Inquinamento marino e depurazione, l’UE risponde a Legambiente

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LegambienteLa Commissione Europea ha risposto con una nota del Commissario all’Ambiente alla Lettera aperta della Legambiente Campania sulle preoccupazione per l’uso scoordinato delle risorse europee rispetto alla depurazione e al ciclo integrato delle acque da parte della Giunta regionale della Campania. Il documento contiene elementi che dovrebbero essere attentamente valutati dalle forze politiche, dalle Istituzioni, dalle forze sociali ed è disponibile sul sito della Legambiente Campania.
Nella risposta si sottolineano due aspetti:
1. la Campania è attentamente monitorata rispetto alla condanna subita dall’Italia per l’assenza in diverse realtà di reti fognarie e depuratori;
2.la Giunta regionale ha assunto l’impegno formale di procedere alla riforma degli ATO e del ciclo integrato delle acque senza la  quale la Commissione Europea condivide le preoccupazioni di Legambiente sulla impossibilità di costruire un modello efficiente di gestione.

Si rischiano in definitiva di avere due effetti se non c’è una svolta seriae un reale impegno legislativo:
1. l’irrogazione di una multa salata all’Italia per i ritardi nelle opere per reti e depuratori
2. il blocco dei fondi da parte della commissione in assenza di un provvedimento di riforma del ciclo integrato delle acque.
E’ utile ricordare che la Giunta regionale ha annunciato un provvedimento di proposta legislativa a fine giugno che non è stato ancora reso noto per evidenti contasti nella maggioranza e incapacità decisionale. “L’Europa lancia un monito serio alla Campania reso noto grazie all’efficace azione di Legambiente Campania – ha dichiarato Paolo Persico della Rete Faro del Sarno – Continueremo a incalzare la Regione Campania e Arcadis affinchè si portino a termine opere o si sblocchino cantieri fondamentali a partire dal nuovo depuratore di Punta Gradelle e dalla gare per l’adeguamento del depuratore di Napoli est misteriosamente fermi. Ma settembre deve essere il mese nel quale si incardini una seria riforma del ciclo integrato delle acque al fine di superare sprechi, inefficienze e distorsioni nella gestione dei depuratori e delle reti fognarie. La giunta pubblichi subito il disegno di legge e il consiglio decida in tempi stretti ascoltando il parere deglle autonomie locali, delle associazioni e delle forze sociali rispetto ad una questione vitale per il futuro della campania. Un analogo problema di riforma delle gestioni e di previsione di una corretta manutenzione delle opere si ha per i grandi progetti che riguardano il rischio idrogeologico e l’erosione delle coste“.