Rosario Fiorentino: tre domande all’avv. Nino Cuomo sulla mostra di Dalì a Sorrento

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di Rosario Fiorentino*

Fiorentino Rosario2Leggo con piacere le dichiarazioni rese dall’avv. Antonino Cuomo su Agora del 7 settembre 2013 circa la mostra di Dalì e non posso non essere d’accordo sulle sue affermazioni in merito ai bronzi. In realtà l’artista ( lo scultore ) deve realizzare un originale ( ciò avviene per lo più in “cera” o “terracotta”, piuttosto che in “gesso” come sostiene Cuomo ) dal quale eseguirà poi il bronzo. E l’artista su questo bronzo apporterà delle modifiche realizzate a mano da lui. E gli esemplari per essere di valore artistico debbono essere in numero assolutamente non superiore a 12 unità. Detto questo e concordando su ciò con le dichiarazioni dell’avvocato  Antonino Cuomo gli rivolgo le seguenti domande:
1) Vorrei sapere dove sono le sculture originali eseguite da Dalì ?
2) Come è possibile , sulla base di quanto anche sostenuto dall’avv. Antonino Cuomo, che dopo la morte dell’artista si possano poi ancora eseguire degli altri esemplari ?
3) In ultimo vorrei chiedergli quale valore artistico ha una scultura realizzata in più di 1000 esemplari (350 più prove di artista in 3 diversi colori ) ed inoltre riprodotta in diverse misure ?
Anche per quanto riguarda le incisioni mi piacerebbe che potesse aver luogo un dibattito pubblico con esperti in modo da chiarire ogni dubbio. Da quanto letto sulla stampa internazionale  purtroppo si ha più di un dubbio, per esempio, che una scultura in mostra a Sorrento non sia  stata mai realizzata da Dalì (non esiste alcun “gesso”, come dice l’avvocato Antonino Cuomo, io direi non esiste alcun modello originale in cera o terracotta realizzata da Dalì ) bensì la scultura sarebbe stata realizzata da altri (presumo autorizzati), da un dipinto di Dalì .
Consigliere comunale Sorrento