A Roma la manifestazione del PDL contro i Giudici

Stampa

La manifestazione romana dei vari eserciti di Silvio Berlusconi alla fine è stata l’occasione per il leone ferito dalla sentenza della Cassazione per “vomitare urbi et orbi” le sue accuse alla Magistratura (dipendenti statali che hanno preso il posto con un compitino…) e inneggiare alla guerra santa contro la Giustizia tra gli osanna di qualche migliaio di invasati che hanno sfidato la calura agostana per assicurargli una platea fisica oltre a quella mediatica. Sostegno al Governo-Letta, ha detto Berlusconi, ma solo fino a quando non sarà chiaro il suo destino politico-giudiziario, se cioè sarà riabilitato e rimesso in condizione di attuare i suoi propositi, magari col rinforzo di un consenso elettorale che può trasformare il Paese davvero in una Repubblica delle banane…

L’epilogo della parabola berlusconiana è davvero triste e lo è ancor di più per le facce (e le parole) della sua corte di nani e ballerine, di prostitute e delinquenti di ogni specie (molti dei quali finiti in Parlamento e in qualche caso al Governo del Paese). Le immagini dell’On. Santanchè sono esaustive di ogni altro discorso e incarnano il senso di questo ventennio berlusconiano.

Ieri dal palco il Leader ha rinnegato la storia politico-giudiziaria italiana degli ultimi 20 anni. Ha rinnegato tangentopoli tessendo l’osanna dei ladroni di Stato grazie ai quali gli è riuscita l’impresa di scendere in politica creando Forza Italia e intercettando il disgusto degli Italiani contro la politica ladrona. Eravamo però nel 1992-93 e non c’era stata la contaminazione culturale frutto del sistema mediatico che poi ha trasformato gli Italiani.

Possibile che ce ne siano ancora  tanti di ottusi a dargli credito a questa gente dopo tutto quanto è successo e sta succedendo in un Paese distrutto nella propria identità storica e culturale, ancor prima che politica e socio-economica?

Comizio Berlusconi