Raffaele Lauro: “Presto si capirà che la mia non è stata una sconfitta, ma una vittoria…”

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di Raffaele Lauro

Lauro RaffaeleGentile Direttore Califano,
in merito all’articolo sullo “scandalo delle slot machine“, pubblicato sulla prima pagina de “Il Fatto Quotidiano“, a firma di Fabrizio D’Esposito, e da Lei acutamente commentato, mi consenta, a conclusione di questo tormentato 2013, una integrazione, di interesse più della storia che della cronaca, e una battuta. Nel corso della XVI legislatura ho condotto le mie battaglie, politiche e parlamentari, nelle commissioni affari costituzionali, finanze, RAI e antimafia, sempre in piena libertà, con notevole ricaduta mediatica, forte soltanto della mia provenienza istituzionale, ben consapevole che (quasi) tutte le mie iniziative fossero “sgradite” ai vertici del PdL e al mio gruppo parlamentare di appartenenza.

Devo riconoscere, tuttavia, per onestà intellettuale, che la mia libertà è stata costantemente rispettata, benché a denti stretti. Per cui davo per scontato l’epilogo censorio (la mia non ricandidatura), oggetto di anticipate previsioni anche da parte di molti rappresentanti della stampa parlamentare, ma ho voluto che la rottura si consumasse fino in fondo, affinché fossero evidenti, agli elettori del centro destra e alla pubblica opinione, i contenuti reali dello scontro.
Altro che la mia età: una pietosa bugia, inventata dei vertici del PdL, con un leader quasi ottuagenario, per mascherare la loro vergognosa decisione, che “puniva” il mio attivismo antimafia, mentre “premiava“, in Campania e dintorni, candidati uscenti, totalmente passivi, e candidati entranti, molto pittoreschi, espressione di obliqui compromessi di interesse localistico, disvelati, poi, nella recente faida scissionistica.
Ha ragione il brillante giornalista, nostro conterraneo, quando individua nella mia battaglia sul gioco d’azzardo, che continua, il motivo principale, ma non l’unico, della mia esclusione, mentre, nell’omertà delle istituzioni, anche le più alte, le criminogene slot machine continuano a devastare il nostro paese, con la collusione evidente del Governo Letta e dei partiti tradizionali, le cui inadeguatezza e inettitudine sono state da me denunziate, ormai da anni.
Quando la situazione diventerà del tutto intollerabile, quando la dipendenza da gioco investirà larghe fasce della popolazione e quando la magistratura si attiverà sulla questione, i Visco, i Tremonti, i Monti e i Saccomanni sfileranno di fronte al Tribunale dei Ministri, con accuse gravissime per reati consumati sulle spalle inconsapevoli della comunità nazionale e delle famiglie italiane.
Allora, solo allora, tutti capiranno che la mia non è stata una “sconfitta“, ma una “vittoria“!
D’altro canto, il marasma che ha portato alla morte del PdL e alla rissosa nascita di due nuovi partiti (FI e NCD), avrebbe messo a dura prova il mio profilo politico.
La battuta: “Sorrento The Romance“, in attesa di “Caruso The Song“, dovrà ringraziare le lobby del gioco se è riuscito a completare la sua (lunga) gestazione e, finalmente, a venire alla luce!
La ringrazio per l’ospitalità, caro Direttore, a beneficio dei posteri, della verità e del mio futuro impegno politico!