Vico Equense, che cosa significa amare il proprio paese!

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di Claudia Scaramellino*

Scaramellino Claudia VicoCose da pazzi! Dopo un’estate trascorsa a fare battaglie per Vico, le sue strade, le sue marine, i diportisti, via Murrano, il cantiere di Punta Gradelle e tante altre problematiche di questa mia bella Città, terra di mare e monti, dove ho tanti amici e tanti conosco, mi sento dire da un consigliere di maggioranza in consiglio comunale, coram populo, che non amo Vico, perchè ne metto in evidenza sul blog le cose che non vanno. Gli ho dovuto rispondere che il ruolo del consigliere di opposizione è fare proposte e gliene ho enumerate alcune, ma anche evidenziare ciò che non va per migliorare la qualità della vita dei vicani. Ho aggiunto, rivolta a tutti i consiglier presenti compreso il “nostro”, che non penso che uno dei presenti non ami Vico. Piuttosto credo che nel dibattito democratico, l’idea della propria Città parta da colori e angolazioni diverse. Essa si concretizza, dunque, nel progetto diverso per il proprio “borgo” , visto che io non ho votato questo sindaco, di cui tuttavia non perdo il rispetto istituzionale, pur non condividendo le scelte della sua amministrazione. Questa diversità di vedute e la libertà di esprimerle è la democrazia per me, un onesto gioco di parti. Mi sembrava di essere tornata, sentendo certe parole, ai pregiudizi di don Camillo e Peppone….Ma anche alla richiesta di Berlusconi di non parlare di mafia all’estero per non “disonorare” l’Italia…Mi confortava vedere, mentre gli rispondevo senza mai offenderlo, il viso attonito di molti altri…

* Consigliere comunale a Vico Equense