Piano di Sorrento, errori e approssimazione. Serve un restyling per guardare al futuro

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OChe cosa si è inceppato nell’Amministrazione di Piano di Sorrento visto che ormai si inanellano, uno dopo l’altro, errori e superficialità che ne evidenziano limiti di cui forse non si era mai avuta una così netta percezione? Se lo chiedono in tanti guardando a quello che sta succedendo nel palazzo su diversi fronti caldi che vedono varie froze del Paese mobilitate in aperta contestazione con l’operato degli Amministratori. Qualcuno dice che siamo soltanto all’inizio di una stagione destinata a portare al pettine vari nodi! Nell’incontro al Comune con i Commercianti inferociti per gli aumenti vertiginosi della Tares, che mettono a rischio la sopravvivenza stessa delle imprese, è apparso evidente l’errore di partenza compiuto dalla maggioranza nel calcolo dell’imposta diversificata per diverse categorie di contribuenti. Hanno trovato conferma le tesi espresse e ripetute di Anna Iaccarino, consigliera di opposizione, e oggi la soluzione a portata di mano del Sindaco e dell’Assessore al bilancio Daniele Acampora è quello di fare un bagno di umiltà e di correggere i conti come ha giustamente suggerito un altro Assessore,Vincenzo Iaccarino, preoccupato per la piega che la vicenda può assumere e per l’esasperazione che ha colpito tanti imprenditori pronti a riconsegnare le licenze al Comune se dovesse essere confermata la linea della Tares così com’è oggi.

Salvatore Cappiello

Salvatore Cappiello

La nuova fiscalità locale e la gestione del bilancio, unitamente alla pianificazione e alla progettazione finanziaria, rappresentano i nuovi confini entro cui deve muoversi un’amministrazione pubblica e per farlo occorre innanzitutto che ci sia una classe dirigente (politica) all’altezza del compito, che sia dotata di una spiccata cultura della governance pubblica e non sia condizionata nelle scelte da problemi di clientele e di bassa gestione elettorale. I cittadini, famiglie e imprese, pagano tutto e lo pagano caro per cui la vigilanza è massima: presentarsi impreparati agli appuntamenti o improvvisare discorsi e soluzioni è perciò un rischio che si può pagare caro e amaro, tanto più quando non si è riusciti (o non si è voluto) a colmare ritardi antichi prediligendo una gestione di comodo che è assolutamente improponibile oggi e in un contesto socio-economico di emergenza qual è quello italiano in generale. Quando gli Amministratori commettono errori, questi si ripercuotono direttamente e inevitabilmente sugli Amministrati che hanno tutti i diritti di opporsi e anche di contrapporsi con appropriate argomentazioni alle tesi di chi governa ed ha potere di spesa, oltre che di prelievo forzato e di programmazione e controllo. Si guardi per esempio alle politiche per il personale dell’ente che il vice sindaco Salvatore Cappiello intende rivoluzionare con l’obiettivo di modernizzare la macchina e di renderla più competitiva.

I primi passi compiuti in questa direzione, con l’annuncio di alcuni spostamenti di mansioni, sono stati fatali sia perchè ispirati a una normativa (quella anticorruzione) che non riguarda il personale in questione, sia perchè ha finito col penalizzare ben tre dipendenti che ricoprono anche la funzione di RSU per cui sono stati annunciati e poi sospesi camdi di mansioni in dispregio delle garanzie di cui all’art. 22 dello statuto dei lavoratori (Il trasferimento dall’unità produttiva dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali di cui al precedente articolo 19, dei candidati e dei membri di commissione interna può essere disposto solo previo nulla osta delle associazioni sindacali di appartenenza. Le disposizioni di cui al comma precedente ed ai commi quarto, quinto, sesto e settimo dell’articolo 18 si applicano sino alla fine del terzo mese successivo a quello in cui è stata eletta la commissione interna per i candidati nelle elezioni della commissione stessa e sino alla fine dell’anno successivo a quello in cui è cessato l’incarico per tutti gli altri). Insomma un dietro front imposto all’Assessore da parte dei Sindacati per l’assenza di una preventiva e obbligatoria contrattazione che di fatto ha annullato il provvedimento, ma ha pure allertato il palazzo su un’operazione che, per la verità, dovrebbe essere pensata e attuata all’incontrario se intende essere decisiva: partire cioè dai quadri dirigenziali e quindi procedere a cascata, ma sulla base di un piano che abbia i requisiti oggettivi di rivoluzionare la macchina burocratica per renderla più confacente alle esigenze dell’Amministrazione e della Cittadinanza.

matrimoni a villa fondi

matrimoni a villa fondi

Anche in questo caso si è trattato di un approccio sbagliato che ha prodotto allarme e diffidenze legittime, ma che ha anche evidenziata l’approssimazione con cui vengono affrontati problemi importanti non solo per i risultati che dovrebbero produrre, ma anche perchè investono i diritti delle persone coinvolte che, nella circostanza, sono stati evidentemente lesi. Ci sono altre questioni delicate che riguardano la diversa gestione di Villa Fondi che, ad oltre vent’anni di distanza dalla sua ricostruzione, non è ancora riuscita a essere trasformata in un volàno per l’immagine e per l’economia artisitico-turistica-culturale del Paese. E fa male davvero sentir parlare della Villa da parte di qualche amministratore come di un peso di cui sbarazzarsi piuttsoto che un bene straordinario da tesaurizzare! C’è poi un’altra problematica che tocca le tasche, ma anche i sentimenti, dei pianesi che hanno acquistato, pagando consistenti acconti, loculi cimiteriali che, si è appreso, non potranno essere tutti realizzati a seguito dei rilievi mossi dalla Sovrintendenza ai BB.AA.AA. di Napoli sull’area di progetto.

G. Ruggiero

G. Ruggiero

Qui si parla di oltre 1 milione di euro incassato dal Comune (che ha salvato l’ultimo bilancio della gestione in capo a Geppino Russo nel primo mandato di Ruggiero) per la realizzazione di questi loculi di cui gli aventi diritto non hanno uguale certezza di entrarne in possesso per tutta una serie di ragioni che possono causare anche un contenzioso spaventoso per gli effetti sulle casse municipali! Un altro capitolo su cui si sta elevando l’attenzione è la gestione di Penisola Verde, la società che sovrintende alla raccolta e smaltimento dei rifiuti, i cui costi di gestione sono salatissimi e verso la quale il Comune di Piano di Sorrento sembrerenne aver contratto un debito consistente e non ancora soddisfatto! Anche qui si intensificano le richieste di far luce sui conti e sulle politiche del personale per scongiurare possibili crisi del sistema con gravissime ripercussioni generali. Si sorvoli, per ora, su tutta una serie di operazioni e di interventi, molti dei quali legati a Boxlandia ma non solo, che hanno scandito l’avvio del secondo mandato di Ruggiero per cui sarebbe auspicabile che il primo cittadino rimoduli l’ambizioso programma d’inizio mandato al conseguimento di due, tre obiettivi/progetti che possono almeno intraprendersi senza alcun pregiudizio per gli interessi generali, anzi condividendo con l’opposizione la loro fattibilità pur sempre nel rispetto dei ruoli e delle competenze. Se, come sembra ormai assodato, non si può fare a meno del contributo tecnico della minoranza per dare risposte di governo appropriate rispetto ai temi e ai problemi sul campo, allora non si esiti a dar vita a un esecutivo istituzionale che impegni le migliori energie, professionalità e competenze interne e anche esterne al Civico consesso per rimettere in corsa l’Amministrazione e dare risposte serie, concrete e lungimiranti al Paese!