Sorrento, la protesta dell’Ascom per la tensostruttura…Non è mai troppo tardi!

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Giuseppe Stinga

Giuseppe Stinga

SORRENTO – Il vice sindaco con delega alle attività produttive Giuseppe Stinga lamenta una presunta “incoerenza” da parte dell’Ascom presieduta da Franco Parisi nella vicenda della tensostruttura da ubicarsi sull’area a livello strada del Parcheggio Lauro per tre mesi, praticamente da novembre a gennaio, per ospitarvi una specie di fiera commerciale e creare un’attrazione in città. Stando alla ricostruzione della vicenda, l’Assessore correttamente prima di procedere con la sua idea ha incontrato le categorie produttive per esporgli il piano e per ottenerne un via libera che lo mettesse al sicuro dalle polemiche.

Franco Parisi

Franco Parisi

Stinga riferisce di aver avuto il via libera all’operazione senza problemi e con tanto di verbale sottoscritto dalle parti. Nel frattempo però, e grazie al Movimento spontaneo di cittadini impegnati nel contrasto alla privatizzazione del Parcheggio Lauro, è venuta alla luce l’operazione della tensostruttura alimentando un dibattito da cui è emerso il grave danno, sul piano commerciale, che deriverebbe agli operatori da questa fiera permanente, oltre che privare Sorrento di quest’importante area di parcheggio per i pulman. Soprattutto distoglierebbe i visitatori dal tradizionale shopping in città. Tutto segue un ragionamento logico e che, forse tardivamente, ha raggiunto un livello di consapevolezza nei commercianti sorrentini che hanno chiesto all’Associazione di categoria di fare dietro front. Non c’è assolutamente nulla di strano nel ripensare un’iniziativa che, tra l’altro, avrebbe anche un effetto controproducente sul piano estetico per quell’area, senza considerare i danni oggettivi che una fiera commerciale-artigiana della durata di 3 mesi è in grado di produrre all’economia della Città con riflessi anche nel resto della Penisola Sorrentina. Considerati i tempi e la situazione bene farebbe il vice sindaco a ritornare sui propri passi e a cancellare dagli eventi invernali-natalizi l’installazione di questa tensostruttura fieristica per investire, se ci sono soldi da spendere, in un’operazione più utile alla Città in un momento di crisi economica oggettiva. E’ comprensibile il rammarico, ma non è mai troppo tardi per ravvedersi e per non commettere un errore visto che, di questo, Sorrento non ha assolutamente bisogno, così come di tante altre che non si traducono in un ritorno globale per la Città e per i suoi operatori.

A riguardo ci piace richiamare all’attenzione dell’Assessore alle attività produttive e al marketing territoriale la breve, ma significativa, intervista andata in onda ieri (lunedì 21 ottobre) suTG3 Campania a proposito dei problemi connessi alla “terra dei fuochi” e alla peculiarità dell’agricoltura sorrentina. Luisa Miniero, imprenditrice agricola a Massquano (frazione collinare di Vico Equense, ndr) per scelta dopo aver abbandonato la professione bancaria, ha parlato dell‘importanza dell’agricoltura di qualità che “...si realizza con il lavoro (quello dei contadini nella terra, ndr) e non con manifestazioni e bandierine“. Parole sacrosante e che la politica deve imparare ad ascoltare per non sperperare denaro (che scarseggia) in inutili eventi che non si traducono in vantaggi o sostegni per l’agricoltura del territorio, peraltro residuale. Proprio l’Assessore Stinga si è fatto promotore, ad inizio di mandato, di un progetto di marketing territoriale che, negli intenti, doveva tradursi in un’occasione per qualificare e per valorizzare le produzioni locali animando una filiera corta dalla produzione alle tavole che coinvolgesse tutti gli attori del settore. Un’idea rimasta praticamente a livello di sottoscrizione di un protocollo intercomunale che, all’abbisogna e per esigenze pubblicitarie e televisive, si tira fuori dal cassetto! Non è così che si salvaguardia l’agricoltura (senza entrare nel merito della distruzione delle residue aree verdi a Sorrento come nel resto della Penisola) nè, soprattutto, che si fa marketing territoriale e turistico. Ecco perchè rinunciare alla tensostruttura può essere l’inizio di una politica più rispondente ai bisogni reali, mettendosi alle spalle “manifestazioni e bandierine” come ha dichiarato la signora Miniero in Tv.