E Cristian De Sica elegantemente manda solo un video messaggio al Premio…

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premioPIANO DI SORRENTO – E’ calato il sipario sul Premio “Penisola Sorrentina” che per la serata finale ha dovuto rinunciare a Cristian De Sica cui avrebbe assegnato il premio alla carriera. “Conservatemelo per l’anno venturo…“, ha detto De Sica che con un video messaggio proiettato al Delle Rose ha cortesemente ringraziato, evitando però di “mischiarsi” in una kermesse che tante polemiche ha suscitato nonostate i “cordoni difensivi” posti in essere da un sistema politico-istituzionale che sovrintende a questo evento su cui sarà bene non far calare l’attenzione una volta calato il sipario in Teatro. L’attore partenopeo in fondo ha preso le distanze dall’evento come avevamo asupicato nel nostro post di venerdì scorso evidenziando l’uso improprio dell’immagine dell’artista che ne sarebbe stata fatta da parte dell’organizzazione e della politica, comunale e regionale che ha tirato le fila della manifestazione in totale dispregio della coerenza tra la stessa e la spesa di 190mila euro garantita dalla Regione Campania (160 mila) e dal Comune di Piano di Sorrento (30mila) oltre a sponsor privati che hanno concorso a sostenere le spese di un evento che avrebbe dovuto promuovere turisticamente Piano di Sorrento e la Campania.

Se ne sono viste, dette e scritte di tutti i colori, soprattutto da parte di una variegata corte assoldata per portare a termine la mission contro ogni reale interesse pubblico. Precisiamo: l’evento, come tanti altri, aveva ed ha la propria legittimità a svolgersi, ma nel momento in cui impiega così cospicue risorse finanziarie pubbliche ha il dovere di dimostrare concretamente il conseguimento di risultati che oggettivamente non c’erano in premessa nè a conclusione.

Mario Esposito

Mario Esposito

E’ stata contestata la costruzione artificiosa e strumentale del programma funzionale a intercettare risorse pubbliche che l’UE destina a ben altri scopi. Il sistema di potere che sovrintende al Premio, pur dovendo fare i conti con le critiche della rete, è andato avanti per chiudere la partita e passare all’incasso, il solo vero obiettivo dell’iniziativa cui hanno prestato il fianco troppi personaggi che del sistema sono parte integrante e dal quale non possono prendere le distanze se non compromettendo le proprie carriere e i propri interessi! Una cosa è certa: l’impegno profuso da chi si è civilmente opposto alcuni risultati li ha conseguiti e non finiscono col premio. La “battaglia” è stata anche preziosa per far emergere identità ambigue finalmente mostratesi in tutta la loro realtà e ipocrisia e quindi inevitabilmente ridimensionatesi!  Nella foto che pubblichiamo è possibile verificare la “rapida ristampa e affissione” del manifesto del Premio che cancella la presenza di De Sica alla serata conclusiva di sabato 26.

caricatura di Bruno Vespa

caricatura di Bruno Vespa

Una decisione ingiustificabile se non ai “fini documentali” di rendiconto e che, insieme al mancato gemellaggio col Premio “Domenico Rea” a Ischia (dove la carovana del Premio si è spostata per celebrare non si sa bene che cosa), ha sostanzialmente modificato il programma tanto generosamente finanziato dalla Regione Campania. L’ultimo pensiero va a Mario Esposito, vero patròn del Premio di cui è manager e titolare del marchio: non crediamo di sbagliare vedendolo come incarnazione vivente di Bruno Vespa che, a questo punto ha trovato l’erede. Ora si tratta solo si convincere la RAI a contrattualizzare Esposito mandando in pensione Vespa. Almeno tutti i soldi fin qui spesi dalla pubblica amministrazione un risultato l’avranno conseguito e, quel che più conta, il prodotto non cambia!