Piano Sociale di Zona, replica alla Cooperativa Il Pellicano

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di Gaetano Aversa

Leggendo il titolo d’allarme della Cooperativa il Pellicano sul numero di Agorà del 15 giugno scorso inerente presunte ombre sugli appalti dei Servizi Sociali, sono stato incuriosito (prima di leggere) e basito (dopo aver letto): per cui non ho potuto fare a meno di segnalare alcune osservazioni in merito. Nell’articolo il Presidente della Cooperativa il Pellicano parla di Assistenza Domiciliare Anziani – ADA e di Assistenza Domiciliare Integrata – ADI come di due servizi dalle mansioni molto simili e, quindi, da appaltare praticamente abbinati. Peccato che normativa e linee di indirizzo attualmente in vigore assegnino ai due servizi mansioni specifiche e ben distinte, se non fosse altro che l’ADI si rivolge a persone non autosufficienti, ovvero non solo anziane, e ha una forte connotazione sanitaria (cure mediche o specialistiche, infermieristiche e riabilitative)…

Sicuramente sono servizi che operando in rete possono ottenere il massimo risultato nella presa in carico di un utente o di un nucleo familiare, ma questo vale, ad esempio, anche per l’Assistenza Domiciliare Diversamente Abili: accorpiamo anche quella?

Quindi, partiamo con un ente che gestisce servizi da dieci anni e si candida a gestirne di nuovi che non sa neanche di cosa sta parlando: cominciamo bene. In merito, poi, al grave danno economico che sembra aver avuto la Cooperativa dal mancato affidamento, sapete quanto era la base d’asta per il servizio ADI, ovvero il Lotto F? € 57.197,88.

Il Lotto B (ADA e telesoccorso) vinto dal Pellicano ammontava a € 291.679,87 e, inoltre, il Pellicano ha vinto anche la gara per l’Equipe Multidisciplinare, Lotto E, per € 238.860,00: totale appaltato € 575.539,87!
Beh! Posso capire che uno possa lamentarsi dei ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione e del ritardo nella firma del contratto, ma lamentare significative perdite economiche (e non sta scritto da nessuna parte che se hai vinto una gara d’appalto per dieci anni è obbligo che continui a vincerla) di aver perso poco meno di sessantamila euro a fronte dei quasi seicento vinti…

E inoltre non sarei neanche così pessimista circa i pagamenti, visto che la Regione ha sbloccato € 300.000,00 per i servizi sociali (Agorà del 13/04/2013) erogati nel 2012 (attenzione, che vanno ad aggiungersi ai fondi già stanziati ed erogati dai singoli Comuni Associati) e il Governo ha sbloccato per il Comune di Sorrento più di 1,5 milioni di euro per regolare le spettanze e la possibilità di escludere dal patto di stabilità altri 2 milioni per investimenti (Agorà dell’11/05/2013).

Inoltre, la Cooperativa il Pellicano è stata anche lei coinvolta in numerose richieste di chiarimenti pervenute da più parti: ombre mai dissipate, per l’appunto.
La Cooperativa il Pellicano è ente gestore dei servizi per anziani sin dal 2003 e nel 2007 si aggiunge il servizio di Equipe Multidisciplinare che ormai di fatto sostiene l’Ufficio di Piano di Zona.

La coincidenza vuole che alcuni membri della dirigenza della Cooperativa il Pellicano e familiari molto stretti del Presidente siano anche i rappresentanti sul territorio dell’associazione dei consumatori di Cittadinanzattiva, nonché, con qualche dubbio di verifica, del Tribunale del Malato.

Quindi il Pellicano è contemporaneamente, per un verso e per un altro, ente gestore (servizi per anziani), organo di controllo improprio dell’erogazione dei servizi (equipe multidisciplinare: improprio perché per svariate indicazioni nazionali e regionali l’equipe, oggi, non dovrebbe proprio esistere) e organo di garanzia dell’utente (Cittadinanzattiva e Tribunale del Malato).

Nella penultima gara triennale espletata per l’affidamento dei servizi, che risale al 2008, rileviamo nella commissione di gara la presenza di un operatore assunto con contratto a progetto dal comune di Sorrento, in scadenza il 31 dicembre dello stesso anno, e poi, al primo gennaio dell’anno successivo, lo ritroviamo assunto dalla Cooperativa il Pellicano nell’Equipe Multidisciplinare: ancora scherzi delle coincidenze.

Nel il 2010, la Cooperativa è stata affidataria per estensione di contratto, visto che già gestiva il servizio di ADA, del primo e ultimo cospicuo contributo di oltre € 400.000,00 del Fondo Non Autosufficienti, oggi soppresso per mancanza di fondi: in questo caso la procedura non ha fatto una piega.

La stessa cooperativa è rientrata nella proroga dei servizi avvenuta del 2012 (l’affidamento triennale era relativo al 2008-2011) concessa per inevitabili urgenze, laddove una nota dell’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici, sollecitata da segnalazioni più o meno anonime, nel riconoscere la legittimità dell’urgenza sollecitava la correzione del capitolato d’appalto poiché i parametri di valutazione dell’offerta risultavano eccessivamente agevolativi rispetto agli enti gestori uscenti dei servizi.

In seguito alle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto il Consorzio Icaro, in quel periodo ente gestore dei servizi per persone diversamente abili, l’allora Presidente del Tavolo di Concertazione, organo rappresentativo del terzo Settore locale, lanciò l’iniziativa di verificare una serie di documenti al fine di fugare ombre e dubbi sulla regolarità dei servizi erogati (atti di autorizzazione a norma di legge per l’esercizio dei servizi e relativi accreditamenti presso l’ente pubblico, regolarità dei D.U.R.C. e delle dichiarazioni antimafia presentate, elenco degli operatori impegnati con relativi titoli e cosette simili): fra i più tenaci critici di questa iniziativa ritroviamo proprio gli esponenti del Pellicano, i primi a sottoscrivere lettere di dissociazione dall’operato dell’allora presidente del tavolo.

Dopo sette mesi di odissea tra Uffici del Piano Sociale di Zona, riunioni del Tavolo e contestazioni via mail, il Presidente si dimise senza aver mai ricevuto un documento (Agorà del 09/11/2013).
Stretta è la via, larga è la foglia, ci sarebbe ancora dell’altro, per chi ne ha ancora voglia.

Intendiamoci, tutti i riferimenti fino ad ora scritti non sono puramente casuali e sono facilmente verificabile in atti, verbali, comunicazioni, missive, articoli di giornale ecc.
Di ombre sula gestione del Piano Sociale di Zona ce ne sono molte e mai del tutto dissipate dalle istituzioni preposte, nemmeno dallo Stesso Coordinatore dell’Ufficio di Piano di zona, anzi.

Tuttavia, non mi sembra molto ortodosso invocare la legge solo quando si teme che all’ombra ci possa finire anche la propria testa.