordare che si parla di “ristrutturazione” dell’area portuale ma, concretamente, il progetto prevede una colata di calcestruzzo per realizzare una casa del mare, un lungo camminamento in cemento, la cementificazione delle spiagge superstiti, una piscina a mare e l’ennesimo mega parcheggio interrato al posto di un limoneto di 3000 mq. Ma la cosa che più deve farci riflettere, e che è motivo del contenzioso aperto tra l’ente comunale e l’Autorità di Bacino, preposta alla preventiva tutela di cose e persone dai rischi idrogeologici, è la volontà ferrea da parte dell’amministrazione in carica di “sponsorizzare” tale grave modifica di un prezioso tassello del paesaggio e della storia di Massa Lubrense proprio in un’area definita a rischio dal Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino del Sarno. Ovvero ancora una volta si antepongono interessi economici alla tutela del paesaggio e della pubblica e privata incolumità, tirata in ballo, spesso, solo quando c’è da commemorare pubblicamente affranti le vittime di frane e smottamenti”.

marina della lobraIl progetto di Ristrutturazione dell’Area Portuale di Marina della Lobra a Massa Lubrense rischia concretamente di rappresentare un pessimo esempio di amministrazione della cosa pubblica.
Deve far riflettere tra l’altro la circostanza che tale progetto, catalogato dal Comune di Massa Lubrense quale Intervento di Interesse Pubblico ex art. 37bis L. 109/1994 (ora art. 153 del D.lgs n. 163/2006) trova proprio nel “pubblico” i suoi oppositori. Infatti oltre ad enti sovraordinati quali Soprintendenza Archeologica, Regione Campania e Autorità di Bacino, anche gli stessi cittadini rappresentati dalla Pro-Loco, dal Comitato Civico in Difesa della Marina Lobra e dalle associazioni WWF e Italia Nostra, ritengono il progetto proposto incompatibile con le necessità di tutela e di sviluppo e con i vincoli posti sull’area.

Infatti con la determinazione n° 91/2011 del 29/12/2011 a firma degli Architetti Michele Maresca e Luigi Mollo (Responsabile del Procedimento e Responsabile del Servizio), si è proceduto all’approvazione del progetto definitivo presentato dalla società MARINALOBRA Srl. nonostante il mancato espletamento dei saggi archeologici preventivi richiesti dalla  Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, la non conformità dell’intervento al PUT, la non compatibilità con il Piano di Stralcio per l’Erosione Costiera (P.S.A.I.) e la totale assenza di Valutazione d’Impatto Ambientale.

I MINISTRI CHIAMATI A RISPONDERE SUL CASO

movimento_5stelle LOGOL’interrogazione presentata dall’On. Roberto Fico del M5S al Ministro dell’Ambiente e del Mare e al Ministro dei Beni Culturali, chiede ora risposta scritta ai tanti interrogativi sulla legittimità del procedimento seguito e delle determinazioni adottate.
Nel frattempo è fissata al 21 gennaio l’udienza in Consiglio di Stato che vedrà contrapposti il Comune di Massa Lubrense e l’Autorità di Bacino. Quest’ultimo Ente, infatti, espresse “parere non favorevole” al progetto, inviando il diniego motivato a mezzo fax alla Conferenza dei Servizi. Ma tale parere fu considerato “non valido” dal TAR Campania. Di qui l’appello dell’Autorità di Bacino al Consiglio di Stato per far valere le sue ragioni.
E mentre si aspetta di conoscere se avrà la meglio l’interesse a fare le opere da parte dell’amministrazione comunale e del soggetto promotore o la difesa dei vincoli posti a tutela delle vite umane, l’interrogazione del M5S porta ora l’intera questione direttamente nelle aule del Parlamento.