Sant’Agnello: grana giudiziaria per l’Assessore Giuseppe Gargiulo

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SANT’AGNELLO – Prima grana giudiziaria per l’Amministrazione-Sagristani per una vicenda che coinvolge l’Assessore Giuseppe Gargiulo e il Comando dei VV.UU. diretto da Aniello Gargiulo. Un caso che si è provvisoriamente concluso con la condanna a una sanzione di 22.500,00 Euro a carico dell’Assessore, cui però l’interessato ha opposto ricorso che seguirà il tradizionale iter giudiziario. Ricostruiamo la vicenda con l’aiuto dell’Assessore e del suo legale, l’avv. Paola Astarita. I fatti risalgono al 2012 e se non sono diventati di pubblico dominio ciò è dovuto alla circostanza che trattasi di un iter accelerato (il decreto penale) e al commissariamento del Comune che, ovviamente, ha fatto scemare l’attenzione sui protagonisti delle vicende politiche santanellesi.

In occasione di una manifestazione scolastica svoltasi presso il plesso di Via Francesco Ciampa, alcuni genitori degli allievi convenuti per assistere all’evento parcheggiavano le auto lungo la carreggiata e sui marciapiedi determinando intralcio alla viabilità, circostanza che induceva i VV.UU. a elevare contravvezioni determinadosi un clima di tensione e registrandosi l’intervento del Comdandante Gargiulo.

L’Assessore, evidentemente chiamato in causa, interveniva contestando l’operato del Comandante dei Vigili perchè “…si procedeva a elevare le contravvenzioni anche fotografando le auto in divieto onde poter registrare le multe“. Ne scaturica una vivace discussione tra l’Assessore e il Comandante e quest’ultimo ritenendosi leso nei suoi doveri d’ufficio a causa dell’intervento di Gargiulo sporgeva denuncia all’Autorità giudiziaria nei suoi riguardi.

Il caso sembrava non avere strascichi, mentre il PM investito dell’indagine ha seguito il rito alternativo diretto ad agevolare il corso della giustizia in determinate circostanze. Il tutto sfocia perciò in un decreto penale a carico dell’Assessore Gargiulo emesso dal Gip Antonio Fiorentino della Sezione distaccata del Tribunale di Sorrento. Praticamente in sostituzione della pena prevista per il caso, cioè una condanna a 3 mesi di detenzione, è stata comminata a carico di Gargiulo una sanzione pecunaria di 22.500,00 Euro (che scaturisce dalla moltiplicazione dell’unità di valore quotidiana aggiornata a € 250,00 per i 90 gg della condanna).

Decaduti gli altri capi di imputazione, la condanna ha avuto luogo per il reato 336 c.p. (Violazione o Minaccia a un pubblico ufficiale. Chiunque usa violenza a un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, o ad omettere un atto dell’ufficio o del servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. La pena è della reclusione fino a tre anni, se il fatto è commesso per costringere alcuna delle persone anzidette a compiere un atto del proprio ufficio o servizio, o per influire, comunque, su di essa) e risale al 3 ottobre 2012.

Ad essa l’assessore Gargiulo ha opposto ricorso il 22 aprile 2013. “Non ho avuto alcuna informativa dell’iter giudiziario intrapreso – spiega l’Assessore –  per cui mi ha sorpreso apprendere dell’avvenuta condanna. Poichè mi sento assolutamente estraneo ai fatti contestati ed essendo certo di poterlo dimostrare, ho presentato ricorso col mio legale sicuro che tutto si chiarirà“.

Il ricorso da parte dell’Assessore lo ha fatto decadere dall’iter abbreviato previsto per la circostanza (decreto penale) instaurandosi di fatto un classico procedimento giudiziario che vede Gargiulo imputato del reato di violazione o minaccia a un pubblico ufficiale che, nel caso, è il titolare del Comando VV.UU. del Comune di Sant’Agnello.

E’ chiaro che, in attesa dell’epilogo, la vicenda è destinata ad avere un risvolto politico soprattutto in considerazione del fatto che Gargiulo, a seguito delle elezioni amministrative del maggio scorso, è stato rieletto e nominato assessore dal sindaco Pietro Sagristani.