Abolizione delle Province, la presa in giro di Monti!

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La Consulta ha bocciato il decreto “Salva Italia” varato dal Governo Monti per quanto concerne l’abolizione delle Province perché tale riforma non può essere varata con lo strumento del decreto-legge che si adotta per provvedimenti urgenti e che poi devono comunque essere approvati dal Parlamento. Una riforma del genere quindi non poteva essere neanche proposta da parte di un Governo fatto di tecnici e che, si presume, debba avere consapevolezza piena dei propri poteri, prerogative i limiti secondo Costituzione. Monti, presidente del consiglio, ha invece volutamente incluso nel decreto questo provvedimento con evidenti finalità populistiche essendo in atto nel Paese una vera e propria “ribellione” nei riguardi di una classe politica sempre più corrotta e lontana dai reali bisogni della gente.

Non c’era niente di più facile e di più demagogico che proporre l’abolizione di un Ente verso il quale è diffusa l’avversione da parte dell’opinione pubblica incapace di comprenderne le funzioni diverse da quelle di “alimentare la casta“.

Monti ha voluto così gettare fumo negli occhi agli Italiani che oggi si ritrovano le Province li dove sono sempre state e con un Parlamento che, al di la delle dichiarazioni, non sarà mai in grado di varare quelle riforme “anticasta“, a cominciare dall’abolizione del Porcellum elettorale che ci ha regalato il “grande inciucio” dell’alleanza PD-PdL con la benedizione di Napolitano riconfermato per un secondo mandato al Quirinale.

Per loro, per questa casta che opprime l’Italia, i conti tornano sempre! Per gli Italiani fuori dai giochi lo spettacolo si fa sempre più avvilente e senza vie d’uscita!