A proposito degli “interessi” connessi ai Piani di Insediamenti Produttivi a Piano di Sorrento

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Gentile Direttore,

Ing. Antonio Elefante

leggo con molto interesse gli ultimi articoli pubblicati in relazione alla vicenda dei Piani di Insediamenti Produttivo (PIP) a Piano di Sorrento in Via Cavone. Leggo di preoccupazioni espresse dagli autorevoli commentatori circa la sorte di un aranceto che verrebbe ad essere sacrificato per far posto ai PIP, circa la sorte del commercio a Piano di Sorrento che ne avrebbe ripercussioni funeste a seguito della realizzazione dei PIP, scelta definita “scellerata” dagli stessi autorevoli commentatori e destinata ad essere la tomba definitiva del commercio a Piano di Sorrento oltre che foriera di realizzazioni di un mega centro commerciale capace di distruggere l’economia locale.
Leggo di commentatori che si chiedono addirittura come si possa essere arrivati a questa scelta scellerata ed altri che, di rimando sulle condivisioni via Facebook, ringraziano (tra qualche punteggiatura….. di troppo) chi ha promosso tali denunce. Leggo tutto ciò e mi assale nell’immediato una profonda ed angosciante preoccupazione per le sorti del commercio di Piano e degli aranceti, ma poi vado indietro nel tempo per cercare di capire l’origine di tutto ciò.

E mi accorgo che uno di questi commentatori, nel caso di specie l’ing. Antonio Elefante che – oggi – assurge a paladino contro la distruzione del verde ha però redatto, circa dieci anni fa, quando era a capo dell’Ufficio Tecnico, le norme di attuazione del PRG che prevedeva proprio la realizzazione dei PIP in quella specifica area.

Per di più, nel redigere le norme di attuazione – approvate dal Consiglio comunale e dichiarate conformi al P.U.T. dalla Regione Campania – egli addirittura previde espressamente la delocalizzazione del mercato ortofrutticolo in quell’area!!!!
Nel leggere questi articoli si evince proprio che tale proposta – presentata da privati e da sottoporre al vaglio della Pubblica Amministrazione – è perfettamente coincidente con quanto progettato dall’Ufficio tecnico comunale, diretto all’epoca dall’ing. Elefante!!!!! Tutto ciò sembra oltremodo strano.

A ciò si aggiunga che gli interventi edilizi progettati e realizzati negli ultimi anni dall’ing. Elefante, a cui va riconosciuta competenza e ampia visione delle norme urbanistiche, sono sempre stati assolutamente privi di una particolare salvaguardia del verde (si pensi ai parcheggi pertinenziali interrati realizzati sotto agrumeti esistenti evidentemente poco meritevoli di conservazione) o alla ricostruzione delle villette di via S. Andrea (per le quali peraltro sono in corso accertamenti dell’A.G. per la verifica di eventuali abusi di ufficio).

Ma – come è giusto che sia – interventi di trasformazione urbana.
Meraviglia quindi tanta attenzione rivolta adesso dall’ing. Elefante agli aranceti della penisola, che l’intervento dei PIP ( da lui stesso previsto in sede di redazione del PRG) andrebbe a distruggere. A questo punto sorge spontaneo porsi una domanda.
Non è che forse la proposta dei PIP, così come formulata dai privati, contrasta con il progetto di ristrutturazione di Piazza Mercato che l’ing. Elefante ha “regalato” all’Amministrazione Comunale, determinando una sorta di “conflitto di interessi“?

Questo progetto, tra l’altro, non prevede affatto la delocalizzazione del Mercato (in contrasto con la sua stessa previsione urbanistica ) ma la costruzione di una mega struttura interrata con tanto di centro agroalimentare piazzato in pieno centro del paese (e tale – questa – da non destare preoccupazioni circa la sorte del commercio di Piano di Sorrento).
Non è forse legittimo chiedersi se la sua denuncia contro la “distruzione” dell’aranceto di Via Cavone e la “rovina” del commercio a Piano non sia dettata dalla preoccupazione che tutto ciò possa mettere in discussione il SUO progetto di Piazza Mercato? Se così fosse ben si spiegherebbe il suo interesse!!!

Ma noi riteniamo che tutto ciò non possa essere verosimile, pensiamo che l’ing. Elefante sia persona competente e che conosca a menadito le regole e procedure urbanistiche e ben consapevole del suo ruolo di operatore economico e quindi rivolto all’interesse della collettività carottese più che al suo interesse personale.

Anna Iaccarino

Meravigliano inoltre le perplessità espresse dal consigliere di minoranza Anna Iaccarino, che nel luglio scorso scriveva circa un disastroso impatto dei PIP sul tessuto commerciale di Piano di Sorrento, ipotizzando la creazione di centri commerciali o addirittura l’arrivo dei Cinesi nel territorio sorrentino!!!!!

Di certo il consigliere di minoranza conosce sicuramente a menadito la previsione della pianificazione urbanistica del Comune di Piano di Sorrento e sa benissimo che il PRG in vigore prevede la realizzazione dei PIP già da dieci anni nella specifica area.
E di certo il consigliere di minoranza Anna Iaccarino e sa benissimo che un centro commerciale (così come lo si intende comunemente) non è assolutamente realizzabile in penisola sorrentina. Solo uno sprovveduto (o una persona in mala fede) ed una persona con scarsa conoscenza delle problematiche del settore commerciale potrebbe immaginare che si possa realizzare un centro commerciale in penisola sorrentina, dove UNA sola strada di accesso, spesso interrotta, sarebbe di grosso ostacolo alla sopravvivenza economica di una tale struttura.

Non a caso i centri commerciali si fanno solo vicino a grossi agglomerati umani (e per fortuna non è questo il nostro caso) e vicino a strade di grossa comunicazione (e, ahimè, non è questo il nostro caso). Ma il vero problema è un altro.
Stiamo a discutere di un aranceto (che nemmeno esiste più) o di una scelta scellerata (peraltro conforme al P.U.T. e proposta proprio da chi oggi la contesta) o di una paura della morte del commercio a Piano e dimentichiamo una cosa fondamentale, che un amministratore che sia di maggioranza o di opposizione dovrebbe ben conoscere, oggi.

Dimentichiamo cioè che il tessuto produttivo e commerciale nella penisola sorrentina è composto da piccole e piccolissima aziende, spesso a conduzione familiare e che è spesso costretto a lavorare in condizioni pessime. Spesso in costruzioni semiabusive, sottoposti alla continua spada di damocle della legittimità urbanistica dei locali in cui lavora, creando fastidi alle abitazioni vicine e con gravi problemi di accessibilità.
A chi non è capitato di servirsi di un falegname, o di un gommista o di un carrozziere o di un meccanico costretto ad arrangiarsi in spazi angusti e poco vivibili che sopravvive in quelle condizioni, senza prospettive di miglioramento?

Non occorre certo dilungarsi sulla attuale congiuntura economica che soffoca sempre di più tutto il settore artigiano e commerciale in penisola sorrentina.
Un’opera di questo tipo servirebbe solo a ridare fiato e vigore a tutta l’economia sorrentina oltre che carottese, riportando Piano di Sorrento al centro delle attività economiche, e produttive della penisola, forte di una sua storica vocazione in tal senso.

Ma per far ciò occorre saper vedere oltre i proprio interessi e lontano nel tempo, e questo è il compito di un’amministratore o di un qualsiasi altra persona, eletta dal popolo per guidare ed indirizzare lo sviluppo economico e sociale del paese che rappresenta. Nobile arte che però spesso cade nelle beghe personali o negli spiccioli interessi di portafoglio.
Grazie

S.D.E.