Parola di Sindaco, De Magistris: basta con i Comuni bancomat!

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di Luigi de Magistris*

Vogliamo essere autonomi, basta con i Comuni bancomat. Ci siamo stancati delle imposte calate dall’alto, imposte che lo Stato decide di far mettere formalmente ai Comuni e che poi si riprende. Sono per l’autonomia finanziaria dei Comuni. Questa è una posizione di molti altri sindaci. L’unica vera riforma degli ultimi vent’anni è proprio quella dell’elezione diretta dei sindaci. Dobbiamo e vogliamo prenderci le nostre responsabilità, cosa che a Napoli stiamo facendo. Fa voltare lo stomaco aprire il giornale e leggere che i Comuni alzano le imposte. E’ lo Stato centrale che le mette e poi incassa. In giunta abbiamo approvato il bilancio di previsione, che ora andrà in Consiglio, e che è un bilancio politico che permetterà al Comune, se saranno rispettati i tempi dei pagamenti previsti dai decreti 35 e 174, di ritornare in avanzo di amministrazione già nel 2014.

Conseguenza, dunque, potrebbe essere l’uscita anticipata dal predissesto già dal 2016, quindi con sei anni di anticipo. Abbiamo fatto trasparenza nel bilancio dell’ente, dove c’erano valori non più in linea con la realtà delle cose che andavano a influenzare la programmazione.

Si fanno interventi strutturali sulle partecipate e sulle priorità: edilizia scolastica, manutenzione strade, trasporto pubblico, fasce deboli, giovani e ambiente. Il piano di riequilibrio, a cui abbiamo aderito, frutto di una nostra battaglia per salvare il Comune dal dissesto ereditato dalle vecchie amministrazioni, ci impone purtroppo la leva fiscale al massimo, ma abbiamo aumentato le esenzioni per quanto riguarda la parte comunale.

Per l’Irpef comunale, la fascia di esenzione totale è per i redditi fino a 18mila euro; per l’Imu è prevista un’aliquota ridotta all’8 per mille per gli immobili fittati a canone agevolato e al 6,6 per mille per le giovani coppie; per la Tares sono previste riduzioni e agevolazioni per le famiglie che faranno compostaggio domestico, oltre a riduzioni forfettarie della superficie di attività economiche, riduzioni ad associazioni che gestiscono beni confiscati alla camorra e che svolgono attività di protezione civile, agevolazioni per le categorie più deboli ed economicamente disagiate.

Siamo riusciti a mantenere i servizi a domanda individuale rivolti al sociale a tariffa invariata (asili nido, refezione scolastica, impianti sportivi) nonostante gli obblighi imposti dallo Stato. Siamo soddisfatti, soprattutto pensando al punto di partenza: appena insediati avevamo un ente con un miliardo e mezzo di debito e 800 milioni di disavanzo. Il dissesto di fatto. Oggi la città di Napoli, dopo una battaglia politica nazionale da noi portata avanti, può guardare con maggiore fiducia al domani.

*Sindaco di Napoli