CGIL, CISL e UIL accusano gli Enti Locali sui ritardi dei Piani Sociali di Zona

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NAPOLI – Quale welfare per i cittadini Campani? E’ con questo quesito che si apre il comunicato congiunto di Cgil, Cisl, Uil Napoli che “esprimono forte preoccupazione per il futuro delle politiche sociali in Campania visto il notevole ritardo dell’adempimento, da parte di molti Comuni, di quanto disposto dalla Giunta regionale con deliberazione n. 320 del 03 luglio 2012”. I sindacati accusano le Istituzioni locali di “gravi inadempienze” e rilanciano uno sforzo unitario per proseguire, laddove tali servizi sono già stati erogati, nella continuazione degli stessi: “Già dal 01 gennaio 2013, molti ambiti avevano l’obbligo di scegliere o confermare il Capofila, individuare il coordinatore di Piano ed emanare i regolamenti necessari al funzionamento dei nuovi ambiti sociali.

Nel maggio 2013, con apposita comunicazione, i sindacati unitari hanno richiesto a tutti i Sindaci un incontro al fine di dare inizio ad una nuova stagione di concertazione sociale. Ad oggi alcun riscontro è stato dato.

La nostra preoccupazione aumenta visto che anche l’unico Ambito della provincia di Napoli, spesso portato come esempio di solerzia e di buone prassi e che già aveva effettuato conferenze di servizi e primi incontri istituzionali, ha annullato l’incontro sulla concertazione del Piano Sociale di zona per il triennio 2013/2015 a causa della mancata stipula della convenzione che dava inizio alla costituzione dell’Ambito 33 (Sorrento capofila) e che ha portato alle dimissioni del Coordinatore di Piano.

La mancata costituzione degli Ambiti rende impossibile la presentazione del Piano di zona che prevede servizi sociali e sociosanitari da erogare ai cittadini, specie quelli più disagiati. In più, se gli Ambiti non si costituiscono, c’è il rischio di perdere i fondi del Piano d’azione e coesione che il Ministero dell’Interno ha destinato agli Ambiti per implementare i servizi sociosanitari ad anziani e minori.

Richiamiamo tutti i Sindaci al senso di responsabilità che il ruolo di primo cittadino, attento e difensore dei diritti dei più deboli, impone loro. Auspichiamo che tutti i Comuni trasferiscano al FUA (Fondo Unico di Ambito) le quote previste dalla L.R. 11/07 per le politiche sociali, in modo da consentire la continuità dell’erogazione dei servizi ed il pagamento del dovuto alle cooperative che prestano tali servizi sul nostro territorio. Cgil, Cisl, Uil Napoli vigileranno attentamente”.