La denuncia: quanto accanimento nei controlli in mare…Ma l’inquinamento chi lo vede?

Stampa
Una riflessione a voce alta postata su FB

di Francesco Saverio Ciampa

F.S. Ciampa (IdV)

F.S. Ciampa (IdV)

Recandomi a fare un giro in barca con degli amici, ho potuto verificare che, ultimamente, le forze dell’ordine stanno utilizzando le loro, già scarse, risorse per controllare ed eventualmente multare pescatori dilettanti per la pesca, comunque vietata, di prede sottomisura (alletterati che infestano i nostri mari in forma invasiva) o per l’utilizzo di fonti luminose, non il “siluro”, ma qualsiasi lampadina dentro o fuori dalla barca, per la pesca dei totani (tradizione secolare della penisola sorrentina). Come mai tanto accanimento? Non sarebbe meglio controllare quella bella condotta che a punta “Scutolo-Gradelle” ogni giorno scarica in mare buona parte dei liquami fognari della Penisola Sorrentina senza alcun depuratore? Neanche più in Africa vengono concepiti e costruiti nuovi paesi senza predisporne la depurazione delle acque nere! Perché nessuno si occupa di questo problema? Vale più la vita di un alletterato o la nostra? Queste vicende mi fanno pensare a quando, qualche anno fa, recandomi nelle campagne della provincia di Caserta per andare a caccia di qualche beccaccino, venivo sempre controllato scrupolosamente dai vari e severi controlli delle forze dell’ordine e dei guardiacaccia delle associazioni ambientaliste, mentre migliaia di T.I.R. continuavano a scaricare indisturbati i loro carichi “Avvelenati” nelle campagne adiacenti senza che nessuno dicesse niente.