Ospedale Capilupi a Capri, uno scandalo insopportabile che invoca giustizia!

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Le indagini della Magistratura che hanno portato alla luce lo scandalo dell’Ospedale Capilupi di Capri con l’incriminazione di Afredo Irollo, direttore sanitario, insieme ad altre decine di indagati a vario titolo e per vari reati, disegnano lo spaccato di un’italianità abitualmente e disinvoltamente dedita a delinquere, tanto più forte di posizioni di comando cui è assurta grazie a connivenze politiche per le quali è naturale far fare soltanto i propri, porci comodi purchè, al momento opportuno, il “favorito risponda“.  I complici vanno ricercati, prima ancora che in quelli che concorrono a consumare i vari reati, proprio nella politica che ha reso possibile queste carriere dorate e incarichi di alta responsabilità. Una politica che ha volti, nomi e cognomi, complicità trasversali, collusioni che si materializzano quotidianamente grazie all’esercizio di un potere che diventa abuso e sopruso sfrontati, addirittura neanche più percepiti come reati da parte dei diretti interessati. Che perciò diventano ancora e sempre più pericolosi!…

Gli inquirenti che hanno intercettato Irollo e gli altri imputati sicuramente hanno potuto ricostruire l’articolata rete di rapporti e di amicizie fatta di altri camici bianchi, di politici e amministratori pubblici a diversi livelli, di funzionari sanitari che, nei posti giusti, muovono le fila di un sistema in grado di creare corsie preferenziali e barriere insormontabili per chi ne è estraneo!

Nessuno o quasi che eserciti la funzione del controllo, della vigilanza e della denuncia, nonostante certe cose avvengano sotto gli occhi di tutti! Nessuno che si rivolga al proprio superiore o all’Autorità come dovere morale e civico impone, oltre che deontologia professionale.

La varietà, oltre che gravità, dei reati contestati a Irollo è semplicemente sconcertante! In attesa che la giustizia penale faccia il proprio corso compete all’Autorità amministrativa dell’Asl adottare ogni dovuto provvedimento cautelativo e avviare nello stesso tempo una verifica a tappeto su troppe anomalie del sistema sanità, tanto per restare in tema.

A cominciare dai troppi camici bianchi che rivestono ruoli politici e che inevitabilmente interferiscono con le regole! Tanto per farsene un’idea basterebbe che gli inquirentii interrogassero tutti i sanitari delusi dal sistema, quelli che non riescono a fare carriera o a ottenere agevolazioni e privilegi che ad altri invece sono consentiti. Sanitari che purtroppo raramente denunciano, preferendo non interferire col sistema anche per non patirne ritorsioni!

Abbiamo visto, per esempio, le gravissime responsabilità a carico dell’ex manager Gennaro D’Auria alla cui gestione del sistema sanitario vanno ascritte molte e gravi responsabilità. In questo Paese prossimo al collasso socio-economico non possiamo permetterci altri indugi e altre assoluzioni se vogliamo sperare di sopravvivere!

Ma questa volta la lotta è tra quelli che delinquono e quelli che non delinquono che devono far valere le proprie ragioni e diritti lesi. Ci sono situazioni che abbiamo sotto gli occhi e che devono essere denunciate, ma sapendo di trovare nell’Autorità Giudiziaria un alleato, non già un ostacolo all’accertamento della verità perchè troppo spesso chi denuncia non ha tutele nè garanzie e finisce col ritrovarsi in un vero e proprio tritacarne politico-giudiziario che risponde al sistema, non già alla legge!