L’Open-Government per controllare la spesa e per contrastare il malcostume politico

Stampa

In tempi di vacche magre per la pubblica amministrazione attuare un processo di “open government” è un dovere nei riguardi dei cittadini che invocano chiarezza e trasparenza sulla gestione delle risorse, ma anche sulle governance di enti e società che sovrintendono a diversi servizi e, quindi, maneggiano denaro pubblico.
Open government significa “governo aperto” e quindi trasparente. Per Enti e Istituzioni pubbliche vuol dire utilizzare i nuovi strumenti digitali per condividere informazioni e favorire la partecipazione dei cittadini con azioni dirette di controllo.

Ci sono due settori nei quali l’open government spesso invocato da amministratori di minoranza deve diventare regola e si tratta di due aree di intervento estremamente onerose per la casse pubbliche: il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, i servizi socio-assistenziali…

Soltanto in Costiera si tratta di decine di milioni di euro spesi ogni anno, ma di fatto sottratti a un reale e diretto controllo da parte degli Enti col risultato che la spesa lievita oltre le previsioni e le procedure di reclutamento del personale sono sottratte a logiche di pubblica evidenza.

Si prenda per esempio il caso del sempre più frequente ricorso al cosiddetto “nolo a caldo” per i servizi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti da parte delle Società preposte, procedura che da eventualità straordinaria ha finito con l’assumere un carattere di ordinarietà, ferme restando però le regole d’ingaggio che sono estremamente onerose per l’Ente che, in questo modo, vede lievitare in modo esponenziale la propria esposizione debitoria nei confronti della Società.

Andrebbero valutate attentamente, nelle pieghe di bilanci comunali, queste voci di debito che, in taluni casi, possono aggirarsi addirittura intorno al milione di euro aggiuntivi a causa del frequente e scarsamente controllato ricorso a questo tipo di servizio.

Anche sul piano del reclutamento del personale è necessario introdurre trasparenza perchè sia nel servizio dei rifiuti sia nei servizi sociali (quest’ultimo affidato anch’esso a un organismo sovraccomunale) le risorse finanziarie disponibili sono consistenti e il personale viene reclutato quasi sempre al di fuori di logiche concorsuali.

Circostanza che inevitabilmente crea disparità di opportunità e agevola anche comportamenti da parte di amministratori comunali e affini diretti a trovar lavoro per parenti che nella prospettiva, attraverso i contorti meccanismi che regolano il pubblico impiego, riescono pure a trovare collocazione direttamente negli enti locali.

Insomma, per chi lo volesse veramente, l’open government rappresenta una concreta opportunità per far pulizia in un governo della cosa pubblica dove di trasparenza, ma nessuno se ne dolga per favore, non c’è davvero traccia!