Sorrento e l’inquinamento marino, il WWF denuncia il caso dello stabilimento “La Solara”

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SORRENTO – La nota con la quale l’ARPAC comunica al Comune di Sorrento la rilevata non conformità degli scarichi fognari alle norme di legge relativamente alla presenza di azoto nitrico, azoto nitroso ed escherichia coli è stata assunta al protocollo in data 3 ottobre scorso (l’atto è a sua volta datato 17 settembre 2013) e in pari data i titolari dello stabilimento balneare La Solara hanno comunicato all’Ente l’avvenuta chiusura dello stabilimento cui ha fatto seguito, in data 8 ottobre 2013, l’ordinanza n°272 del Sindaco Giuseppe Cuomo ccon la quale si intima la regolarizzazione dell’impianto di depurazione per rimuovere le cause dell’inquinamento delle acque marine rilevato dall’Autorità di vigilanza. La documentazione, con allegata un dettagliato servizio fotografico, finisce all’attenzione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata per iniziativa del WWF della Penisola Sorrentina che ricostruisce tutta la vicenda evidenziando colpevoli ritardi di fronte alla conclamata e denunciata azione inquinante posta in essere dallo stabilimento/ristorante.

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Il 27 giugno scorso il WWF aveva infatti denunciato l’esistenza di un “….cantiere presso il LidoLa Solara, senza che fosse affissa alcuna tabella autorizzatoria, con lavori in corso comportanti, tra l’altro, allocazione di tubature in area interdetta per rischio frane, rilascio di sostanze putride sugli scogli e residui derivanti dal carteggio delle travi in leghe ferrose“. Il 23 agosto sempre il WWF evidenziava “….oltre a presunti abusi edilizi in relazione alla costruzione del solarium in cemento armato su area demaniale, anche e soprattutto seri dubbi sulla reale capacità di depurazione dell’impianto installato, considerata la costante e sospetta fuoriuscita documentata di “acque maleodoranti” che si sono riversate sugli scogli sotto lo stabilimento da un bocchettone di una tubatura allocata nel muro al di sotto del solarium in cemento”. L’Associazione ambientalista “…constatava la presenza di miasmi e cattivi odori riscontrati nei pressi delle vasche di depurazione dello stabilimento, che sono indicatori di un “cattivo funzionamento dell’impianto e la presenza di fanghi attivi prodotti dall’attività dell’impianto di depurazione, sul cui corretto smaltimento non appaiono fornite spiegazioni e/o garanzie“.

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I Responsabili del WWF evidenziano che praticamente nel 2012 (esattamente il 4 ottobre) il dirigente del Comune Sonato Sarno disponeva, con l’ordinanza n° 231, “…l’immediata cessazione dell’attività dello stabilimento balneare con somministrazione di alimenti e bevande in locali privi dei requisiti igienico sanitari e della conseguente produzione e scarico dei reflui“. Sulla base di tali atti, lo stabilimento/ristorante La Solara “…ha sversato liquami di natura fognaria che di fatto hanno provocato una grave alterazione morfologica delle acque e dell’ecosistema marino oltre ad un conseguente danneggiamento paesaggistico-ambientale”. Inoltre “…visto il perpetrarsi di una situazione che tra autorizzazioni, accertamenti e verifiche varie ha di fatto permesso allo stabilimento denominato La Solara di esercitare per l’ennesima volta un’attività con produzione di scarichi reflui senza sembrerebbe, averne i requisiti richiesti dalla legge, fatto salvo essere costretto alla chiusura a fine estate e dopo aver esercitato l’attività balneare e di ristorazione”, il WWF ha chiesto alla Procura di accertare l’eventuale sussistenza di fatti penalmente rilevanti.