Da Sant’Agnello nuovi dispositivi per la viabilità…Si tratta però di affrontare temi cruciali!

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Se il nuovo dispositivo di traffico tra Piano e Sant’Agnello funzionerà o  meno lo si dovrà al neo assessore al corso pubblico di Sant’Agnello, Antonino Castellano, che ha varato la rivoluzione della circolazione automobilistica coinvolgendo i Comuni di Sant’Agnello e Piano di Sorrento che sul versante a mare e quello parallelo all’arteria principale di Corso Italia gestiscono in condominio la mobilità urbana.
Intercettato a colloquio con alcuni Vigili Urbani di Piano di Sorrento, Castellano sta cercando di superare le difficoltà connesse alle dirette ripercussioni che il nuovo dispositivo produce su Piano di Sorrento dove, al di là di un formale “nulla osta” all’operazione da parte del comandante dei VV.UU. Marco Porreca, sono state evidentemente sottovalutati gli effetti negativi che ne derivano sull’area di Via Mercato e Piazza della Repubblica.

Basterà attendere la riapertura delle scuole ai primi di settembre per rendersi conto dei problemi connessi alla viabilità di Via Ciampa dove opera la scuola dell’infanzia proprio a ridosso dell’incrocio con Via Iommella Grande.

Se si considera che, più o meno nello stesso periodo, proprio a Piazza Mercato si insedia per 15 giorni la carovana dei giostrai per la tradizionale festa patronale, allora il rischio di un “collasso viabilità” con effetti a catena su Corso Italia e di riflesso sull’intera Penisola Sorrentina sarà inevitabile e pesantissimo.  E’ pur vero che l’intento che ha ispirato la modifica della viabilità è quello di ridurre la pericolosità lungo il tratto di strada che dalla Ripa di Cassano, a Piano di Sorrento, conduce a Sant’Agnello in direzione Sorrento verso Iommella Grande e Via Zancani (a dicembre scorso un’auto investì e uccise una signora di Piano di Sorrento che vi transitava con il carrozzino), ma è altrettanto vero che la soluzione escogitata non è oggettivamente adeguata al contesto urbano di riferimento.

Sarebbe perciò auspicabile che, al di là delle volontà politiche, la questione venisse esaminata sul piano tecnico della mobilità e del servizio di vigilanza urbana anche perché sul problema viabilità e circolazione, con annesse tematiche della sosta e delle contravvenzioni, occorre sviluppare un ragionamento più complesso e che tenga conto di molteplici fattori che rendono sempre più “esasperante e a rischio” la mobilità sul territorio. Questo tema, come lo dimostrano i fatti e anche vicende di carattere politico-amministrativo più o meno recenti, è uno di quelli che non può essere affrontato con la sola buona volontà e la fantasia dell’amministratore di turno e per dare frutti concreti necessita di essere esaminato da una pluralità di soggetti che, a diverso titolo, hanno responsabilità dirette e indirette nella gestione del settore.

L’approccio, quindi, è innanzitutto di tipo tecnico e richiede una lettura minuziosa del territorio e l’individuazione, ancor prima che delle alternative agli attuali dispositivi, delle soluzioni adeguate a risolvere i problemi comunque connessi a qualsiasi modifica alla circolazione automobilistica pubblica e soprattutto privata. Eppure nei Comuni peninsulari c’è una politica che di mestiere è anche tecnica del settore.
Ben due comandanti di VV.UU., a Massalubrense e a Sorrento, ricoprono cariche assessoriali rispettivamente nei Comuni di Piano di Sorrento e di Massalubrense, circostanza che, al di là dei possibili conflitti d’interesse che ne possono scaturire, dovrebbe tradursi in un supporto valido alle Amministrazioni per un approccio qualificato a un problema così spinoso. Il problema della mobilità urbana e interurbana infatti non pone soltanto questioni di ordine pratico che interessano tutte le specie di automobilisti, ma va analizzato su diversi piani.

A cominciare dalla sicurezza per il pessimo stato manutentivo in cui versa la stragrande maggioranza delle strade peninsulari sottoposte a straordinari stress da traffico pesante che produce effetti marcati sul fondo stradale. Un tema che è anche all’origine di un diffuso contenzioso che grava pesantemente sugli stessi bilanci comunali che pagano fior di quattrini per legali e per risarcimento danni. Sugli altri spicca il problema delle conseguenze che il traffico produce sulla qualità della vita nel suo complesso e specificamente su quello della salute dei cittadini, tema sul quale finora nessun amministratore comunale ha inteso seriamente cimentarsi nonostante esistano dati ufficiali molto preoccupanti sull’inquinamento atmosferico, tali da richiedersi provvedimenti straordinari da adottarsi soprattutto da Meta a Sorrento.

L’incidenza di malattie tumorali direttamente connesse all’inquinamento dell’aria che respiriamo è ampiamente documentata da rapporti che, appena qualche settimana fa, hanno avuto gli onori della ribalta nazionale per l’autorevolezza delle fonti di ricerca che continuano, purtroppo inascoltate, a denunciare la diretta e stretta relazione tra tumori e inquinamento ambientale.

Si tratta di un’emergenza socio-sanitaria cronica con la quale le Amministrazioni peninsulari hanno il dovere di confrontarsi non foss’altro che ci sono ben tre Sindaci (Massa Lubrense, Sant’Agnello e Meta) che di professione sono medici oltre a una nutrita schiera di assessori e consiglieri comunali che lavorano nella sanità. Come non si rendano conto dell’urgenza di affrontare questo tema nell’ambito di una più generale azione da porre in essere per la salvaguardia ambientale di quest’area resta un mistero.
Anche perché preoccupandosi e occupandosi di qualità della vita, di salute e benessere del territorio a beneficiarne sarebbero innanzitutto i cittadini e il comparto turistico che rappresenta pur sempre l’attività economica prevalente della Costiera.

E’ chiaro che ciò comporta il doversi confrontare con le “fonti inquinanti“, spesso molto prossime alla stessa politica o che ne condividono interessi trasversali, ma c’è anche un’imprenditoria turistica d’eccellenza che consapevolmente concorre a elevare il livello di contaminazione del territorio e del mare, quest’ultimo vittima di scarichi in gran parte abusivi sui quali non tutti gli occhi che dovrebbero sono sempre aperti! Infine ci sono i problemi più direttamente connessi alla vigilanza sulla viabilità, tema altrettanto spinoso perché sono sempre più pochi i Vigili Urbani che svolgono servizio in strada, soprattutto in alcuni Comuni.

C’è da fare i conti con un’indisciplina automobilistica che, adeguatamente sanzionata, potrebbe alimentare le casse municipali e nello stesso tempo educare i conduttori di auto, moto, bus, camion, articolati etc… che sono sempre più irrispettosi della segnaletica stradale esponendo di fatto altri conducenti di mezzi oltre, ovviamente i pedoni, a seri rischi per la propria incolumità. Invece l’attività repressiva prevalente è diretta a contravvenzionare le soste, attività in gran parte esternalizzata a società specializzate che sanzionano anche tagliandi di sosta scaduti da pochi minuti.
Piuttosto i Vigili Urbani potrebbero intercettare coloro, e sono tanti, che non rispettano gli stop, che sostano sui marciapiedi o sugli accessi riservati ai disabili, che passano col rosso là dove ci sono semafori o sorpassano lungo Corso Italia infischiandosene dei passaggi pedonali e delle stesse strisce bianche, segnaletica quest’ultima sempre più pericolosa per chi attraversa con scarsa attenzione. Del resto basta osservare quel che avviene in ogni ora del giorno e della notte per sapere dove intervenire per colpire i trasgressori in modo concreto.

E non parliamo dei controlli sui gas di scarico con attrezzature che molti Comuni hanno in dotazione e che non hanno mai utilizzato. Insomma per chi vuole affrontare e cercare di risolvere i problemi seri e quotidiani  di un territorio andando oltre l’improvvisazione e il contingente c’è tanto da fare e da investire, non solo in risorse finanziarie, ma anche in professionalità. Tante di queste risorse vanno a finanziarie invece i soliti carrozzoni ben sponsorizzati che, in tutta la Costiera, ma non solo, non producono ricadute positive se non sugli organizzatori stessi che sono i beneficiari anche di cospicue risorse pubbliche, direttamente da parte dei Comuni o indirettamente da Provincia e Regione fino alla stessa Comunità Europea.

Per questa ragione i problemi non trovano mai una soluzioni ottimale e definitiva e per questa ragione crescono lo scoramento dei più e la sfiducia di quanti nella politica non riescono più a intravedere l’arte del governo per il bene comune, ma lo strumento privilegiato di pochi per fare i propri, porci comodi spacciandoli per cura degli interessi generali. (2 – fine)