Parlamento e Paese ostaggi di Berlusconi…E il PD vota per la sospensione!

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ROMA – Nella storia repubblicana un atto così grave non era mai avvenuto: un ramo del Parlamento che vota per la sospensione delle proprie attività istituzionali per rispondere alla decisione della Corte Costituzionale di esaminare il 30 luglio il ricorso di Silvio Berlusconi contro la sentenza Mediaset che l’ha visto condannato a 4 anni di reclusione con interdizione dai pubblici uffici.

Nel giorno del declassamento internazionale del rating dell’Italia (BBB) con la prospettiva di doversi introdurre non solo IMU, ma anche l’aumento dell’IVA e di altre tasse perchè l’Italia è senza un euro e rischia di non avere più neanche i soldi per stipendi e pensioni, il PDL sferra uno dei più gravi attacchi agli interessi del Paese, ricattando il PD e minacciando di far cadere il governo. Ormai siamo all’atto finale, o quasi, di una storia durata vent’anni e che ha portato l’Italia al collasso sociale, economico, civile e morale.

Probabilmente questa volta non ci sarà una via d’uscita indolore per tirarsi fuori dal baratro cui ci hanno portato il clan berlusconiano e una sinistra ipocrita e collusa che neanche un momento di dignità è riuscita a trovare per gridare il proprio NO al ricatto berlusconiano.

Sullo sfondo i fantasmi di casi tragici e perversi che hanno scandito la storia italiana, dal caso Moro alle stragi di Mafia, la trattativa, tutta materia esplosiva che rischia di mandare all’aria l’establishment arroccato in difesa di Berlusconi e di sè stesso. Intanto Riina dal carcere parla, accusa lo Stato di averlo cercato per il caso Borsellino e noi siamo ancora qui a subire la violenza di questa politica assolutamente disonesta, anzi mafiosa!