Anticorruzione nella Sanità, ultimo giorno per la consultazione pubblica nell’Asl Na 3 Sud

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Ultimo giorno utile per le segnalazioni contro la corruzione

legge 190Scade oggi il termine per inviare suggerimenti e proposte o segnalazioni al responsabile Prevenzione della Corruzione dell’Asl Napoli 3 Sud dott. Raffaele Iezza ai fini dell’adozione, entro il 31 Gennaio 2014, del Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione ai sensi della legge N°190 del 6 novembre 2012. Il direttore generale Maurizio D’Amora ha avviato una consultazione pubblica (dal 27 novembre al 27 dicembre 2013) sulla proposta del Piano che è consultabile sul sito istituzionale dell’Asl. Tutti i contributi, le riflessioni e le proposte di miglioramento potranno essere trasmesse a: relazionipubbliche@aslnapoli3sud.itrelazionipubbliche@pec.aslnapoli3sud.itFax 081/8729032.

Partecipare per migliorare la sanità pubblica

Maurizio D'Amora

Maurizio D’Amora

Chi è che può partecipare alla consultazione pubblica? Tutti i portatori di interessi delle attività e dei servizi offerti – spiega il direttore D’Amora nell’avviso pubblico – e quindi innanzitutto gli utenti del servizio sanitario che, ovviamente, solo in minima, microscopica parte colgono questa opportunità per concorrere a migliorare la qualità del servizio pubblico da sempre al centro di legittime contestazioni e altrettante scarse attenzioni. Appena qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post col quale evidenziavamo uno dei problemi concreti che riguardano il pianeta sanità: la commistione di interessi tra politica e sanità anche per l’elevatissimo numero, nelle strutture pubbliche, di sanitari che ricoprono ruoli significativi nella politica amministrativa a diversi livelli istituzionali.

I conflitti d’interesse tra politica e sanità

Quello del conflitto di interessi è un problema serio, vissuto e denunciato a denti stretti anche da parte di tanti operatori della sanità che, senza santi in paradiso, subiscono l’opera dei privilegiati che, proprio in virtù della prossimità con i santuari del sistema politico-sanitario, vedono mortificati i propri diritti, le proprie aspirazioni di carriera, la propria professionalità a scapito non solo di sè stessi, ma anche e soprattutto dell’utenza del sistema sanitario. Sull’aspetto del conflitto di interessi il direttore Maurizio D’Amora, se intende rendere un buon servizio all’AslNapoli3 Sud, ha il dovere di dare risposte concrete oggi che ne ha facoltà, aprendo anche la strada, come ha già fatto in altri settori, al cambiamento e con esso al miglioramento del servizio sanitario pubblico assolvendo cioè la missione cui è stato designato e per la quale viene retribuito. Non sappiamo quanti sanitari, medici e paramedici, daranno il loro contributo alla consultazione pubblica e anche questo dato, parlando di trasparenza, auspichiamo sarà reso noto. Forse è il caso che le denunce e le segnalazioni che troppo spesso anonimamente, o previa garanzia di segretezza, vengono rese possano finalmente trovare una sede istituzionale in grado di raccoglierle, verificarle col requisito di tutelare chi ha coraggio e responsabilità di denuncia.

Il reato di voto di scambio

All’esame del Parlamento è in discussione la modifica della legge sul reato di voto di scambio che tanti e devastanti danni ha prodotto alla politica e al sistema Paese. Per questo reato, riformulato nella variegata forma attraverso il quale si consuma, sono stati previsti fino a 12 anni di carcere, una pena consistente che dovrebbe influire in modo decisivo anche sul pianeta sanità dove il cosidetto voto di scambio prende forma e sostanza variegate condizionando la libera espressione del consenso e quindi l’azione, l’operato delle istituzioni dal livello locale a quello regionale. In sanità questo problema è sicuramente rilevante perchè investe due ambiti strategici delle libertà individuali: quello della salute e quello della libera partecipazione alla vita democratica. Auspichiamo pertanto che il dott. D’Amora colga questa opportunità per dare un segnale forte e concreto a questa casta specialissima che, secondo la stragrande maggioranza dei cittadini, dovrebbe occuparsi più di salute pubblica – cioè del proprio lavoro – che di politica.