La Bauli da “Sorrento” a “La Sorrentina”…Stinga promuove azioni legali per tutelare il nome

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bauliSORRENTO – Quando il 6 novembre scorso, per primi, abbiamo sollevato il caso della Bauli e del suo dolce di Natale Sorrento l’abbiamo fatto ponendoci un quesito: se ciò fosse utile o meno all’immagine di Sorrento.

Giuseppe Stinga

Giuseppe Stinga

Si è sviluppato, per la verità con sollecitudine, un dibattito sull’argomento che è sfociato nell’iniziativa assunta e annunciata dal vice sindaco Giuseppe Stinga e assessore al marketing territoriale di voler verificare se esistono i presupposti per un uso improprio del nome di Sorrento da parte della Bauli. Spiega Stinga: “A seguito delle numerose segnalazioni di cittadini, imprenditori e operatori turistici, abbiamo avviato delle verifiche per rilevare eventuali irregolarità nello sfruttamento del nome di Sorrento. la sorrentinaIl limone di Sorrento, tra l’altro, gode del marchio Igp, su cui vigila un consorzio di tutela – aggiunge StingaSi tratta di un fiore all’occhiello della produzione agroalimentare territoriale della penisola sorrentina al quale, anche se non in maniera esplicita, il messaggio pubblicitario sembra rimandare”.

limone di sorrentoStinga ha annunciato di avere affidato anche all’Ufficio legale del Comune di Sorrento l’incarico di esprimere un parere sulla vicenda e, in particolare, conclude, “…su eventuali inosservanze del decreto legislativo numero 297 del 2004, relativo alle sanzioni a protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari”. Oltre alle confezioni già commercializzate risulta che la Bauli, prima ancora che il caso esplodesse, abbia provveduto a rimuovere dal proprio campionario 2013 il prodotto denominato “Sorrento” trasformandolo in “La Sorrentina“. In questo caso, indubbiamente, non ci troviamo di fronte all’uso sfacciato del nome della città per finalità commerciali private, ma anche questa denominazione potrebbe risultare inutilizzabile da parte della Bauli perchè sarebbe un marchio registrato di un’altra azienda che già avrebbe assunto iniziative in sede di autotuela per l’uso e lo sfruttamente commerciale della denominazione regolarmente registrata. Il caso ha riaperto il dibattito sull’assenza di strategie condivise ed azioni di sistema atte a valorizzare e a promuovere tutto ciò che è peculiare di questo territorio.

Antonio Cafiero Primavera

Antonio Cafiero Primavera

Antonio Cafiero, pasticcere dei vip, interpellato sull’argomento ha detto: “Non siamo in grado di fare sistema…“. Poche parole che però esprimono fuor di ogni dubbio qual è uno dei punti davvero deboli del sistema istituzionale, imprenditoriale e associativo di Sorrento e della Penisola Sorrentina. Sono due gli aspetti della questione: l’uso del nome della Città e il richiamo a un prodotto di marchio Igp qual è il limone presentato quale ingrediente della crema contenuta nel dolce. Se alle verifiche tecniche dovesse risultare assente il limone di Sorrento tra le materie prime del prodotto, allora saremmo di fronte a un caso di frode commerciale con risvolti penali. Diversamente la Bauli avrebbe concorso a promuovere una produzione agricola d’eccellenza di Sorrento e la cosa avrebbe potuto avere un seguito con forte impatto anche mediatico purchè concordato con la Città. A volte semplici iniziative come queste possono produrre molta più pubblicità turistica di tante iniziative che costano centinaia di migliaia di euro e alla fine restano confinate sul piano locale!