Piano di Sorrento e Villa Fondi: nella delibera all’esame del Consiglio si annida una “trappola”?

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Design di Massimo Somma

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PIANO DI SORRENTO – Poche righe postate su Facebook prima di andare a dormire riaccendono improvvisamente i riflettori sul caso “Villa Fondi“, uno degli argomenti del Consiglio comunale in programma questa sera. Anna Iaccarino, consigliera indipendente di opposizione ha scritto: “Amici, sto leggendo i documenti su Villa fondi x la discussione di domani…la questione è tutt’altro che chiara…dalla forma della delibera alla sostanza della stessa!” Per i circa 6000 aderenti al gruppo tematico su Villa Fondi bene Comune si tratta di un campanello d’allarme destinato ad agitare le acque su un argomento che ha messo a dura prova la tenuta della maggioranza e non solo! Di che cosa si tratta? Per quello che siamo riusciti ad appurare è necessario soffermarsi su due questioni. La prima riguarda l’impegno assunto dal Sindaco e dalla maggioranza, insieme a tutta l‘Opposizione e al Comitato Civico, di non riconoscere il pubblico interesse al project financing presentato da un gruppo di imprenditori intenzionati ad acquisire la gestione della Villa.

Anna Iaccarino

Anna Iaccarino

Nel dibattito che si è sviluppato sull’argomento sono infatti emerse tutte le contraddizioni e le incongruenze che escludono a priori la valenza pubblica di tale operazione. Nello stesso tempo, però, è stato ingaggiato un tira e molla sulla procedura amministrativa da porre in essere al fine di concludere correttamente e definitivamente l’iter che si è messo in moto (secondo una precisa norma di legge) a seguito dell’avvenuta presentazione del progetto di finanza al Comune. Veniamo al secondo punto: in effetti tutto si gioca proprio sull’istruttoria della proposta operata da parte degli Uffici comunali ai fini di ammetterla all’esame e alla votazione del Consiglio comunale che, all’unanimità, ha assunto l’impegno a “non riconoscere il pubblico interesse al progetto” e quindi a non accoglierlo: praticamente di bocciarlo e chiudere il discorso per confrontarsi in sede di Commissione sul futuro della struttura.

Giovanni Ruggiero Sindaco

Giovanni Ruggiero Sindaco

Leggiamo allora che cosa c’è scritto nella delibera che è stata predisposta e che sarà sottoposta, domani, all’esame e al voto del Consiglio comunale. Vi si legge, tra l’altro, quanto segue: “…la documentazione presentata (cioè la proposta degli imprenditori, ndr) risulta ancora carente e poco esaustiva ai fini della valutazione complessiva della proposta di cui trattasi…“. Appare evidente che questa affermazione contenuta nell’atto istruito dal Comune, qualora lo stesso venisse approvato dal Consiglio comunale con l’intento di “bocciare il progetto“, aprirebbe una falla enorme sul piano del corretto esercizio amministrativo visto che, per conclamata ammissione dello stesso ente, il progetto così com’è e come viene preso in esame da parte del Consiglio non consente una valutazione complessiva. Quindi ne consegue che la sua eventuale bocciatura da parte del Civico consesso è illegittima e aprirebbe automaticamente la strada per un ricorso in sede amministrativada parte dei privati il cui esito, evidentemente, inficerebbe la validità dell’iter seguito.  Si conseguirebbe, cioè, da parte del Comune un risultato esattamente opposto a quello voluto o dichiarato: cioè di cancellare definitivamente il project financing di privatizzazione di Villa Fondi. E’ chiaro allora che l’ufficio istruttore e/o il proponente della delibera non possono portare all’approvazione del C.C. un atto così formato e pregiudicato visto che evidenzia come l‘Ufficio preposto non abbia acquisito tutti i dati e le informazioni indispensabili per poter considerare chiusa l’istruttoria e predisporre l’atto al passaggio in consiglio comunale. Questa delibera, così com’è, non può quindi essere presa in considerazione nè votato dal Consiglio comunale se non con la consapevolezza da parte dei Consiglieri di votare un atto imperfetto e pertanto destinato a decadere e a veder soccombere il Comune in un eventuale ricorso amministrativo che avrebbe tutte le ragion d’essere per quanto sopra evidenziato! Ecco allora il senso del campanello d’allarme e di questo contributo per la discussione che certamente si svilupperà nel consiglio comunale su un tema così scottante per gli interessi generali coinvolti.