Piano di Sorrento, l’allarme della Iaccarino sui PIP a Via Cavone: progetto devastante e improduttivo!

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PIANO DI SORRENTO – “L’intervento pubblico per la realizzazione dell’area artigianale e commerciale di via Cavone è illegittimo sotto tanti punti di vista, ma di queste questioni, più tipicamente tecniche, intendo occuparmene quando sarà il momento e nelle sedi opportune. Quello che mi preme portare all’attenzione dell’opinione pubblica, invece, è l’opportunità di sacrificare 30 mila metri di aranceto per un’opera che al pubblico non porterà completamente nulla”. Così Anna Iaccarino apre un fronte delicatissimo di scontro con la maggioranza di Giovanni Ruggiero che si appresta a portare all’esame del consiglio comunale il progetto dei Piani di Insediamenti Produttivi da ubicarsi a Via Cavone. “Innanzitutto è giusto che si sappia che,  contrariamente a quello che vogliono far credere, al termine dei lavori dei PIP, che a dir poco ottimisticamente si  ipotizzano in quattro anni dalla redazione del progetto definitivo, il Comune non potrà realizzare nessuna delocalizzazione del mercato ortofrutticolo.

Il motivo è presto spiegato. I privati, infatti, si impegnano a consegnare la sola area su cui un giorno dovrà sorgere il mercato, da farsi un giorno a cura e spese del Comune, e solo a collaudo avvenuto della zona PIP e cioè tra 4 anni se tutto va bene.

Allora mi chiedo e vorrei che mi fosse fornita risposta: che senso ha accelerare i tempi per il rifacimento di Piazza Mercato, cercando fantomatici partners privati, quando il Mercato non si potrà spostare di lì se non prima di cinque/sei anni, sempre nell’ipotesi più ottimistica? Qualcuno poi ha provato ad immaginare l’impatto complessivo, e dunque l’utilità, che avranno queste due maxi opere sul nostro tessuto territoriale e produttivo?

Io credo che manchi una visione d’insieme! Per quanto riguarda specificamente l’intervento PIP in sé, ho letto le carte e sono ulteriormente aumentati i miei dubbi. Fermo restando che con i conti non mi trovo, alla fine dell’intervento si dovranno avere 34 capannoni di due tipologie di grandezza: 110 metri quadrati circa per il piccolo e 220 metri quadrati circa per quello grande, più aree di pertinenza e più soppalchi ancora tutti da capire.

Trattandosi di aree PIP, acronimo di piano di insediamento produttivo, si sarebbe portati a credere che lì dovrebbero andare piccole industrie e artigiani, tuttavia nelle carte si parla di attività terziarie. Da tempi immemori ho sempre saputo che artigianato ed industria costituiscono le attività cosiddette secondarie, le terziarie sono invece commercio e servizi in genere. Insomma il sospetto è che sotto il nome di PIP si nasconda l’ennesimo tentativo di realizzare un centro commerciale.

Sarebbe la tomba definitiva per il commercio cittadino, anche perché solo un folle penserebbe che di questi tempi 34 commercianti di Piano di Sorrento abbiano la forza per andare ad investire centinaia di migliaia di euro per comprarsi un locale in via Cavone. Allora voglio capire:  è stata fatta una indagine di mercato? chi sarebbero i potenziali acquirenti? C’è il rischio concreto di aprire le porte ad imprenditori estranei al nostro tessuto economico e magari che proliferano in attività illecite o al mercato cinese”.

C’è ancora un altro passaggio che evidenzia la Iaccarino e riguarda la collocazione dell’area: “E’ completamente insensato andare a prevedere un’area con potenzialità di flusso veicolare talmente elevate lungo via Cavone, peraltro nemmeno in asse con lo svincolo di via dei Platani. Ricordo a me stessa che via Cavone costituisce la principale arteria di accesso per chi è diretto in Costiera Amalfitana e che lungo via Cavone è dirottato anche il traffico dei mezzi pesanti che non possono transitare sul Corso Italia nel territorio di Meta. Davvero tutto ciò non ha logica”.

“Insomma – conclude senza mezzi termini la Iaccarino – i PIP di via Cavone rappresentano l’ennesima dimostrazione di quanto il pubblico sia completamente sottomesso al privato. Nella malaugurata ipotesi in cui verranno realizzati, e farò il possibile per evitarlo, avremo assestato un colpo mortale alla nostra città”.