Villa Fondi, una privatizzazione che non s’ha da fare…

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Design di Massimo Somma

Design di Massimo Somma

Sull’ultimo numero del quindicinale PENISOLA MAGAZINE abbiamo provato a spiegare la novità di questi nuovi movimenti e fermenti collettivi e trasverali di cittadini che si oppongono ad alcune decisioni adottate dalle Amministrazioni comunali che si ritrovano a dover fronteggiare situazioni nuove e difficilmente gestibili per la repentinità comunicativa che si realizza attraverso la rete. I tempi della politica e le sue consuetudini ne risultano alterati col risultato di non riuscire più a governare processi democratici secondo le abitudini e le formule tradizionali. Sono le “voci”, le tante voci che alimentano un tam tam collettivo h24 che impongono un cambio di strategia in chi ha responsabilità di governo della cosa pubblica e che, indipendentemente dai numeri e dal consenso (presunto), ha l’obbligo di prendere sul serio perchè tenuto a dar conto del proprio operato al Paese che invoca trasparenza di scelte e di comportamenti. Vale per Sorrento con il Parcheggio Lauro così come vale per Piano di Sorrento con Villa Fondi dove  le mobilitazioni civiche stanno chiamando a raccolta le energie intellettuali e sociali più vive e più reattive per imporre alle due Amministrazione un dietro front rispetto alle decisioni che hanno assunto o che si accingono ad assumere in merito alla privatizzazione di tali beni pubblici.

Pubblico a un evento a Villa Fondi

Pubblico a un evento a Villa Fondi

Questi Movimenti spontanei chiedono conto alla politica di come gestisce questi beni comuni, siano essi patrimonio immobiliare o risorse finanziarie che, in una stagione di crisi economica, non possono essere “regalati” a chicchessia o sperperati ad uso e consumo di business altrettanto e strettamente privati. Del resto ce lo insegna la storia italiana relativa ai grandi business che i cosiddetti privati sono riusciti e riescono a realizzare col pubblico e attraverso le concessioni pubbliche di beni e di servizi con cui costruiscono le proprie fortune sulla pelle della collettività e attraverso queste stesse fortune alimentano il potere e con esso la capacità di controllo e di condizionamento politico e del governo pubblico. Quindi il primo segnale rivolto alla politica rispetto a queste e ad altre operazioni in cantiere è inequivocabile: trasparenza e valutazione oggettiva delle convenienze affinchè certe privatizzazioni non mascherino grandi business e rendite per chi le consente attraverso la gestione del potere politico-amministrativo. Sottovalutare questo aspetto da parte della politica significa non aver compreso il senso della partita che si sta giocando anche in una realtà apparentemente tranquilla qual è la Penisola Sorrentina dove troppi politici e amministratori stanno costruendo proprie e altrui fortune attraverso il condizionamento delle scelte e la gestione più o meno diretta di importanti affari.

Beni pubblici percepiti come propri dalla comunità che li vive e che li alimenta quotidianamente non possono essere “svenduti” a chicchessia. Ciò non significa un’opposizione pregiudiziale al privato, ma il bisogno diffuso di realizzare questi processi in un contesto di chiarezza sul prima, sull’oggi e soprattutto sul domani, affinchè quelli che vengono spacciati come “presunti vantaggi” non diventino invece dei veri e propri “espropri” ai danni della comunità. Per questo il dibattito che in questi giorni si sta sviluppando su queste “privatizzazioni” dovrebbe seriamente preoccupare Sindaci e Amministratori inducendoli a riflettere con maggiore attenzione su questo nuovo fenomeno sociale, civico. A Piano di Sorrento sulla gestione di Villa Fondi il neonato Comitato “Villa Fondi Bene Comune” in pochi giorni ha passato al setaccio la storia di questo bene e la sua gestione da quando la Villa è stata acquistata dal Comune con i fondi della 219 (all’epoca due miliardi di lire), cioè la legge per la ricostruzione post terremoto fino alla sua ricostruzione (costata 15 miliardi di lire) che è stata scandita da una serie di eventi e di iniziative che hanno scritto la storia artistico-culturale-turistica di Piano di Sorrento che è patrimonio immateriale della sua vasta comunità associativa allargata a tante altre realtà della Costiera, della Campania e di tutt’Italia.

Sindaco G. Ruggiero

Sindaco G. Ruggiero

Una mobilitazione che, di ora in ora, si arricchisce di adesioni, costruisce inattese relazioni e getta nuovi ponti costruendo una rete che imbriglia sempre di più la Villa sottraendola alla disponibilità contingente della politica. Basta soltanto questo dato a far venire meno la condizione di partenza su cui si basa l’operazione, ovvero il riconoscimento del pubblico interesse da parte del Consiglio comunale quale atto propedeutico alla sua privatizzazione. Quale Amministratore può in scienza e coscienza oggi votare in consiglio comunale una proposta del genere dopo quanto sta avvenendo e soprattutto avverrà nei prossimi giorni, almeno fino al 9 settembre 2013 (un’infinità se lo rapportiamo a quello che la rete è in grado di generare su tutti i piani in questo lasso di tempo) quando si svolgerà l’assemblea pubblica indetta dal Comitato per confrontarsi con il Sindaco e con l’intero Consiglio comunale in quella che possiamo definire una “prova generale” del nuovo spirito di partecipazione alla vita pubblica che promana dalla comunità.

In queste ore il Comitato ha spiegato le ragioni del perchè si oppone al progetto:

L’Amministrazione Comunale di Piano di Sorrento ha deciso di affidare la gestione di Villa Fondi ai privati. L’attività che l’Amministrazione Comunale intende perseguire, assegnando la gestione ai privati, avrà l’effetto di sottrarre alla collettività un bene comune, limitando l’uso pubblico e alterando la sua connotazione di luogo destinato a Museo, alla vita sociale e culturale della città. Assegnare la gestione ai privati, dichiarando che Villa Fondi rappresenta un onere economico, insostenibile per le casse comunali, non corrisponde al vero! La privatizzazione, oltre a sottrarre Villa Fondi alla collettività, non costituirà alcun vantaggio economico per il Comune di Piano di Sorrento. L’enorme valore culturale e immobiliare di Villa Fondi verrebbe affidato ai privati a fronte di una misera redditività e senza alcuna garanzia adeguata al bene concesso. Le trasformazioni di destinazione e le opere di adeguamento che si intendono eseguire non sono compatibili con l’interesse storico-artistico dell’immobile. L’Amministrazione Comunale non ha consentito ad altri di poter democraticamente partecipare e concorrere con diverse iniziative e proposte più valide, non speculative e più garantiste dell’uso pubblico. I cittadini devono avere la possibilità di esprimere la propria opinione e il proprio sdegno, adoperandosi affinché tutto ciò non avvenga e invitando l’Amministrazione Comunale ad avvedersi rispetto a questa scellerata idea“.

Salotto Letterario a Villa Fondi

Salotto Letterario a Villa Fondi

Questo il volantino: “DIFENDIAMO VILLA FONDI BENE DI TUTTI

Villa Fondi è stata acquistata dal comune di Piano di Sorrento il 27 novembre 1987 quando, a seguito del sisma del 1980, era ridotta a un rudere. Il comune spese all’epoca 2.000.000.000 di lire.
Successivamente è stata ricostruita con l’ulteriore utilizzo di capitali pubblici e da oltre 20 anni rappresenta un polo culturale, di formazione e di aggregazione per Piano di Sorrento e non solo.
In questi anni:
– Villa Fondi ha ospitato i più grandi nomi della cultura italiana e straniera con una visibilità attraverso tv e giornali, nazionali e internazionali;
– Villa Fondi è stato il luogo dove tutte le associazioni di Piano e non solo, hanno potuto realizzare le proprie manifestazioni e socializzare le proprie attività;
– Villa Fondi è stato il luogo dove scuole e università italiane e straniere si sono incontrate e hanno organizzato eventi didattici;
– Villa Fondi è stato il luogo dove docenti, medici, giornalisti, veterinari, studenti, artigiani, ecc… si sono formati e aggiornati nel corso di seminari e convegni;
– Villa Fondi è stato il luogo dove artisti e artigiani hanno potuto esporre la proprie opere creative;
– Villa Fondi è stato il luogo di incontro e di passeggio per famiglie, anziani, bambini, ragazzi e turisti, che hanno potuto godere del panorama, del verde della macchia mediterranea e della salubrità dell’aria marina.
Fino a oggi tutto questo è sempre stato gratuito e aperto a tutti. Oggi l’Amministrazione Comunale ha in animo di affidare Villa Fondi e l’intero parco a un gruppo di imprenditori privati, con una concessione della durata di 15 anni. La gestione privata, così com’è accaduto nelle passate esperienze, limiterà l’utilizzo di Villa Fondi per i cittadini.
L’Amministrazione Comunale afferma che Villa Fondi rappresenta un onere economico insostenibile per le casse comunali.
E’ opportuno che i cittadini sappiano:
– la gestione pubblica di Villa Fondi è costata nel 2012 al Comune, tra personale (che resterebbe a carico dell’ente anche in caso di gestione privata), utenze e manutenzione, 113.009,18 euro;
– dalla celebrazione dei matrimoni civili sono stati ricavati 58.000,00 euro;
– il disavanzo “insostenibile” è, dunque, di 55.009,18 euro;
– il gruppo di imprenditori privati pagherebbe per la concessione 1.000,00 euro al mese e 300 ogni evento all’aperto nell’orario di apertura;
– la Villa chiuderà al pubblico alle ore 18,00 in inverno e alle ore 21,00 in estate;
– il Comune avrà a disposizione la Villa solo una volta al mese e, considerando che sul territorio cittadino operano oltre 70 tra associazioni e gruppi, se ne deduce che ciascuno potrà beneficiare del luogo pubblico una volta ogni 6 anni, a meno di versare al gruppo di imprenditori privati una cifra tra gli 800,00 e i 3.000,00 euro per poter realizzare una manifestazione;
– il fermento culturale della Città di Piano di Sorrento verrebbe soffocato per fare spazio a un ennesimo ristorante.
Le Associazioni, i Gruppi Culturali e i Cittadini di Piano di Sorrento riconoscono che Villa Fondi ha bisogno di una manutenzione ordinaria e straordinaria e di una gestione efficiente ed efficace, e sono pronti a proporre all’Amministrazione Comunale una soluzione operativa concreta e alternativa alla concessione ai privati; soluzione che salvaguardi il ruolo culturale, sociale, ricreativo, pubblico e il respiro nazionale e internazionale che Villa Fondi ha avuto, ha e deve avere per Piano di Sorrento. Pertanto le stesse associazioni, al fine di convincere l’Amministrazione Comunale a rigettare la proposta di concessione, si sono costituite nel Comitato Civico “Villa Fondi Bene Comune” e invitano l’Amministrazione a un incontro pubblico sul tema “Villa Fondi Bene Comune”, che si terrà presso il Centro Culturale Comunale di Via delle Rose, lunedì 9 settembre p.v. alle ore 19,30“.