Da Napolitano a Berlusconi passando per Renzi, in Italia la “casta è sempre casta”

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leggeQuesta appena iniziata è una settimana storica sul piano delle vicende politiche che si susseguono a ritmo incalzante nell’attesa delle “primarie” che eleggeranno il nuovo leader del Partito Democratico, unico partito sopravvissuto, almeno fino a questo momento, allo sfacelo del sistema in questa seconda (e ancor più malandata della prima) reppublica! let1Stamattina è stata resa pubblica la lettera del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che respinge al mittente la richiesta dei Giudici di sentirlo come teste nel processo sulla trattativa Stato-Mafia in rapporto alla lettera inviatagli dal suo consulente Loris D’Ambrosio. Napolitano risponde ai giudici affermando di non aver nulla da dichiarare oltre a quello che si premura di scrivere. Praticamente decide che non ha motivo di presentarsi innanzi ai giudici e spiega loro che si devono accontentare di quello che lui ritiene di dichiarare per iscritto in riferimento a una vicenda per la quale, addirittura, insinua dubbi sulla legittimità dell’avvenuta pubblicazione di alcuni atti. letteraCon tutto il rispetto dovuto al Capo dello Stato ci troviamo innanzi al più classico del “…predicare bene e razzolare male“! Continuare a sottrarsi, tanto più se nulla ha da temere, al dovere di rendere testimonianza in un processo così importante, alimenta soltanto dubbi e soprattutto sospetti anche sulla sua rielezione ai vertici dello Stato. Se infatti non fosse stato rieletto, ancorchè convocato non si sarebbe potuto sottrarre alla richiesta dei Giudici. Altro che uguaglianza davanti alla legge…Altro che rispetto delle istituzioni! Il messaggio che proviene dal Capo dello Stato conferma che la Politica si riserva prerogative che non valgono per gli altri Cittadini. Ciò produce un impatto negativissimo sulle coscienze finendo con l’alimentare ulteriormente l’avversione pregiudiziale all’operato della Magistratura, sentimento che contamina ormai fasce sempre più ampie dell’opinione pubblica.

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Peggior servizio al Paese il Presidente non poteva rendere, tanto più che mercoledì 27 Novembre il Senato è chiamato a votare la “cacciata” di Silvio Berlusconi dall’assemblea parlamentare. Si tratta di un atto che assume un significato non solo giudiziario, ma anche politico nei confronti di un personaggio che, indipendentemente dai fatti imputatigli e per i quali è stato condannato in via definitiva, o dalle simpatie e antipatie che suscita, comunque resta un leader politico, con i suoi difetti (tanti) e pregi (pochi), ma comunque espressione, come Napolitano e come tutti gli altri, della politica italiana. Proprio questa coicidenza di tempi e di eventi avrebbe richiesto un diverso atteggiamento da parte di Napolitano, per marcare una sostanziale differenza tra lui e Berlusconi e mandare un monito forte al Paese di rispetto verso la Magistratura. Appartiene alle cronache politice di questi giorni un analoga, grave vicenda, di cui è stata protagonista la politica italiana: il caso della Ministra Annamaria Cancellieri e dei suoi rapporti con la famiglia Ligresti ed a quanto avvenuto sulla vicenda degli arresti inflitti a una delle figlie della potente famiglia romana. In qualunque altro Paese un’ora dopo l’esplosione del caso il Ministroavrebbe dovuto rendere immediate dimissioni. Solo in Italia ciò non avviene e anche in questo caso c’è lo zampino di Napolitano che, dettando ormai legge su tutto e su tutti, ha scongiurato la sfiducia parlamentare alla Ministra. Una democrazia così violentemente stressata da parte di coloro che la incarnano sul piano politico-istituzionale non può reggere all’infinito senza crollare o, peggio, degenerare! Infine l’espulsione di Berlusconi dal Senato, cioè l’evento più drammatico, politicamente parlando, degli ultimi vent’anni perchè, ancorchè legittima, per tutta una serie di ragioni che è quasi superfluo ripetere, prova l’incapacità della politica stessa e quindi di un sistema istituzionalmente sano a dare soluzioni diverse e più appropriate, tanto più in grado di non lasciar dubbi che ne mortifichino il significato e con esso il valore! Fra due settimane il Partito Democratico sceglierù il suo futuro leader, e siamo al quarto evento politico rilevante, e da questa elezione popolare scaturiranno novità che potrebbero anche tradursi nell’implosione del PD e nella sua incapacità di tenere unite diverse anime che, sempre di più, somigliano a cosche che si contendono il potere e le piazze del potere. Se Renzi l’avrà vinta, come sembra, c’è anche il rischio che il rinnovamento annunciato si traduca in un qualcosa di molto più modesto visto che tanta parte del “vecchio Pd” oggi sostiene Renzi per salire sul carro del vincitore…e condizionarne l’operato futuro! Il rischio è più serio di quanto oggi appare, col risultato che all’indomani delle primarie del PD il sistema politico-italiano potrebbe scoprirsi complessivamente ancora più debole e delegittimato in ogni sua espressione!