Legge elettorale, i correttivi da apportare all’Italicum…

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di Santolo Cannavale

santolo cannavale

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Italicum” è un impianto base di legge elettorale abbastanza definito nei suoi contorni essenziali che dovrà essere discusso e tramutato in legge dall’attuale Parlamento.
Suggerisco i seguenti correttivi.
1) Il risultato base del 35% conseguito dal partito o dalla coalizione di partiti, viene richiesto nelle prossime elezioni per l’assegnazione del premio di maggioranza (o governabilità) tale da portare la parte politica vincente al 53% dei seggi parlamentari. Detta percentuale del 35% è relativamente bassa e potrebbe in ipotesi essere aumentata al 38% (+ 3%) alle successive elezioni del 2017 ed al 41% (+ 6%) nelle elezioni del 2022, salvo scioglimento anticipato del Parlamento.
La soglia base finale del 41% renderebbe più accettabile e meno arbitrario il premio di governabilità, di per se “troppo generoso” tanto da pervenire ad un massimo del 18% di voti e seggi disponibili in caso di vittoria con il 35% dei consensi (53% – 35%). Il risultato delle elezioni sarebbe più rappresentativo delle istanze del corpo elettorale e sarebbe certamente in maggiore sintonia rispetto al deliberato dalla Corte Costituzionale nella sua sentenza N. 1/2014
2) Il previsto listino bloccato con piccoli collegi plurinominali e 3/6 nominativi “imposti” da ogni singolo partito o coalizione andrebbe modificato con una lista aperta presentata da ciascun gruppo politico, composta in ipotesi da 15 nominativi tra i quali l’elettore potrebbe scegliere il suo candidato da eleggere. Il cittadino elettore rientrerebbe finalmente in possesso del suo fondamentale, insindacabile diritto di scelta del proprio rappresentante politico e tutti i dubbi sarebbero fugati rispetto al dettato della sentenza N. 1/2014 della Corte Costituzionale.
3) La determinazione dei candidati eletti sarebbe rinviata all’esito finale del ballottaggio se al primo appuntamento elettorale nessun partito o coalizione di partiti superasse il 35% o, nelle elezioni successive, il 38% ed infine il 41%. Con l’esito del ballottaggio vi sarebbe il ripescaggio dei candidati con i maggiori voti nell’ambito della lista di appartenenza, agevolati dal conseguimento del premio di governabilità da parte del partito/coalizione vincente, a cui gli stessi nominativi sono collegati.
Sarebbero fermi e salvi i seggi conseguiti nella prima tornata elettorale da partiti o coalizioni esclusi dal successivo ballottaggio. Quest’ultimo avrebbe la funzione essenziale di assegnare il premio di governabilità (per un massimo del 18% di voti) e un numero di seggi parlamentari corrispondente all’entità del premio riconosciuto.