Un pugno costato caro…Condannato l’aggressore di Claudio D’Esposito (WWF)

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SORRENTO – Si è concluso dinanzi al Giudice Monocratico di Gragnano, Dr. Anastasio, il processo di primo grado a carico del sig. Antonio Nastro imputato: “…del reato p. e p. dall’art. 582, 585 in relazione al 577 n. 4 c.p. perchè colpendo con un pugno la regione temporale sinistra della testa di Claudio d’Esposito lo faceva precipitare, procurandogli lesioni personali giudicate guaribili in gg. 5 s.c., come da referto medico rilasciato in data 10.09.2009 dal Pronto Soccorso del OO.RR. Penisola Sorrentina e da successivi referti medici per complessivi giorni 17 s.c. con l’aggravante di aver commesso il fatto per futili motivi consistenti nell’evitare che lo stesso documentasse con delle foto il prodotto della pesca illegale che lo stesso stava praticando sugli scogli della spiaggia in località Pignatella del Comune di Sorrento (in Sorrento il 10.09.2009);

del reato p. e p. dall’art. 61 n. 2, 368 c.p. perchè “al fine di assicurarsi l’impunità del reato di cui al capo precedente, con denuncia presentata presso la Stazione Carabinieri di Gragnano in data 21 gennaio 2010, accusava falsamente, pur sapendolo innocente, Claudio d’Esposito del reato di simulazione di reato e di calunnia nei suoi confronti (in Gragnano il 21.01.2010)“.

Il Tribunale di Torre Annunziata, Sezione distaccata di Gragnano, all’esito della camera di consiglio del 13.06.2013, ha dunque condannato il sig. Nastro ad anni 1 e mesi 4 di reclusione ed euro 258,00 di multa, pena sospesa e non menzione.

Lo ha altresì condannato a risarcire tutti i danni cagionati, riconoscendo una provvisionale immediatamente esecutiva di 1.368,00 euro oltre interessi a decorrere dal 10 settembre 2009 (data del fatto). Ha infine condannato l’imputato alla refusione delle spese per la costituzione in giudizio liquidate in complessivi euro 2.700,00 oltre IVA e CPA con termine di 90 gg per il deposito della motivazione.

“Sono contento… ogni tanto una bella notizia … la giustizia si è presa finalmente la sua rivincita!!! – commenta Claudio d’Esposito – Alla condanna per le lesioni personali inferte, con un pugno scagliato sulla testa, si aggiunge quella per avere cercato falsamente e calunniosamente di cambiare la realtà dei fatti con una “controdenuncia” ai carabinieri di Gragnano.

La sentenza restituisce ottimismo e conferma la fiducia nella giustizia dando un piccolo insegnamento: non bisogna arrendersi mai … anche se la fatica e la sfiducia a volte rischiano di prendere il sopravvento!!! Bisogna combattere sempre… con tenacia e costanza… sapendo aspettare… e con i mezzi che la democrazia ci mette a disposizione.

La cosa che sconcerta di più, e che induce a riflettere, in questa personale e spiacevole vicenda accadutami, è che a commettere i disdicevoli reati sia stato proprio un ex agente della polizia municipale, che avrebbe dovuto fare proprio del rispetto della legge e delle regole il suo obbiettivo primario!!!

Un ringraziamento particolare va all’avvocato Mauro Amendola che ha seguito con professionalità la vicenda processuale in questi 3 anni e ai tanti che hanno testimioniato al processo, facendo emergere i fatti accaduti nel pomeriggio del 10 settembre durante una soleggiata giornata di mare, nonostante i subdoli tentativi, non andati in porto, di sviare la verità!!!”

Il WWF Penisola Sorrentina è da sempre impegnato in una tenace attività di controllo e documentazione di ogni attentato ai danni dell’ecosistema mare della penisola sorrentina, segnalando e denunciando alle autorità competenti le attività di pesca fuorilegge, di inquinamento delle acque e di abusivismo edilizio messo in atto sulla costa.

Gli scogli della Pignatella nel comune di Sorrento ricadono in zona C del Parco Marino Punta Campanella, dove anche le attività di pesca non professionale sono soggette all’autorizzazione dell’ente parco e, comunque, esse non devono costituire disturbo e/o pericolo alla salute dei bagnanti che troppo spesso sono costretti ad imbattersi mentre nuotano in decine di ami uncinati e nelle fiocine dei fucili dei pescatori dilettanti che operano con arroganza in modo fuorilegge sotto costa!!!

Dopo la vicenda accaduta alla Pignatella, che ebbe un grosso clamore mediatico sugli organi di stampa ed accese i riflettori sulla pesca illegale messa in essere anche all’interno dell’Area Marina Protetta Punta Campanella, diverse sono state le denunce del WWF e gli interventi eseguiti dalla Capitaneria di Porto e dalla Guardia di Finanza relativi ad attività di pesca fuorilegge che hanno portato a numerosi sequestri e denunce a piede libero di pescatori di frodo intercettati con mezzi di pesca vietati, in aree interdette alla pesca e con pescato sottomisura (tonni e spadini).